Ne è passata di acqua sotto ai ponti da quando Elisabetta Canalis sgambettava sul bancone di Striscia la Notizia. L'ex velina sarda ormai naturalizzata Usa è, infatti, sempre più impegnata sul fronte dei diritti umani. Poco showbiz per lei, qualche capatina alla settimana della moda, ma soprattutto lavoro per sostenere i bisognosi nel mondo. Già lo scorso giugno Elisabetta si era recata in Libano con l'Unicef per visitare campi profughi di bimbi siriani e, sempre la scorsa primavera, la Canalis aveva prestato il volto per uno spot in sostegno degli alluvionati della sua amata Sardegna e in seguito aveva messo all'asta il suo abito da sposa per aiutare le famiglie sarde in difficoltà

Ora Unicef Italia ha riconosciuto il suo impegno e ha deciso di nominarla ufficialmente ambasciatrice per il nostro Paese. Elisabetta, onorata, ha dichiarato: "Ho fatto visita e continerò ad andare in Paesi toccati dalla guerra per vedere in prima persona cosa succede in quei territori".

E poi via Instagram ha ringraziato scrivendo: "Grazie Unicef Italia, grazie Istituto Gandhi, grazie studenti, insegnati, segretarie, Preside e tutta la dirigenza Unicef Napoli e Lombardia compreso il portavoce per l'Italia Andrea Iacomini e il Presidente Unicef Giacomo Guerrera. E' stato emozionante e allo stesso tempo bellissimo e gratificante il tempo che mi avete dedicato oggi. Farò sempre del mio meglio per esserne all'altezza e per dare voce ai bimbi rifugiati in tutto il mondo".

Eli, che aveva cominciato la sua "carriera di solidarietà" come ambasciatrice Peta qualche anno fa, sembra intenzionata a seguire le orme di Angelina Jolie sempre più impegnata ad aiutare le donne e i bambini vittime della guerra. 

La Canalis punta a mettere a servizio il suo nome e la sua visibilità per attirare l'attenzione della stampa e raccontare al mondo cosa succeda in angoli sperduti del pianeta.

Così fa Sean Penn per Haiti, Leonardo di Caprio per l'Amazzonia e la Jolie per il Medio Oriente. Ora anche Elisabetta si inserisce nella cerchia mai abbastanza ampia di coloro che si mettono al servizio del bene anche utilizzando la propria notorietà

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