Il ritorno di Lele Mora e delle solite volgarità

Lele Mora è irriconoscibile, e non mi riferisco soltanto ai cinquanta chili in meno. Il cambiamento trapela dalle prime dichiarazioni rilasciate dopo la scarcerazione avvenuta il primo agosto scorso. “Ho chiuso con quel mondo”, il glossario patinato delle starlette e …Leggi tutto

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Lele Mora è irriconoscibile, e non mi riferisco soltanto ai cinquanta chili in meno. Il cambiamento trapela dalle prime dichiarazioni rilasciate dopo la scarcerazione avvenuta il primo agosto scorso.

“Ho chiuso con quel mondo”, il glossario patinato delle starlette e dei tronisti non è più il suo. Oltre un anno e un mese di carcere, recluso in una cella dove a dicembre aveva tentato persino di togliersi la vita. Costretto a trascorrere ore e ore in isolamento, tutto il tempo per passare al setaccio una vita intera. “400 giorni di carcere – racconta in un colloquio a La Stampa – mi hanno fatto capire tante cose, ad esempio che avevo tolto le carezze ai miei figli per darle a chi non le meritava”.

Il rabdomante dei vip – a un certo punto divenuto vip suo malgrado – conosce i meccanismi della comunicazione come pochi altri. Qualcuno di quei visetti eterei, gli stessi che durante i mesi – tanti, troppi – di carcerazione preventiva  ingiustamente inflitti tuonavano che “la-pena-vale-per-tutti-nessuno-escluso”, adesso mettono in guardia contro possibili strumentalizzazioni da parte del cinico Mora. Non fatevi fregare, è pur sempre Lele Mora, a portargli i dolci in dono sono sempre le giunoniche pupe assetate di scatti fotografici.

Come ebbi già modo di scrivere, la volgarità di insinuazioni come questa è paragonabile soltanto a quella parola, “lelemosina”, coniata da La Repubblica a proposito della richiesta di aiuto rivolta agli amici più stretti dai familiari di Mora.

Mora, che ha patteggiato una condanna a 4 anni e 3 mesi per bancarotta fraudolenta ed è anche imputato nel processo per induzione e favoreggiamento della prostituzione (insieme a Nicole Minetti ed Emilio Fede),  deciderà se dedicarsi veramente alla causa dei detenuti. Per il momento sappiamo che ha richiesto l’affidamento in prova ai servizi sociali presso la Comunità Exodus di don Antonio Mazzi. Si vedrà. Nel frattempo una cosa è bene ricordarla. La caduta verticale dei ricavi della società LM Management guidata da Mora ha un’unica origine che si chiama Vallettopoli. Un processo farsa, dal quale Mora viene prosciolto ma con un contraccolpo mortale per l’immagine sua e della sua scuderia. L’errore giudiziario di un’inchiesta grondante notorietà per il suo principale autore, John Henry Woodcock, è l’unico fatto. Il resto sono solo illazioni e volgarità. In bocca al lupo, Lele.

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