Berlusconi e tre pm: Chi di loro ha violato il segreto istruttorio? Csm dormiente

Ci sono delle cose che io proprio non comprendo. Parlo, per esempio, del masochismo di noi donne, nessuna esclusa, disposte a sottoporci a dolorose sedute di cera incandescente per lisciarci come delle pere cotte, e magari accogliere, un attimo dopo, …Leggi tutto

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Ci sono delle cose che io proprio non comprendo. Parlo, per esempio, del masochismo di noi donne, nessuna esclusa, disposte a sottoporci a dolorose sedute di cera incandescente per lisciarci come delle pere cotte, e magari accogliere, un attimo dopo, le lascive carezze del peggiore degli esemplari maschili in circolazione. Si tratta di misteri ineffabili.

Non meno ineffabile è il cortocircuito di certe reazioni che talvolta destano scandalo, indignazione, strali bi- e tri-partisan; talaltra lasciano alla meglio indifferenti, sotterraneamente complici, palesemente indulgenti.

Accade così che dopo la confessione rubata all’incauto grillino Giovanni Favia si levino da più parti severi rimbrotti contro la pratica spregiudicata di un giornalista che manda in onda, a distanza di quattro mesi, un off the record captato a tradimento. Persino Enrico Mentana bacchetta il collega Corrado Formigli. Come a dire, c’è un limite a tutto.

Poi, nell’indifferenza generale, viene diffuso un fuorionda giudiziario e l’unica reazione è il silenzio. Il 7 settembre Il Fatto Quotidiano pubblica il resoconto dell’interrogatorio rilasciato pochi giorni prima dall’ex Presidente Silvio Berlusconi in qualità di testimone ai tre magistrati accorsi a Roma per l’inchiesta sulla presunta estorsione di Marcello Dell’Utri. Come mai quelle informazioni riservate escono sul quotidiano di Travaglio e Padellaro? In quella stanza, a parte Berlusconi, c’erano i pm Francesco Messineo, Antonio Ingroia e Lia Sava. Né avvocati né cancellieri. Dal momento che la persona informata dei fatti, a differenza dell’indagato, è tenuta al segreto, le cose sono due: o Silvio Berlusconi ha violato la legge spifferando la conversazione a una talpa del Fatto (ipotesi forse improbabile ma certo ammissibile), oppure uno dei magistrati ha violato la legge passando le carte al giornalista. Tertium non datur.

Se pensate che qualcuno abbia speso una parola per richiamare l’attenzione sulla fuoriuscita delle notizie, vi sbagliate. Silenzio assenso. Nessuna indignazione, nessuno scandalo. Il Consiglio Superiore della Magistratura ha forse deciso di approfondire il caso? Certo che no. Eppure tanto Ingroia, compagno di vacanze di Travaglio, quanto Messineo, la Sava e lo stesso Berlusconi sono allo stato indagabili per violazione del segreto istruttorio.

Accadrà qualcosa? Ma figuratevi. Basta il fuorionda di Favia a tenere banco. Tornate pure alle vostre cerette. Fanno più male ma almeno non vi pigliano per i fondelli.

 

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