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Politica

Matteo Renzi: "Annientare l'Isis è la priorità assoluta"

Nel suo discorso alla Conferenza sul Mediterraneo, in corso a Roma, il premier ha ribadito che serve una strategia a lungo termine nella lotta al terrore

Questa Conferenza "trae spunto da un'idea forte: ritrovare con il dialogo la strada per superare la crisi del Mediterraneo. Tutti dobbiamo insieme costruire una nuova stagione di sviluppo". Lo ha detto il premier Matteo Renzi intervenendo alla conferenza Med, tre giorni di dibattiti sul Mediterraneo e sui singoli Paesi dell'area.

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"Il Mediterraneo è un'area straordinaria che può aiutare a costruire un nuovo ordine e una nuova idea di prosperità tra i popoli. Non c'è alternativa alla cooperazione di tutti i popoli del Mediterraneo e del Medio Oriente e di tutte le fedi religiose e le estrazioni culturali".

La cultura contro il fanatismo

E sulla cooperazione e sulla cultura il premier è tornato diverse volte, ribadendo che "la cultura è il sistema immunitario delle nostre società contro la deriva del fanatismo". E a proposito del fanatismo violento: "La distruzione di Daesh (l'Isis, ndr) è l'assoluta priorità" ha detto. "La collaborazione internazionale va ulteriormente sviluppata: Europa e Usa condividono con Mosca l'esigenza di combattere Daesh ma serve una soluzione che abbia respiro strategico e non sia last minute". "Daesh sta tentando di conquistare più spazio in Libia, regione cui siamo più legati, con ferocia e cinismo".

Terroristi abbeverati in Europa

E ha aggiunto: "Trovo difficile che si continui a raccontare che i problemi del nostro grande continente derivino solo da agenti esterni. Una parte rilevante dei terroristi" che ha colpito a Parigi e altrove "è cresciuta e si è abbeverata in Europa". E a chi propone di chiudere Schengen ha risposto: "Perché, non volete farli scappare?".  Per Matteo Renzi la  priorità oggi in Europa è lavorare a politiche di de-radicalizzazione dei foreign fighters di ritorno.

Unione dalla vista corta

Nel suo discorso Renzi non ha risparmiato l'Unione Europea, che proprio oggi ha avviato una procedura di infrazione contro l'Italia (il nostro Paese non avrebbe seguiro tutte le procedure sulla registrazione dei richiedenti asilo). "L'Europa ha perso un'occasione in questi anni, per allargarsi ad Est ha finito per non dare attenzione al Mediterraneo". E non ha risparmiato nemmeno allusioni agli avversari politici, che osteggiano l'accoglienza dei profughi: "Il Mediterraneo, come avrebbe detto Giorgio La Pira, è un prolungamento del lago di Tiberiade, è il luogo dove è cresciuta la civiltà. Spero non sia il luogo dove si perde la civiltà, come mi viene da pensare quando sento le allucinanti reazioni di alcune parti politiche di fronte all'arrivo dei nostri fratelli e sorelle che fuggono dalla guerra".

"Mai chiedere all'Italia di rinunciare a quello che è. Anche se dovesse costarci perdere dei voti non smetteremo mai, continueremo a salvare vite umane nel Mediterraneo, anche prendendo critiche e insulti" da alcuni "altri partner".



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