Lettera ad Antonio Di Pietro

Egregio Signor Di Pietro, innanzitutto non la prenda a male, in perfetto stile prefettizio, se la chiamo Signore. Nelle sue varie vite professionali ha collezionato tanti e tali titoli che non vorrei indicarne uno a scapito dell’altro. Dottore, Commissario, Avvocato, …Leggi tutto

Egregio Signor Di Pietro, innanzitutto non la prenda a male, in perfetto stile prefettizio, se la chiamo Signore. Nelle sue varie vite professionali ha collezionato tanti e tali titoli che non vorrei indicarne uno a scapito dell’altro. Dottore, Commissario, Avvocato, Giudice, Ministro, Onorevole e via discorrendo.
Non so se le case che le si contestano di proprieta’ siano in numero superiore od inferiore. Pero’ Signor Di Pietro reputo che questa volta “ci azzecchi” almeno un minimo di curiosita’ sull’entita’ e le origini del suo patrimonio immobiliare. Perche’, in effetti, da emigrato in Belgio non penso i suoi guadagni fossero milionari e, tantomeno, da commissario di polizia. Sara’ cominciato ad andare meglio da magistrato, ma sempre entro livelli stipendiali lontani da quelli di un amministratore delegato di una societa’ quotata. Effettivamente come parlamentare qualche soldino in piu’ sara’ entrato in cassa e forse lei gode anche di qualche pensione o vitalizio. Magari lei ha l’istinto e la parsimoniosita’ della formichina. Oppure le terre di Montenero di Bisaccia sono il nuovo Eldorado. O ancora la scopriamo mago della finanza speculativa, i suoi talenti sono in effetti i piu’ disparati. Ma signor Di Pietro, a occhio, i conti non tornano ugualmente. Perche’ chi le scrive, che certo poco non guadagna rispetto alla media degli italiani, piu’ che una casetta gravata di mutuo non riesce a possedere a cinquant’anni e dintorni, figuriamoci 10 proprieta’ immobiliari. E allora faccia una bella cosa: ci esibisca gli estratti conto di tutte le sue entrate dai tempi dei 100milioni prestati e restituiti e ci faccia capire come ogni singolo immobile sarebbe stato pagato. Sara’ bello poterle riconoscere buona fede. E, soprattutto, imparare come costruire una fortuna immobiliare simile con i soli stipendi di una vita e senza l’insostituibile sostegno della Signora Mura.
Suo I.S.

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