Società

Quelli che…”Italians do it better”? Anche no!

L’uomo virile è ormai poco reale: ecco servito il declino del macho latino

Collezione primavera-estate Armani (Olycom)

Sembra che l’uomo in jeans, camicia bianca e stringata nera sia demodé. Per non parlare di quello vestito di tutto punto, in giacca e cravatta, quello, per intenderci, in completo grigio su scooter che gira per la città con la 24 ore al
seguito.

In questa stagione, poi, sulle spiagge c’è da mettersi le mani nei capelli: slip microscopici (quando non totalmente trasparenti), parei svolazzanti, occhiali a farfalla colorati ma, soprattutto, petti e gambe totalmente depilati.

Che ne è stato del macho latino? Non eravamo quelli che “Italians do it better”?

A quanto pare l’uomo con la U maiuscola ce lo siamo giocate qualche stagione e collezione fa. E senza batter ciglia.

Alle ultime sfilate di Milano e Parigi, "to impress the press", come si dice in questi casi, si sono viste in passerella innumerevoli possibilità per l’uomo che verrà. Ha sfilato tutto e il contrario di tutto con la conseguente perdita di un fattore fondamentale quando si parla dell’universo maschile: la tanto amata virilità. Addirittura la sempre politically correct Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, ha postato sul suo blog un commento poco lusinghiero: “Mi ha divertito molto quando ho letto che avevano insultato Balotelli chiamandolo "ometto". Vorrei vedere la sua faccia a certe sfilate uomo. Lì si che di "ometti" ne abbiamo visti a tonnellate”.

Il sesso forte, se si può ancora chiamare così, si è evoluto: se, infatti, finora era il gentil sesso ad essere additato come troppo aggressivo, mascolino quasi, tanto da spaventare i poveri uomini, ora anche loro non possono considerarsi immuni dal cambiamento. Diventati estremamente frivoli, gli uomini hanno sdoganato il loro lato femminile e, per quanto questo possa essere tenero qualche volta, si è raggiunto il limite. E certamente la moda, con le sue proposte alquanto eccentriche e bizzarre, non aiuta. "Quelle borse colorate al braccio peloso con i pantaloni sopra la caviglia e la polo così stretta da lasciare trasparire, a seconda della forma fisica, bicipiti palestrati o pancette tonde, non sono un bello spettacolo per nessuno”, continua la Sozzani, “a forza di voler essere fashionista si perde il senso della realtà e tutti gli accessori e gli abiti diventano codici di riconoscimento di una stessa maniera di pensare”.

Anche i libri ora prendono in giro pesantemente il maschio, in questo caso proprio quello italiano. Negli anni d’oro delle fidanzatine d’America e delle nipotine di Becky Bloomwood e delle ragazze cresciute a pane e Sex and the City o Gossip Girl, Bettina Dal Bosco scrive un romanzo dai toni agrodolci e dal titolo stuzzicante Uomini e torte. Nessuno aveva ancora pensato di catalogare gli uomini come fossero dei dessert. Ci sono quelli “farciti” (tipo Saint Honoré, Sacher o Millefoglie), quelli “al cucchiaio”, come il Profiterole e quelli home-made (come il Castagnaccio). Ma quello che più colpisce è il sottotitolo del libro: Come cuocere, farcire o bruciare il maschio dei tuoi sogni e un’ancòra più eloquente fascetta rosa che recita: Attenta amica! Forse non lo sai, ma stai per innamorarti di un budino.

Viene quasi da rabbrividire a pensare al nostro uomo passeggiare per le vie della città in gonna o, peggio, con un paio di bermuda talmente corti da essere quasi inguinali. Forse è meglio immaginarselo come un budino. O, forse, è meglio non immaginarselo proprio.

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