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Porta a Porta: un ring tra prim'attori

Due animali televisivi. Ciascuno ha fatto il suo gioco. Grillo ha fatto passare il messaggio elettorale della “rabbia buona”. Vespa si è dimostrato un ottimo intervistatore. Se Renzi spera nel Cav  - Vota: chi ha vinto?

Beppe Grillo ospite di Porta a Porta, trasmissione televisiva condotta da Bruno Vespa. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

 

Due animali televisivi. Grillo e Vespa. Ciascuno ha fatto il suo gioco, ciascuno ha ottenuto quel che voleva. Grillo ha fatto passare il messaggio elettorale della “rabbia buona”, compatibile con i ritmi e le sensibilità di un pubblico anziano e moderato. Vespa ha confermato “Porta a Porta” come salotto della Repubblica capace di ospitare anche il giullare anti-sistema, Grillo. Vespa ottimo intervistatore, ha dato lo spazio necessario allo show di Beppe, che l’ha ricambiato concedendogli una vera intervista.

Vespa: “Andiamo sul concreto… Siete gli unici vivi voi? Dai non è serio, Grillo…! Far dimettere governo e capo dello Stato? Nessuno si dimette… Gli 80 euro in busta paga di Renzi voto di scambio? Allora anche il reddito di cittadinanza… E dove li pigli 19 miliardi di euro…? Non c’è nessuno che la pensi diversamente da te nel movimento, che alla fine non sia stato espulso…  Ma che dici sul Fiscal Compact! Non sono 50 miliardi, sono al massimo 15…”.

Grillo aveva i suoi slogan già pronti. Aveva studiato a tavolino tutto un copione di cose da dire, di messaggi da far passare. Molto più calcolato e artificiale di quanto a casa non si creda. La passeggiata nello studio per marcare il territorio, un po’ alla Dudù, per non apparire seduto e impostato come i politici in Tv. Il senso della sua apparizione nei due Grilli: il primo in piedi nello studio guarda il proprio doppio, se stesso che urla sul “video wall”. E: “Io quello non lo voterei mai”. Al sodo: “Dicono che sono Hitler e Stalin. Sono venuto qui a dimostrare che non sono Hitler o Stalin, tu mi conosci da vent’anni...”.

Il messaggio di Beppe: “La mia è una rabbia buona, io ho unito. Siamo gente pacifica, non violenta… Già adesso siamo la prima forza, sarà una marcia trionfale… Questo sogno si sta avverando e questa rabbia sta avendo il suo successo… Gli 80 euro di Renzi? Una depravazione del voto di scambio, era più decoroso Achille Lauro…”.

Le sparate: “Il debito sta aumentando di 12-13 miliardi al mese… Dove trovo i 19 miliardi del reddito di cittadinanza? Rimborsi elettorali, rimborsi agli editori, alzare le tariffe sul gioco d’azzardo online, Iva di ritorno, tagli ai 27 miliardi di spese militari…”.

I giochi di prestigio quando tira fuori dalla tasca della giacca “l’assegno” da quasi 5 milioni e mezzo di euro per le piccole imprese tolti “dalla nostra diaria” (uno striscione che srotola fino a terra, roba da teatro).

I numeri. “Abbiamo 4 regole: due legislature e poi a casa, metà stipendio, residenza dove vai a votare, incensurato”. Quinta regola: “Se non rispetti il programma gli elettori, l’assemblea parlamentare e la rete ti mandano via”.

Le minacce: processi online e rivoluzione. “Se prendiamo la maggioranza questo governo deve andare a casa in tutti i modi e il capo dello Stato deve dimettersi. Andremo davanti al Quirinale…”.

Il solito Grillo, ma con la museruola e la sordina. Senza un programma, senza serietà nel dare cifre e spiegare riforme. Una forza della protesta che fa ridere, mentre dà sfogo al livore. Forza buona o cattiva, lo vedremo. Il dopo-europee sarà il momento della sua grande chance, difficilmente alle politiche potrà replicare un trionfo. Adesso Beppe è visto un po’ come il primo Berlusconi, subito dopo Tangentopoli. Appare onesto perché fustiga i politici disonesti. Nel ’94 la gente votò il Cavaliere perché “Berlusconi è ricco, non ruberà”. Entrambi promettevano la rivoluzione. Liberale quella di Berlusconi. “Tutti a casa” quella di Grillo. La differenza nella storia che hanno (avevano) alle spalle. L’imprenditore e il comico.

Quanto a Vespa, lui c’era, c’è, ci sarà: “Grillo, dici che avrai il 96-99 per cento? In bocca al lupo!”.

Il video integrale

 
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