14th stage of La Vuelta Espana 2015
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Fabio Aru da sogno: re della Vuelta a Madrid

Nella penultima tappa capolavoro del sardo dell'Astana: attacca e fa crollare Domoulin che aveva 6'' di vantaggio

Non c'era più altra chance. Una sola tappa e quattro salite per mettere le mani sulla Vuelta oppure arrendersi al destino e all'olandese Doumulin, in maglia rossa fino alla penultima tappa di una corsa che consegna all'albo d'oro e a una carriera da campione il più giovane degli italiani. Fabio Aru è il nuovo re di Spagna e si è conquistato lo scettro sul traguardo di Cercedilla precedendo di oltre un minuto Doumulin e arrivando insieme a Purito Rodriguez, che in classifica seguiva i duellanti e che ha giocato per salire sul secondo gradino del podio. Aru partiva con un gap di 6 secondi da cancellare.

Un'inezia dopo tre settimane di fatica sulle strade spagnole, ma anche un soffio che rischiava di rinviare l'esplosione definitiva del sardo arrivato già a un passo dalla vittoria nel Giro d'Italia e definitivamente uscito adesso dall'ombra di Vincenzo Nibali, fuoriclasse siciliano e conquistatore del Tour 2014 che in questa Vuelta era partito come capitano e che è stato tradito dai nervi finendo espulso nelle prime tappe.

 
Alla scoperta di Fabio Aru, il Re della Vuelta che arriva dalla Sardegna

L'attacco decisivo di Aru e degli uomini Astana è arrivato sull'ascesa di Puerto de la Morcuera, 1.770 metri d'altezza e categoria 1 dei Gpm. Meno 50 chilometri al traguardo che sono tantissimi per una fuga di uomini di classifica, ma che al coraggio di Aru sono sembrati il trampolino giusto per mettere in croce l'olandese che dopo la crono aveva accarezzato l'idea di arrivare a Madrid in maglia rossa. Domoulin ha ceduto quasi subito e Aru, scortato dai suoi compagni, ha mulinato senza sosta fino a scavare un distacco superiore al minuto e mezzo, risalire sul Puerto de Cotos, ultima asperità della Vuelta dove Doumulin è crollato.

L'olandese ex-volante ha pagato a carissimo prezzo l'azione di Aru, ciclista coraggioso e freddo, capace di guidare i suoi in un'azione perfetta per tempistica e strategia. Il vantaggio di tre minuti e mezzo con cui ha affrontato la picchiata verso Cercedilla ha suonato come sentenza. A Madrid sarà lui a fare passerella conquiistando il primo grande successo di una carriera in progressioe: terzo e secondo posto al Giro in due anni, Vuelta da protagonista dodici mesi fa (5°) prima del successo e riconoscimenti tra i giovani. L'Italia delle due ruote ha trovato una nuova pepita in un giacimento storicamente sempre ricco.

La tappa è andata a Ruben Plaza che ha messo in scena una fuga lunghissima precedendo poi l'italiano De Marchi e Goncalves, staccati di 1'06''. Quindi un gruppetto con Majka e Quintana a 2'40'' e il vincitore Aru, che ha pagato 3'38'' dal vincitore ma si è tenuto dietro Doumulin, arrivato a 7'32''. Sul podio di Madrid insieme ad Aru ci saranno anche Rodriguez (a 1'17'') e Majka (a 1'29'').

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