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Politica

Attento Silvio, ora non farti schiacciare sulla destra

La crisi del centrodestra vista dall'ex Guardasigilli

Mariastella Gelmini *
Silvio Berlusconi ha colto meglio, prima di altri, le dinamiche del cambiamento e ora la distanza dalla politica, che trova rifugio in Beppe Grillo, ma anche la ribellione verso una spirale di crisi. Per questo non pensa un partito alla Jean Marie Le Pen, non insegue la logica della tribuna e della nostalgia. È nel futuro. Vede l’insofferenza per i soli sacrifici, proprio mentre il Paese è scosso dagli scandali e reagisce a modo suo, fuori dagli schemi, con il linguaggio dell’insoddisfazione anche per quanto egli stesso non è riuscito a fare. Ma è un «non ci sto» che conferma la stima per Mario Monti e la politica dai duri provvedimenti, proprio come aveva chiesto l’Europa. È semmai la trazione tedesca, che impoverisce i cittadini europei, a farlo schierare con decisione nella partita dello sviluppo. Il centrodestra ha ora bisogno, con il rigore di Monti, di coraggio e fantasia per la ripresa. Sbaglia chi pensa a un Berlusconi «fuori scena» o «fuori gioco». Noi ne abbiamo bisogno, a partire dal rapporto tra lui e Angelino Alfano, assai solido, al netto delle maldicenze. Da lì dobbiamo ripartire senza cedere alle aspettative interessate di chi ci vuole disarticolare. Senza fughe nella demagogia che non aiuta l’Italia, ma nemmeno ignorando gli elettori e il loro smarrimento. Berlusconi schiacciato a destra sarebbe una risorsa perduta quanto un Pdl, senza di lui, appiattito su Monti. Mentre Berlusconi e Alfano, insieme, debbono trovare una nuova sintonia e dare vita a un nuovo progetto dentro il centrodestra.
* deputato del Pdl, ex ministro dell’Istruzione

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