Animali

La danza del fenicottero - Foto

Reportage dalle pianure della Camargue, dove le sagome sinuose dei fenicotteri si riflettono nelle acque del Rodano e i cavalli bianchi pascolano liberi

Nella Camargue, d’inverno, soffia un vento leggero che muove i canneti, le criniere dei cavalli bianchi e le piume soffici dei fenicotteri rosa. Questa è l’immagine che è rimasta impressa nella mia mente dopo aver attraversato quel vasto territorio tra i due bracci del Rodano e il Mediterraneo chiamato Camargue.

Se si è fortunati, può succedere di vedere una mandria di cavalli bianchi al galoppo stagliarsi sullo sfondo delle onde del mare. E allora quella è una di quelle foto che ogni fotografo vorrebbe scattare. Ma anche vederli emergere dal buio della notte, al mattino presto, ancora accovacciati a terra, come è successo a me, è un’emozione unica.

 

Il primo fenicottero rosa che ho fotografato si nutriva nelle acque salate tra i canneti appena fuori dalla cittadina di Saintes-Maries-de-la-Mer. Alto, snello, regale si muoveva come se danzasse. Questa regalità non è la sola “bellezza” dei fenicotteri.

Questi animali hanno un fascino che deriva dalle domande che la loro stessa morfologia ci pone. A tal punto che il grande paleontologo, storico della scienza e scrittore Stephen Jay Gould ha dedicato un saggio a questo animale intitolato “Il sorriso del fenicottero”. Questo saggio discute, fra le altre cose, una questione che è stata cruciale nell’Ottocento: che cosa sono sorte prima, le nuove forme e strutture degli animali o i loro modi di vivere e nutrirsi?

Le strutture dei fenicotteri sono infatti davvero uniche e per questo sono interessantissime dal punto di vista evoluzionistico: sono gli unici uccelli che filtrano il cibo. Infatti, possiedono una sorta di lingua che agisce come una pompa e un apparato osseo che filtra micro-organismi e crostacei in acque saline. Nel suo libro Gould dimostra che, nel tempo, queste caratteristiche si sono adattate ai nuovi modi di vita dei fenicotteri.

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