Meno Stato più libertà: ecco i giovani che sabato scederanno in piazza sulle orme dei Tea Party Usa

di Annalisa Chirico “Meno tasse, meno Stato, più Libertà”. All’insegna di questo slogan si terrà la manifestazione convocata dal Tea Party Italia a Milano per il prossimo 26 novembre. In Italia, converrete con me, il tè non è popolare. Noi …Leggi tutto

Attivisti del Tea Party negli Usa (AP Photo/Steven Senne)

Attivisti del Tea Party negli Usa (AP Photo/Steven Senne)

di Annalisa Chirico

“Meno tasse, meno Stato, più Libertà”. All’insegna di questo slogan si terrà la manifestazione convocata dal Tea Party Italia a Milano per il prossimo 26 novembre.
In Italia, converrete con me, il tè non è popolare. Noi preferiamo il caffè. Quello napoletano poi ci piace assai. In questo caso, però, il tè è soltanto la rievocazione storica della rivolta americana contro l’ennesimo balzello imposto dalla madrepatria inglese. Gli organizzatori bevono grandi dosi di caffè, e prediligono slogan semplici e immediati. Vogliono parlare al “popolo”, e vale la pena ascoltarli.I ragazzi del Tea Party vanno in jeans, adorano il rock. Sono libertari di strada. Detestano il politichese così come l’autoreferenzialità di una certa politica. Quello che chiedono è un passo indietro da parte dello Stato. Più semplice di così?
“Basta con l’invasione dello Stato nelle nostre vite – spiega con un inconfondibile accento toscano David Mazzerelli, coordinatore nazionale, appassionato di cultura e storia americana – Chi avrebbe dovuto fare la rivoluzione liberale negli ultimi diciassette anni, non l’ha fatta. E oggi c’è il rischio che il governo dei tecnici proponga ancora tasse e solo tasse”.

David è un under 30, come molti dei “partisans”, che arriveranno da diverse Regioni d’Italia. “Partiranno pullman dalla Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Veneto…Vogliamo fare una grande festa colorata, allegra, pacifica. Una cosa diversa da quelle cose tristi cui ci hanno abituato gli indignados o quelli che occupano Wall Street”. I ragazzi del Tea Party hanno ben chiaro che la risposta al fallimento dello Stato non è “più Stato”. Ad alcuni potrà suonare come una bestemmia, ma la realtà dimostra che hanno ragione loro.
I pullman ovviamente se li pagano gli aderenti. Tutto è rigorosamente autofinanziato, cosa non dappoco per un’organizzazione che è nata soltanto un anno e mezzo fa. “È iniziato come un gioco (nel maggio 2010, ndr), quasi per scherzo, con un evento tra amici in una sala a Prato”. Sull’onda della mobilitazione americana, dove si coagulano oltre settecento movimenti eterogenei tra loro (dalle schegge anarchiche, per intenderci, agli evangelici conservatori). Il Tea Party Italia pone al centro l’urgenza della battaglia contro il fisco opprimente e anticrescita; nel contempo non esita a difendere il diritto della persona a scegliere per sé, in ogni ambito, senza esclusione.
Sabato a piazza San Babila ci saranno, tra gli altri, Carlo Stagnaro e Carlo Lottieri dell’Istituto Bruno Leoni, Alessandro de Nicola del Sole24ore, Giancarlo Pagliarini. I protagonisti però saranno i cittadini. Un microfono per una sorta di Hyde Park Corner, dove ognuno ha diritto di parola. In un grido corale per la libertà. Chissà che l’alternativa non possa partire proprio da qui.
Io ci sarò. Tu non mancare.

© Riproduzione Riservata

Commenti