L’Europa è qui, a Norcia. Ci resterà e accompagnerà la sua rinascita con il fondo di solidarietà che nei prossimi giorni porterà finanziamenti e aiuti concreti. Il volto e la commozione di Beatrice Covassi, capo rappresentanza in Italia della Commissione Europea, davanti alla basilica di San Benedetto sono la testimonianza della grande vicinanza di Bruxelles alle popolazioni colpite dal terremoto.

 

La tappa umbra di Panorama d’Italia diventa così palcoscenico di un racconto fatto di ripartenze, determinazione, tenacia iniziata nella mattinata quando il sindaco Nicola Alemanno ha aperto una parte della “città rossa”, chiusa dal giorno del sisma, proseguita con l’inaugurazione di una pasticceria lungo il corso e terminata con le parole di Beatrice Covassi, ospite del tour: “è motivo di gioia per me vedere che questo paese sta rinascendo. In febbraio ero qui e lo scenario era molto diverso. È un segno di grande speranza per tutte le zone terremotate”.

L'impegno della Ue per la Cattedrale di San Benedetto

Beatrice Covassi rappresenta l’Europa in Italia e nel suo ruolo di ambasciatrice sottolinea che per il terremoto dello scorso anno “abbiamo dato, a novembre, un piccolo anticipo del fondo di solidarietà. A breve verrà annunciata la cifra complessiva. Che sarà importante... Entro pochi mesi arriverà grande attenzione dall’Europa con una serie di progetti concreti che coinvolgeranno il volontariato e il patrimonio culturale nell’anno europeo dedicato a questi temi. Si potrebbe ipotizzare un cammino, per non dimenticare e per seguire il processo di rinascita del territorio". 

E ancora: "La cattedrale di San Bendetto, cara all’Europa e al presidente Junker, sarà ricostruita insieme al resto per il 95% grazie ai fondi europei, solo il 5% graverà sullo stato italiano. C’è un impegno speciale per questa città”. Tornerà ad essere quella di un tempo, assicura Beatrice Covassi: “penso che ci siano luoghi della memoria, dell’identità che fanno vibrare in noi delle corde speciali. E Norcia è uno di questi”.

La UE: un futuro da costruire

La conversazione sull’Europa, in una piazza simbolo come quella della città umbra, invita a molte altre riflessioni sul futuro. A cominciare dal libro bianco che indica gli scenari politici di un’Europa a diverse velocità o più federalista: “l’economia è centrale nella strategia europea, ma troppo spesso ci si ferma soltanto ai decimali, al patto di stabilità, senza guardare oltre e vedere che esiste un grande sforzo per rendere più forte il sistema bancario e la situazione economica di tutta l’Unione”. Certo, ci dovrà essere qualche ripensamento: “non abbiamo un ministro delle Finanze, del Tesoro, né una sistema fiscale comune. Quindi il sistema economico è zoppo. Ma le riforme servono a migliorare. Certo, l’instabilità politica come quella italiana non aiuta”.

La commissione europea è un enorme struttura: ha 30 mila dipendenti per 500 milioni di abitanti, ci sono 15 direzioni generali. “Il Presidente Juncker ha voluto con forza che ogni paese avesse un commissario con un portafoglio” spiega Covassi. "Questo semplifica e velocizza le decisioni perché è stata accorciata la catena di comando".

Eppure gli italiani continuano ad avere l’idea di una commissione controllore pronta a contrastare le decisioni nazionali. “Le percezioni nascono perché le cose ci vengono ripetute così spesso che diventano realtà - dichiara senza mezzi termini Beatrice Covassi - Che si debba ripagare il proprio debito mi pare un principio sano e giusto. La commissione rappresenta l’interesse generale della comunità”.

L'immigrazione: a che punto siamo

Come sull’immigrazione?, chiede provocatoriamente Mulè. "Che ci sia un’emergenza è sotto gli occhi di tutti. L’anno scorso siamo arrivati vicini al 200 mila sbarchi, quest’anno si prevede il 30% in più. Tutta l’Europa si è mostrata impreparata".

In questi due anni, dice Covassi, "abbiamo varato un fondo di 50 milioni per l’Italia e per l’emergenza emigranti. Abbiamo iniziato a fare accordi con gli stati africani per dare più risorse, più di 44 miliardi di euro”.

Una Europa più attenta, dunque, al fenomeno delle migrazioni. Ma che ha parecchie grane da affrontare anche in casa propria.

Brexit: l'Europa è pronta

Niente paura per la Brexit. "Noi siamo pronti. Ci costerà un sacco di soldi, sarà dura negoziare. Ma crediamo nella trasparenza e perciò pubblicheremo le nostre posizioni negoziali, vogliamo che siano garantiti sia la reciprocità dei diritti dei cittadini, uno dei punti più delicati, che gli accordi commerciali. Prima si farà il negoziato di uscita e poi un nuovo accordo” taglia corto Covassi.

Cittadini e Ue: il contatto è possibile

L’Europa, insomma, difenderà i propri cittadini, e la trasparenza nelle informazioni garantirà il rispetto delle decisioni. "Del resto, lo facciamo già", sottolinea "nel rapporto con il mondo imprenditoriale: "abbiamo una rete di 50 uffici in tutta Italia per fornire informazioni utili. Ce ne è uno anche a Perugia. Quest’anno abbiamo lanciato un tandem tour con la Bei sui finanziamenti e un roadshow con Confcommercio per spiegare come utilizzare i fondi europei”.

Ma tutti i cittadini possono entrare in contatto facilmente con le istituzioni europee: “la cosa più semplice è scrivere a noi. Abbiamo la posta del cittadino. Siamo su Facebok e su Twitter”.

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