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Il taglio dei Forestali: parte la protesta

Il 31 marzo il Senato dovrebbe approvare lo scioglimento del corpo. Ma uno schieramento bipartisan è contrario. Ecco perché

Il 31 marzo hanno già deciso che porteranno la loro protesta a Roma, davanti al Senato. Quel martedì è previsto il voto della legge che prevede lo scioglimento del Corpo forestale dello Stato. Se poi anche la Camera dei deputati farà altrettanto, il Cfs non esisterà più.

Ma non sono pochi i politici e gli ambientalisti che hanno deciso di schierarsi contro questa decisione del governo Renzi che giudicano azzardata, inutile e pericolosa non solo per i diritti dei lavoratori coinvolti, ma anche e soprattutto per l’ambiente.

È uno schieramento trasversale. Coinvolge Michela Vittoria Brambilla di Forza Italia; Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro delle Politiche agricole e dell’Ambiente e attuale presidente della Fondazione UniVerde; la deputata del Pd Giovanna Palma, l’assessore all’Ambiente della Regione Campania Giovanni Romano; il presidente del consiglio regionale delle Marche Vittoriano Solazzi.

"Assurdo dal punto di vista del risparmio e criminale per quanto riguarda la tutela del territorio e della biodiversità". Così dice Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente. Che annuncia: "Ci opporremo con tutte le forze".

Brambilla propone qualche conto: "Il costo annuo per il funzionamento del Corpo forestale dello Stato" dice “è di circa 30 milioni esclusi gli stipendi, visto che il progettato a detta del governo non comporterebbe alcuna perdita di posti di lavoro, mentre la media annua delle sanzioni amministrative elevate raggiunge i 28 milioni, quasi il pareggio".

Brambilla contesta invece che l'incorporazione in altre forze di polizia costerebbe subito 25 milioni di euro solo per la sostituzione delle divise, il riadattamento dei mezzi e della flotta aerea, e la necessaria riqualificazione del personale.

Gli ambientalisti contestano poi che nello stesso giorno in cui il governo ha dato il via libera per lo scioglimento del Corpo forestale e il suo passaggio alle altre forze di polizia, veniva approvato un altro emendamento che scandalosamente salvava i sei Corpi forestali delle Regioni e delle Province autonome, quelli sì contestati come veri e propri "carrozzoni" ed esempio di spreco di denaro pubblico: meglio sarebbe stato  farli assorbire dal Corpo forestale dello Stato, assieme alla Polizia provinciale. 

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