La prima volta di Grillo a Montecitorio

E molti si chiedono: chi gli ha dato il permesso di entrare in parlamento se non è nemmeno parlamentare?

L'arrivo di Beppe Grillo a Montecitorio a bordo di una Kya bianca per la riunione con i parlamentari del M5S, Roma, 9 maggio 2013. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

La sua prima volta a Montecitorio è senza permesso. Ci scherza lui stesso dopo essere entrato da un ingresso secondario: “Sono un abusivo e resterò sempre un abusivo”. Qualcuno alla Camera, dove perfino per un direttore di giornale è difficilissimo entrare, prova a metterla così: “Guardate che Beppe Grillo è un leader di partito e come tutti i leader di partito può entrare. E poi non entra sempre anche Marco Pannella?”. Con la differenza però che Pannella può farlo non perché è Pannella ma perché è ex parlamentare. Altri se lo spiegano in questa maniera: “Avrà sicuramente avuto l’invito come visitatore dai suoi capigruppo”.

Resta il fatto che quando è entrato non aveva indosso alcun cartellino. E che entrata poi... Il leader dei Cinquestelle è arrivato in macchina (al solito con i finestrini oscurati) praticamente a pochissimi metri dall’ascensore al pianterreno. Si è infilato di corsa in ascensore e tutto è stato blindato dietro di lui. Porte sbarrate, cordoni di sicurezza. Commenta un cronista parlamentare: “Roba che a momenti manco con il capo dello Stato...”.  Ma al terzo piano dei gruppi un bravo cronista del quotidiano del Pd Europa, Francesco Maesano, lo intercetta facendosi teleoperatore con la sua camerina e registra un  video  con Grillo.

Camicia bianca aperta, giacca marroncina un po’ stazzonata, l’ex comico è affabile e anche autoironico: “E’ già una tragedia stare qua...”. E la tragedia è anche per i suoi che strapazza ben bene: “Fa ‘n culo i soldi, non potete fare la cresta su ciò che non rendicontate”. E’ vero sta diventando proprio una tragedia per i Cinquestelle stare qui, alla Camera. Dove il loro capo si vanta di essere entrato senza permesso.

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