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Ecco il ristorante dove si mangiano gli avanzi

A Liverpool apre un locale che fa parte del "Real Junk Project". Ha successo e si può avere un pasto in cambio di una donazione

Pagare per mangiare avanzi o scarti. Messa così non avrebbe successo, ma il ristorante aperto a Liverpool, il primo del genere nella cittadina inglese, sembra dimostrare il contrario. Di fronte al problema dell'enorme spreco di cibo da parte della società occidentale (e la mancanza, invece, in molti Paesi del Terzo Mondo) l'idea di Gabby e Natalie sembra funzionare e soprattutto piacere alla gente.


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Uno dei menù del giorno del ristorante di Liverpool – Credits: Facebook.com

Le due ragazze 23enni hanno deciso di aprire il proprio locale, una caffetteria che serve anche altri piatti, servendosi di quegli alimenti che altrimenti sarebbero stati destinati ad essere buttati, ovvero ad esempio frutta e verdura avanzate dai grandi magazzini, ma anche pane invenduto dai negozi tradizionali. Nel loro menù ci sono anche zuppe, spezzatino (fatto con carne donata e altrimenti anch'essa destinata ad essere buttata via), puddings, creme al limone e molto altro. Tutto realizzato grazie alla cosiddetta Ready Steady Cook, una cucina creativa che parte da ingredienti "poveri".

Pasti anche senza denaro cash

Tra le altre particolarità c'è il fatto che nella caffetteria delle due giovani è anche possibile non pagare con il denaro, bensì con donazioni, in cambio di un pasto. Il Real Junk Project nasce dai dati, allarmanti, forniti dall'Onu sullo spreco di cibo: si calcola che ogni anno finiscano nella spazzatura 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, mentre ogni secondo una persona nel mondo muore di fame o per problemi legati alla sottonutrizione.


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Il ristorante è stato aperto da due ragazze che, oltre a fare le volontarie e a lavorare a tempo pieno, si dedicano a questa attività nei fine settimana – Credits: Facebook.com

Real Junk Project

Il ristorante di Gabby e Natalie, che si sono conosciute sui social media, ha una pagina Facebook molto visitata, che si unisce a quelle degli altri locali, sparsi in Gran Bretagna, che hanno aderito al Real Junk Project. Entrambe le ragazze hanno un lavoro a tempo pieno, ma passano l'intero week end a servire pasti "riciclati" nel loro locale.

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