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Politica

I nostri elettori torneranno solo con candidati credibili

Secondo l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini è una questione di candidature credibili

Gabriele Albertini *
Che fare dei moderati? Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano e parlamentare europeo, è oggi il candidato in pectore alla presidenza della Regione Lombardia. Il suo ruolo è in netta crescita. Ed è tra i fautori di una nuova linea: «In luglio Silvio Berlusconi ci fece vedere i risultati di un grande sondaggio fra i nostri elettori» racconta. «Ci disse: il 36 per cento ci vota comunque, il 54 per cento continuerà a votarci, il restante 10 vota per Beppe Grillo». Il voto siciliano, oggi, conferma che quel sondaggio era azzeccato. «Sì» risponde Albertini. «Però attenzione: il sondaggio aggiungeva anche che quelli che non ci votavano più sarebbero tornati indietro, ma soltanto se avessimo candidato persone credibili e in presenza di un programma chiaro e coerente. Questo è il punto, questa deve essere la linea. Noto, invece, che a nome del Pdl parlano sempre gli stessi. E non possiamo appoggiare per mesi il governo di Mario Monti e poi, a causa di un comprensibilissimo sfogo, scoprirne tutte le criticità».

Quindi lei critica Berlusconi? «Al contrario, lo capisco: sentirsi dare del delinquente in una sentenza di primo grado per evasione fiscale è assai irrituale e irritante. Ma un suo sfogo personale diventa inevitabilmente un fatto politico. Noi, però, dobbiamo dare all’Italia un partito moderato che unisca i moderati, quelli che in Europa aderiscono al Ppe: Pdl, Udc e Fli, a Bruxelles, per 30 mila volte hanno votato sempre insieme». Intanto, però, in Sicilia è andata male. «Abbiamo perso per le nostre divisioni».
(intervista di Maurizio Tortorella) * eurodeputato del Pdl, ex sindaco di Milano

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