Politica

Airbus Germanwings: per la Santanchè è un "Autobus"

La parlamentare azzurra in un lapsus scambia l'aereo per un autobus su Twitter. E la rete si scatena

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Daniela Santanché. – Credits: ANSA/ ANGELO CARCONI

Il guaio di Twitter è che non esiste la funzione “modifica” come su Facebook. Per cui a chi, in preda a raptus da tastiera, capita di incappare in un refuso bestiale non resta altra possibilità che cancellare direttamente il proprio tweet. A meno di non essere stati già retwittati centinaia di volte. A quel punto, per ogni rimedio è già troppo tardi. È di certo per questo che l'onorevole forzista Daniele Santanchè ha rinunciato a eliminare il cinguettio in cui scambia l'Airbus 320 della Germanwings, precipitato nel sud della Francia con 150 persone a bordo, per un autobus accettando di venire sommersa da critiche e sfottò.

Così mentre dalla Francia arrivano aggiornamenti drammatici sulle possibili cause del disastro aureo e si fa strada l'ipotesi che sia stato il co-pilota, per ragioni ancora sconosciute, a voler distruggere il velivolo, e mentre in Germania si accendono candele per piangere i 16 quindicenni della scolaresca di Dusseldorf morti insieme ai loro insegnanti, in Italia, per una parola sbagliata contenuta in una frase già di per sé abbastanza azzardata, si riesce a ridere anche davanti a una tragedia di queste dimensioni.

 

C'è infatti chi in merito alla nazionalità dei piloti, si propone di chiedere lumi a chi sta aspettando con lui “l'Airbus” alla fermata, ma anche chi si domanda “che origini aveva chi ha deciso di far volare un autobus?”. Ma anche chi accusa la parlamentare azzurra, nota per il suo carattere sanguigno, la vis polemica e provocatrice, di fare del “becero terrorismo” e chi, cogliendo al volo l'antifona, le risponde a tono: “tranquilla... saranno froci, musulmani, comunisti”.

Ma visto che si parla di autobus scambiati per un airbus, a farla da padroni sono i massimi esperti in tema di trasporto pubblico urbano: i romani. È infatti soprattutto quando si parla di traffico – compreso quello aereo basta che si muova su gomma – che il sarcasmo romano raggiunge i suoi massimi picchi. “Penso siano dell'Atac” azzarda Marco Battaglia gettando la croce addosso agli autisti dell'azienda capitolina dei trasporti. Il Falsario fa direttamente nomi e cognomi e, per soddisfare la curiosità della Santanché, non solo dà conto della nazionalità ma anche della provenienza: “pare sia Giggi il roscio di Torpignattara”.

A gettare un'ombra di dubbio sulla ricostruzione del Falsario (visto il nome in effetti meglio non fidarsi), ci pensa però Danilo. La sua è un'ipotesi completamente inedita ma corroborata da una moltitudine di testimonianze: quelle dei passeggeri della linea 409 da ore in attesa alla fermata di Casalbertone: "ah allora er 409 è caduto, no, perché qua a Casalbertone è dalle 8 che aspettamo". Per il Tenente Daan a questo punto ci sarebbe da parlare anche dell'11 settembre “che dire allora degli autobus contro le Torri Gemelle?”, che tra l'altro hanno fatto molti più morti. Ma l'attualità incalza e tutti si danno da fare per risolvere il dubbio di Daniela. “Immigrati che hanno abbandonato la cabina quando è salito il controllore”. Nulla di personale non lo sa: “c'era scritto di non parlare con il conducente”. Per Gaetano probabilmente si trattava di un italiano: “Pare guidasse Maurizio Gasparri e che prima di cadere abbia gridato daniela akbar!”.

Il mistero resta fitto. Voci incontrollate si rincorrono. Meglio allora interrompere per un po' le ricerche e distrarsi per un attimo intonando insieme a Mucio un grande classico della celebre coppia Battisti-Mogol: “Un'autobus caduto in volo/questo tu ora sei/in tutti i giorni miei”...

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