Esteri

Legge marziale in Thailandia

Dopo la destituzione di Yingluck Shinawatra e le violenze che hanno causato 28 morti, i militari impongono lo stato d'eccezione e la censura sui media nazionali "finché legge e ordine non saranno ristabiliti nel Paese". Guarda le foto

Il golpe thailandese è avvenuto dopo la destituzione di Yinluck Shinawatra. EPA/NARONG SANGNAK

Dopo i disordini e le violenze di piazza seguite alla recente destituzione del premier Yingluck Shinawatra, che hanno causato 28 morti e centinaia di feriti nelle piazze dal novembre scorso, l'esercito thailandese ha decretato questa notte la legge marziale in tutto il Paese. Un golpe militare, il diciottesimo dacché nel 1932 fu abbattatuta la monarchia assoluta, accompagnato da un espresso divieto a tutti i media di diffondere notizie che "possano arrecare danno all'immagine del Paese". Il tutto per non spaventare, scrive un comunicato dell'esercito, gli investitori. Nove tv satellitari sono già oscurate.

Non è ancora chiaro quanto possa durare lo stato d'eccezione. E nemmeno è chiaro quanto questo colpo di mano dell'esercito, considerato nel Paese asiatico come l'unico garante dell'unità nazionale, possa portare con sé anche un ulteriore ondata di violenze e un giro di vite contro gli oppositori. Al momento c'è solo una frase, laconica, del capo di Stato maggiore dell'esercito, Prayuth Chan-och, secondo il quale - pur evitando espressamente di parlare di golpe -  "la legge marziale durerà finché nel Paese non tornino pace e ordine". Il governo in carica, debole e figlio di un accordo molto fragile tra forze politiche, è comunque rimasto spiazzato. E lo stesso primo ministro thailandese ad Interim, il debolissiomo Niwattumrong Boonsongpaisan, ha chiesto all'esercito di agire nel rispetto della costituzione. Ad avvantaggiarsi del golpe, dal punto di vista politico, potrebbe essere lo stesso movimento di Suthep , legato ai Shinawatra, nemico giurato del governo transitorio.

L'ultimo putsch militare risale al 2006, quando le forze armate intervennero per rovesciare l'allora primo ministro, il controverso magnate Thaksin Shinawatra, che dal suo auto-esilio ha continuato a finanziare il partito di governo e armare i seguaci. È infatti sua sorella Yingluck il premier che, dopo aver vinto le contestatissime elezioni del febbraio 2014,  è stato destituito due settimane fa dalla Corte costituzionale per abuso di potere. Un golpe giudiziario secondo i militanti del regime dei Shinawatra. Una liberazione per gli oppositori del regime del magnate thailandese. Gli uomini dell'esercito sono ora dispiegati per le strade del centro di Bangkok, in particolare nei quartieri commerciali, alberghieri e nelle vicinanze delle stazioni tv. E tutto, nelle piazze e a Bangkok, sembra tornato alla solita straordinaria ordinarietà thailandese. 

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