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Il menu diventa single

Tendenze. Dai toast alle ostriche: in tutta Italia è boom di ristoranti monotematici

The meatball family a Milano: nel menù solo polpette

Solo polpette o solo mozzarella o solo zuppe. Ma anche solo lasagne. Sono i ristoranti che servono esclusivamente variazioni di uno stesso ingrediente, e dal successo che riscuotono dobbiamo dedurre che a tavola una buona parte di noi è diventata monomaniaca. Polpette in testa. Sarà perché quell’affettuoso mangiarino in casa non si fa più, sarà perché al ristorante non lo si ordinava mai per timore che fosse un ricettacolo di avanzi; fatto sta che la nostalgia c’era eccome. Gli imprenditori più furbi hanno preso la palla al balzo.

A Milano, cooptato da Diego Abatantuono, l’ultimo arrivato, The meatball family, clone del newyorkese The meatball shop, è l’appuntamento giovane di rigore: meatball, fishball, vegetable ball; ivi compresi gli spaghetti&meatballs, in Italia irrisi per decenni e adesso fighissimi.

Più ruspante Bolpetta, a Bologna e a Cagliari, i cui ideatori, fieramente provinciali, inseriscono nei tavoli una sorta di mattarello per onorare le nonne, maghe (anche) della sfoglia: polpette in spiedino, annegate nel sugo, fritte e farcite di formaggio, affiancate da montagne di patatine. Per il surplus calorico Bolpetta ha organizzato una running team healthy & fit con cui i chili accumulati fondono.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Polpette di 45 tipi, ma di imprinting siciliano, leggi melanzane e mentuccia, alla Polpetteria nel centro storico di Catania dove si beve divertente con Taricria, birra siciliana cruda creata in esclusiva. Accompagnamento che andrebbe bene anche a PolentOne, takeaway e ristorante partito da Bergamo: polenta alla spina con rinforzi dal cinghiale alla nutella.

Al secondo posto nel gradimento monotematico, la mozzarella: antesignano Obikà, il mozzarella bar che celebra i dieci anni e i 18 locali, annunciando l’apertura a Dubai e New York. Stessa idea, ma in formato mignon a Lady Bù, a Milano: mozzarella di bufala campana dop di un solo produttore, da gustare al naturale o con spunti di cucina creativa, tra cui un ghiotto risotto mantecato alla burrata, di giovani cuochi di qualità. Certo che, costretti nei confini di un cibo singolo, molti cedono alla tentazione di incontri alla cieca. Da LasaGnam a Roma si salpa tranquilli con le lasagne alla bolognese, per naufragare in quelle alla ligure, alla calabrese, alla tirolese, alla carbonara e all’amatriciana. Oppure si va fuori tema, come MrZuppa a Milano, o Toasteria mi casa, sempre a Milano, dove il menu è piacione ma tuttologo.

Finora tutta roba nostrana. Ma l’esotico avanza: non con l’ormai noioso sushi, ma con il piatto simbolo della cucina giapponese, il ramen, la venerata ciotola di brodo caldo in cui sono immersi i noodle, trattata con disinvoltura al noodle bar Zazà Ramen a Milano da Brendan Becht, chef internazionale molto snob. Ironico il nome che riprende quello dell’ispettore Zenigata del famoso manga, grande consumatore di ramen; ironico il gioco nippo-italiano del menu: ramen con pollo e friggitelli, o con maiale cavolo e verza, o con pomodorini e tofu. Con un bicchiere di vino, sui 20 euro. Ovvio che si tratti di un’idea furba per scavarsi una nicchia nel proliferare di locali di ogni tipo. Lo confermano, a New York, Potatopia, solo patate; Rice to Riches, solo pudding di riso; Bark, solo hot dog. Ma forse è l’inizio di una ribellione all’arroganza degli starchef: ecco un piatto base di buona materia prima su cui il cliente è invitato a creare il suo menu incrociando contorni e salse come più gli piace. Di fatto, diventando cuoco lui stesso. E perché no, dato che Ferran Adrià ha dichiarato che anche aggiungere sale o pepe o un olio al proprio piatto significa comunque cucinare.

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