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Società

Sono Salvatore Strazzullo, risolvo problemi, se sei rissoso o tiratardi

E' italiano, è un avvocato e tira fuori i vip dai guai. La sua storia su Panorama in edicola

di Lulu Berton

Se vuoi farcela come avvocato a New York, è meglio che t’inventi qualcosa di meno banale del comune appellativo civilista o penalista. Ma se la tua specializzazione diventa tirare fuori dai guai i vip dopo la mezzanotte, è facile conquistarti un posto al sole. È così che si è fatto un nome Salvatore Strazzullo, per gli amici Sal, quello che alcuni hanno definito l’«avvocato dei nottambuli». Italoamericano doc, vissuto tra Napoli e Brooklyn, Strazzullo, che ha un passato da salumiere e promoter di discoteche, è salito alla ribalta delle cronache dopo la rissa scoppiata nell’esclusivo Double Seven club di Manhattan tra il principe Pierre Casiraghi, accompagnato da alcuni suoi amici, e Adam Hock, il proprietario di una catena di bikiniclub newyorkesi. Motivo della rissa: donne, chiaro. Hock quella sera venne arrestato e scelse come avvocato Strazzullo, per una causa che è tuttora in corso.

Strazzullo parla un italiano con forte accento napoletano e pare uscito da Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese. «Sono cresciuto a Napoli fino a 7 anni» racconta. «Poi ci siamo trasferiti a Brooklyn. I miei sono entrambi napoletani veraci, mio padre è di riviera di Chiaia e mia madre di via Chiaia».
Una delle chiavi del suo successo è stata essere a disposizione dei clienti a qualsiasi ora della notte. Strazzullo infatti è l’azzeccagarbugli preferito da spogliarelliste come la russa Milana Dravnel, che nel 2008 dichiarò alla stampa d’essere l’amante dell’ex boxeur Oscar de la Hoya, e da modelle come Ingrid Gutierrez, finita in mezzo a una colluttazione al Wip di Soho tra i rapper Drake e Chris Brown a causa della pop star Rihanna, ex di Brown.

Com’è diventato avvocato dei nottambuli?
Rappresento molti altri clienti che non sono necessariamente dei discotecari. Il mio è uno studio legale boutique, dove ci si occupa di tutto, dalle cause immobiliari ai divorzi.

Pare che lei abbia aperto un nuovo filone nella giurisprudenza.
Il fatto che abbia difeso alcuni nottambuli famosi mi ha dato una certa notorietà, certo, e ora capisco quanto la gente ami il gossip. Sono stato contattato da una tv che vorrebbe fare una miniserie sulla mia vita. Mi stupisce, visto che non trovo il tema così interessante.

New York sembra diventata più pericolosa di Napoli, soprattutto per le celebrity.
Napoli è impareggiabile, e non c’è nessun posto negli Sati Uniti che possa competere. È un peccato che ci sia la malavita organizzata e trovo incomprensibile il fatto che il governo locale non riesca a ripulire la città. Detto questo, per me Napoli è come una vecchia New York, quello che la Grande Mela diverrà forse fra 1.000 anni. Un porto di mare da cui partire per andare in luoghi magnifici, come la Costiera amalfitana, Capri e Ischia.

È fiero d’essere «un italiano vero», per dirla alla Toto Cutugno?
Fierissimo. L’Italia produce le auto per eccellenza, le Ferrari, e gli abiti da uomo più sofisticati, quelli di Isaia. Per non parlare delle migliori cravatte, le Marinella. Fra l’altro sono molto amico di Maurizio Marinella. E le migliori camicie, quelle della famiglia Finamore: sono anche amicissimo di Simone, il presidente dell’azienda. Se poi ci aggiungiamo il cibo, abbiamo chiuso il cerchio. Dove altro puoi mangiare divinamente come da Don Alfonso o sbafarti la pizza più buona del mondo, da Ciro a Margellina? Parliamone.

Dove è nata l’ispirazione per l’avvocatura?
Nel 2000 arrivai a Napoli, prenotai una suite all’Hotel Vesuvio. Rimasi affascinato da come gli avvocati vengono trattati in Italia. Sono cosa seria, non come qui in America.

Nel caso Casiraghi lei difende Adam Hock, con cui il principe ha fatto a botte lo scorso febbraio.
Fu Valerio Morabito a chiamarmi un sabato notte per dirmi della faccenda. I miei clienti sanno quanto io sia combattivo, infatti sono subito riuscito a fare trapelare la nostra versione dei fatti prima che Casiraghi e la sua squadra facessero scoppiare il caso a loro favore, grazie ai loro ricchi interessi e agli uffici stampa potentissimi. La rissa è stata iniziata da Casiraghi e non dal mio cliente, anche se poi è stato lui a essere arrestato.

Chi vincerà la causa?
Vinceremo noi, sicuro. Quando tutte le prove verranno fuori, la verità sarà svelata. Ho visto un video, Hock quella notte è stato attaccato e si è semplicemente difeso.

E lei frequenta i locali notturni?
Non più, adesso preferisco i ristoranti, come si può notare dalla circonferenza della mia pancia (ride, ndr).

Il suo ristorante newyorkese preferito?
Casa di mia madre. Cucina le migliori melanzane alla parmigiana: niente pangrattato e la mozzarella tagliata bella fine. Poi mi fa la pasta con le lenticchie e la trippa. L’unica cosa che non sa cucinare bene è il ragù, ma quello lo so fare io, me l’ha insegnato la nonna. Gli ingredienti sono importantissimi, li compro da Frank & Sal’s, la salumeria di mio zio, a Brooklyn, sulla Diciottesima strada.

Cosa serve per farcela a New York?
Io riscriverei la celebre canzone New York, New York, che dice, «se ce la fai lì, ce la fai dovunque», e al posto di New York metterei Napoli. Nella Grande Mela ci sono molte opportunità, ma devi sapere andartele a prendere. Questo mito che basta mettere piede in America e diventi un milionario mi fa ridere. Ho 13 cugini a New York e 16 a Napoli, sono l’unico avvocato in tutta la mia famiglia.

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