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Il terzo grado - Antonella Ferrari

Intervista all'attrice protagonista di Più forte del destino, lo spettacolo teatrale autobiografico che ha scritto lei stessa

Antonella Ferrari

L'attrice è protagonista dello spettacolo teatrale Più forte del destino - Tra camici e paillette la mia lotta alla sclerosi multipla – Credits: (Ufficio Stampa)

NOME: Antonella Ferrari

CHI E’: attrice e scrittrice

COSA FA: lanciata dalla soap CentoVetrine, nel cui cast è stata per cinque anni, ha recitato in diverse fiction di successo, da Carabinieri a La squadra fino a Un matrimonio, diretta da Pupi Avati. Attualmente è in teatro con lo spettacolo autobiografico Più forte del destino - Tra camici e paillette la mia lotta alla sclerosi multipla, di cui è autrice e interprete. È la madrina di AISM, l'Associazione Italia Sclerosi Multipla.

DICE DI SÉ: “Mi vedo invecchiare con Roby, credo nell’amore eterno. Certo, sarei più contenta se ci fosse un figlio e se lo Stato italiano permettesse alle donne disabili di adottare. Ma purtroppo a me un bambino non lo danno, dicono che non sono all’altezza. Assurdo, perché io potrei dare tantissimo amore, e quello non si vede dalla cartella clinica”.

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

Ho talento nella recitazione e nella comunicazione in generale. Non ho affatto talento nella diplomazia, cosa che rischia spesso di penalizzarmi nel mio lavoro.

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotata, quale attività sceglieresti?

Beh, appunto, la diplomazia (dice ridendo). Se non mi piace una cosa, ho il brutto vizio di dirlo. Invece dovrei imparare a fare buon viso a cattivo gioco, cosa che potrebbe tornarmi utile.

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

Sì, anche se non me lo cantano da una vita. Non m’imbarazza per niente, anzi, mi piace essere festeggiata.

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Piango troppo. Al cinema e anche a casa guardando le serie come Grey’s Anatomy e Lost. E poi piango al momento giusto, almeno per me: di solito scelgo di proposito film dove ci si commuove perché il pianto in certi casi può essere uno sfogo terapeutico.

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle?

Credo le abbia mia mamma da qualche parte…io sono troppo disordinata e poi non ho lo spazio per conservare molte cose. Però qualche tempo fa, dopo un trasloco, ho ritrovato dei vecchi diari e mi sono messa a leggerli: è stato un bellissimo tuffo nel passato.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

Io sono una buongustaia anche se a causa dei miei problemi di salute sono costretta a periodi di dieta o di regime controllato. Diciamo che quelli troppo attenti mi fanno un po’ tristezza: trovo che cucinare e cenare con gli amici o gli affetti cari sia uno dei momenti di condivisione più belli della vita.

Puoi dire con certezza di aver amato?

Sì.

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

Mi chiedo degli strambi, perché di solito scompaio di colpo e non si sa bene che fine facciano. Quelli più equilibrati - non mi piace chiamarli normali - sono gli amici storici e sono ben presenti nella mia vita. 

Sai mentire?

Sì, ma non sono una bugiarda seriale. Cerco di mentire il meno possibile perché tendo a dimenticare le bugie che dico, rischiando di farmi beccare.

Quando il gioco si fa duro, sei una dei duri che cominciano a giocare?

Tutte le sfide mi fanno venire voglia di giocare e di vincere. Nel mio lavoro mi sono vista sbattere in faccia molte porte a causa della malattia (soffre di sclerosi multipla, ndr), ma non mi lascio abbattere: mi preparo, non voglio l’elemosina da nessuno, insisto se so di essere pronta per una parte. La determinazione non mi manca.

Qual è la tua torta preferita?

La torta caprese. La adoro.

Ti definiresti una buona archivista, rispetto alla tua memoria, o una cattiva archivista?

Un tempo ottima, ora comincio a perdere dei pezzi (ride). Il fatto è che ho la mente piena di cose, sempre in movimento, e fatico a stare dietro a tutto. Nel lavoro invece è un’altra cosa: ho la mente molto allenata e ricordo ancora copioni di spettacoli fatti anni fa.

Quest’anno farai viaggi significativi?

Io e Roby, mio marito, tendiamo a fare viaggi solo se possiamo portarci dietro Grisù, il nostro cane che amiamo moltissimo. In ballo ho però una trasferta a Mosca: di recente sono stata contattata per rappresentare l’Italia al Paramusic Festival, un festival per artisti disabili, che si svolgerà il prossimo settembre.

Sarai più felice in futuro?

Me lo auguro. Soprattutto vorrei essere più rilassata e godermi di più le cose senza essere sempre in corsa contro il tempo. 

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda editore)

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