Politica

Renzi, occhio alle minacce: qualcuno potrebbe vedere il bluff

Alla fine anche Renzi "spaccatutto" si è accorto che la politica è complicata. In due mesi "bimborenzi" è stato costretto a crescere - Sondaggi -  L'undicesima partita di Berlusconi

Il premier Matteo Renzi – Credits: Getty

"Ha abbassato le ali" ridacchia un vecchio dc come roberto Formigoni. Mentre lo stesso capogruppo dei senatori del pd, Luigi Zanda, si lascia andare ad un benevolo: "sta maturando".

Parole che naturalmente vanno di traverso al premier che tutto accetta, meno di essere "normalizzato". Proprio per questo il personaggio si comporta come gli adolescenti: alterna momenti di riflessione e ragionevolezza a provocazioni e impuntature. Per cui la sera va al Quirinale e accetta i consigli di Napolitano e si piega alla mediazione sulla riforma del senato. Poi tira fuori dal cilindro una proposta che non sembra per nulla un compromesso ai sostenitori dell’elezione diretta, visto che suggerisce di far nominare i senatori dai consiglieri regionali. E di fronte agli scontati "no", Renzi si inalbera di nuovo. Addirittura lunedì 28 aprile minaccia di mettere la fiducia sulla riforma del senato: ipotesi talmente inaudita che cade senza che nessuno l’abbia presa nemmeno in considerazione. E il giorno dopo riprende il vecchio leitmotiv con i suoi oppositori nel pd: "non me l’ha ordinato il medico di fare il premier, posso sempre dimettermi". Insomma, almeno in quel momento, Renzi è tornato a ventilare le elezioni.

Inutile scomporsi, "bimborenzi" è fatto così, vuole sempre e comunque aver ragione. Il problema, però, è che minaccia oggi, minaccia domani, qualcuno potrebbe anche andare a vedere il suo bluff. "Mi sembra" ironizza Mario Mauro, che pure è esponente della maggioranza di governo, "uno di quei galli che ogni volta che si azzuffano perdono penne. Che pensano, sbagliando, di avere un becco più appuntito e artigli più taglienti di quelli che hanno. Se renzi continua a minacciare le urne si potrebbe anche votare con il proporzionale, a quel punto per fare il governo dovrà pregare non un partito ma cinque e non è detto che gli consentano di farlo". E anche i suoi più sinceri estimatori qualche dubbio cominciano ad averlo. "Matteo è volenteroso" osserva Silvio Berlusconi "ma sbaglia spesso. Inoltre ha sbagliato schieramento. Di là, la sinistra lo tollera appena e più si va avanti e più lo condizionerà. Dovrebbe essere sul versante del centrodestra per essere guidato. La verità? Gli manca il mio coraggio".

Leggi Panorama Online

© Riproduzione Riservata

Commenti