Madia ministro in sala parto

Marianna Madia. I commenti sopraccigliati che le son stati rivolti lasciano il tempo che trovano. La domanda che s’impone e’ invece un’altra. Il presidente Renzi ha parlato, riparlato e straparlato del peso della burocrazia e della necessità di liberarsene. Madia …Leggi tutto

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Marianna Madia. I commenti sopraccigliati che le son stati rivolti lasciano il tempo che trovano. La domanda che s’impone e’ invece un’altra. Il presidente Renzi ha parlato, riparlato e straparlato del peso della burocrazia e della necessità di liberarsene. Madia nei panni di ministro per la semplificazione dovrebbe essere la donna di punta in questa sacrosanta battaglia. Una battaglia campale e senza sconti, da combattere ventiquattr’ore al giorno, spietata come spietati si deve essere contro i mandarini e le ‘elite arteriosclerotizzate’ che soffocano il Paese e le sue migliori energie. Ma il ministro a cio’ deputato e’ incinta di otto mesi. Matteo Salvini nella sua tribale ruvidezza e’ stato il primo a farlo notare pubblicamente. E la questione c’e’ tutta. Siamo sicuri che rifiutando di considerare questo stato di cose Marianna Madia renda un servizio alle donne? I casi sono due. O la maternità e la cura del figlio sono operazioni normali, quasi routinarie , che non meritano particolari precauzioni, e allora non si capisce il bailamme rivendicativo delle donne che domandano piu’ assistenza e piu’ diritti nei mesi precedenti e successivi al parto; oppure e’ vero il contrario, quello che anche la legislazione italiana sul lavoro riconosce, ovvero che la puerpera ha il diritto, in molti casi un obbligo legale, di astenersi dal lavoro. Del resto nei posti di lavoro normali e’ vietato, ripeto vietato, far lavorare una donna per un certo periodo di tempo prima e dopo il parto. In conclusione, premier e ministro hanno la responsabilita’ di dimostrare ad ogni contribuente italiano che la nomina ministeriale e’ ricaduta su Madia per le sue doti e per la sua determinazione nel risultato. Altrimenti si avra’ gioco facile ad insinuare l’idea che le logiche siano state ben altre, di corrente e di ben congegnato spot pro maternita’. Ha scelto la ‘donna gravida’: mamma mia, quant’e’ sensibbbile.

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