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Primarie in tv: tra Renzi e Bersani la spunta Vendola

Cos'ha detto, davvero, il dibattito tra i candidati alle primarie del Pd. Confronto, il talent show del centrosinistra

Laura Puppato, una delle candidate alle primarie Pd, scherza con i cartonati di Renzi e Bersani (Credits: Mauro Scrobogna)

Tra Renzi e Bersani la spunta Vendola. Ma dignitose le performance degli outsider Tabacci e Laura Puppato. Il confronto tra i candidati alle primarie del centrosinistra in onda su Sky rilancia Nichi, leader di Sinistra Ecologia e Libertà.

Eccoli tutti e cinque per la prima volta l’uno accanto (e contro) l’altro: eleganti, senza tocchi d’originalità tranne, forse, la cravatta rosso sgargiante di Bersani (viola portafortuna quella del “pargolo” Renzi). Per il resto, abbigliamento scuro: è sera, è la tv, e scuro fa più magro.
Renzi, mani in tasca, riesce quasi a passeggiare dietro il podio come negli show elettorali sul palco della maratona italiana. Impaziente di rottamare. Bersani, rigido, un po’ atono, non riesce a nascondere il disagio di doversi confondere con quattro sfidanti, lui che è il segretario del PD, erede di Ds, Pds, Pci, e con calma affettata risponde alle domande del giornalista e dei fan degli avversari, con la supponenza di chi pensa di parlare da presidente del Consiglio. Vendola è quello che suda di più: si appassiona, fa retorica, si volta verso i colleghi a destra e a sinistra come a un’assemblea operaia, si vanta ogni tanto delle “cose fatte” in Puglia (e Renzi a Firenze). Tabacci a sua volta compensa la seriosità da dignitario post-democristiano con lo sforzo evidente di correre e andare sopra le righe. Gesticola, ride, punta l’indice. Infine la Puppato, vaso di coccio che il conduttore dimentica in uno dei giri di domande. Destino da outsider.

Qualche scintilla c’è, ma con grazia. Renzi attacca Vendola sulle tasse ai ricchi. Nichi lo rintuzza. Bersani, magnanimo, spiega di condividere l’idea di Matteo (Renzi) di “scrostare il sistema del lavoro”. Tra un minuto e un minuto e mezzo lo spazio per le risposte. Buona volontà da tutti di restare nei limiti (con qualche maggiore difficoltà “caratteriale” di Vendola).

Sul fisco, Renzi conferma l’IMU: “Sì, resta”. È l’unico a dirlo netto. Almeno ha coraggio. Aggiunge: “Il paese sta morendo di tasse, non le aumenterò, a Firenze le ho abbassate”. Vendola dice no all’IMU sulla prima casa (come Berlusconi), vuol ridurre l’Irpef per i ceti medio-bassi e incrementarla per i medio-alti, vuole una tassa alla Hollande sui super-ricchi (oltre un milione di euro), patrimoniali ma anche premi alle imprese e alle famiglie. Bersani può esser da meno (populista)? “Abbasserò le tasse sui redditi medio-bassi e sul lavoro, e alleggerirò l’IMU”. Renzi attacca su Equitalia: “Forte coi deboli e debole coi forti”. Ma dice no a tassare i super-ricchi. Vendola ha gioco facile: “Caro Matteo, le ricchezze vanno stanate!”. E cita un grande liberale: Luigi Einaudi.

Chi raccoglie più applausi (incredibilmente consentiti) è Vendola quando si rivolge dritto a Marchionne. Renzi ha appena detto: “Caro ingegnere, io le ho creduto e sono deluso”. Nichi lo supera: “Caro ingegner Marchionne, io non le ho creduto mai”. Battimano. Bersani sente di dover dire qualcosa pure lui, ma non è così rapido: “Caro ingegner Marchionne, non sono uno al quale può dire di tutto”. Alla Puppato non resta che citare Kennedy: “A noi interessa il benessere, non il PIL”.

Cosa dire ai giovani in cerca di lavoro? Vendola: “Si ribelli e lotti”. Sui diritti civili Nichi cita Oscar Wilde: “L’omosessualità è l’amore che non osa citare il proprio nome. Oggi possiamo farlo, anche permettendo agli omosessuali di adottare”. Renzi: “È un nodo da sciogliere”. Bersani, per non sbilanciarsi, evita di pronunciarsi. Vendola è il più poetico, ma anche sgrammaticato: “Non sono d’accordo alla… È come se sia…”. Ma chi se n’accorge? E importa, ormai, in un’Italia sempre più sgrammaticata?

Nel gioco dei diritti di replica (3 a testa), il confronto si anima alla fine. E lo scontro si fa più duro tra Renzi (che propone un governo di 10 ministri) e Tabacci che lo accusa di fare demagogia, rimediando una controreplica vincente di Renzi: “I tempi sono cambiati, bisogna ridurre i costi, sì, ma soprattutto i posti!”. Renzi governerebbe con Vendola, ma non con Casini. Vendola di più, Casini lo vuole proprio “battuto e sconfitto”. Bersani con tutti, da Casini a Vendola, pur di occupare Palazzo Chigi. Citazioni finali di big della sinistra, da Mandela a Gandhi, da Tina Anselmi a Nilde Iotti. Renzi anche Lina, la blogger tunisina che lotta per i diritti delle donne. Carrellata di appelli finali. Renzi: “Dobbiamo riprenderci il futuro come un piacere. La politica è una cosa bella”. Vendola: “L’Italia sprofonda nel fango, anche il fango della corruzione e del cinismo. Vorrei un’Italia più pulita, gentile, e una sinistra che ricostruisca un vocabolario liberandoci da vent’anni di berlusconismo”. Bersani: “Ne usciremo insieme con verità e libertà, queste primarie ci stanno facendo bene”. Abbracci e cotillon.    

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