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Società

Katie Holmes al debutto nella moda: le reazioni

La star conquista un successo fashion? Sì, ma con riserva – Il futuro di Katie dopo Tom Cruise

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Katie Holmes all'evento 25 Most Powerful Stylists (West Hollywood, marzo 2012) – Credits: Olycom

È andato bene, ma non benissimo, l'esordio di Katie Holmes in qualità di stilista, uno degli appuntamenti a più alto tasso di gossip della Settimana della moda di New York. Non si è trattato di una sfilata vera e propria, quanto piuttosto di una presentazione privata di fronte a un numero ristretto di persone, che hanno poi spifferato al mondo il loro parere sulla collezione per la primavera 2013 del brand Holmes & Yang, fondato dall'attrice insieme a Jeanne Yang.

Le note positive arrivano da Glamour ("Bellissimi coordinati") e da InStyle ("Come non volere questi abiti all'interno del proprio guardaroba?"). Meno entusiasta il commento del New York Times, che se la prende in modo particolare con un "abito dalle discutibili stampe floreali" e che in generale è rimasto abbastanza indifferente nei confronti dei 14 modelli presentati.

Indecifrabile la sentenza della stilista Elizabeth Tran, secondo la quale la collezione è "molto Katie": l'impronta dell'attrice era indubbiamente evidente nella scelta di modelle con poco trucco e capelli pettinati come i suoi, oltre che nelle linee molto semplici dei modelli. Però "molto Katie" può essere un giudizio positivo, negativo o neutro, e nessuno ha capito quale fosse il parere di Elizabeth Tran. Stessa cosa per l'Hollywood Reporter, che ha trovato la collezione "solo leggermente Katie".

Infine, la versione statunitense di Vanity Fair sentenzia che "tutto sommato, i vestiti sembravano più giovanili, e in un certo modo commerciali, rispetto agli abiti solitamente indossati dalla 33enne ex di Tom Cruise". Al di là del concetto di "commerciali", che deve essere commisurato in rapporto al dorato mondo della moda (parliamo pur sempre di prezzi fra i 300 e i 7mila dollari), l'osservazione di Vanity Fair potrebbe rappresentare il vero problema per le sorti future di Holmes & Young.

Secondo People StyleWatch, infatti, il successo di un marchio come questo non dipende solo dal coinvolgimento di un nome famoso come quello di Katie Holmes: è fondamentale che lei "sia orgogliosa di indossare le sue creazioni". Se dunque la collezione si posiziona fuori dagli standard dell'attrice c'è il rischio di un flop, anche perché la presenza di una celebrity non costituisce più una novità nell'universo fashion e da sola non basta.

Infatti, oltre a Victoria Beckham, altro nome caldissimo del momento, esistono già collezioni legate a top model (Bar Rafaeli, Heidi Klum e compagnia bella) e a Vip dello showbiz, da Jennifer Lopez a Jessica Simpson, da Avril Lavigne alle sorelle Kardashinan fino a Whitney Port (star del reality show The Hills e dello spin-off The City, in cui appunto insegue il sogno di diventare una stilista affermata). E accanto a marchi felicemente avviati, come The Row di Mary-Kate e Ashley Olsen, gli alti e bassi della moda hanno punito i tentativi di Gwen Stefani e Nicole Richie, "che ormai hanno abbandonato il campo", scrive il Wall Street Journal.

Holmes & Yang ha dunque debuttato conquistando alcuni estimatori, ma da qui a diventare una linea di successo la strada è ancora lunga e difficile.

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