24 marzo 2017 Ieri in pieno centro a Kiev è stato ucciso l'ex deputato della Duma, Denis Voronenkov. Mentre si tenta di far chiarezza sull'accaduto, gli inquirenti e la stampa si concentrano sull'identità del killer, ucciso a sua volta dalla guardia del corpo dell'ex deputato.

Il governo ucraino ha immediatamente accusato Mosca di "terrorismo di Stato". Secondo il consigliere del ministero dell'Interno, Anton Gherashenko, l'assassino era un agente dei servizi speciali russi, infiltrato negli organi di sicurezza di Kiev. Il consigliere ha auspicato che i servizi segreti e la procura generale ucraini rivelino presto, in una conferenza stampa, il nome dell'uomo, di cui è già stato ricostruito il profilo.

In precedenza, i media ucraini avevano riferito che il killer di Voronenkov fosse in possesso della licenza della Guardia nazionale ucraina per condurre operazioni militari. Il particolare è stato confermato da Gherashneko che, in un'intervista al canale 1 + 1, ha aggiunto che l'assassino era un cittadino ucraino, reclutato dai servizi segreti russi nel 2014. Secondo la tv russa Life News, che si ritiene legata ai servizi segreti di Mosca, il killer di Voronekov sarebbe Pavel Parshov, cittadino ucraino di 28 anni.

Ex deputato nelle fila del partito comunista russo, Voronenkov si era trasferito in Ucraina da cinque mesi, rinunciando alla cittadinanza del suo Paese. Con lui si era trasferita anche la moglie, ex deputata del partito di governo Russia Unita. Da uomo del sistema, dopo la sua mancata rielezione in Parlamento a settembre, si era trasformato in critico del Cremlino e dell'ex presidente ucraino Viktor Yanukovich, riparato in Russia dopo la sua defenestrazione nel 2014 in seguito a mesi di proteste popolari.

Secondo Ilya Ponomarev, altro ex deputato russo fuggito in Ucraina, l'omicidio di Voronenkov sarebbe legato alle sue indagini per contrabbando e al suo rapporto con il generale dei servizi segreti (Fsb) Oleg Feoktistov. Voronenkov, che aveva lavorato negli organi della procura militare, aveva indagato su un caso piuttosto clamoroso di contrabbando di mobili in alcuni centri commerciali. "Molti generali hanno perso il loro posto, c'è stato un ricambio ai vertici del servizio doganale e per questo Denis si è fatto molti nemici", ha denunciato Ponomarev. "Questi nemici avevano già organizzato un attentato contro di lui, quando era in Russia". Voronenkov aveva deciso di lasciare il suo Paese a ottobre scorso anche per via di un processo a suo carico per appropriazione indebita e truffa, dietro al quale - a suo dire - ci sarebbe stato proprio il generale Feoktistov. 

20 marzo 2017 - Mosca ha dato il via a imponenti esercitazioni militari in Crimea, la penisola sul Mar Nero annessa dalla Russia tre anni fa. Lo riporta la Tass. Le esercitazioni coinvolgono tre grandi unità di forze aviotrasportate, forze aerospaziale e la Flotta del Mar Nero.

Lo ha detto il colonnello generale Andrei Serdyukov, comandante delle forze aviotrasportare: "Per la prima volta nella storia dell'esercito russo, tre grandi unità delle forze aviotrasportate sono state allertate simultaneamente e dislocate in Crimea con armi ed equipaggiamenti". Più di 2.500 paracadutisti e circa 600 mezzi sono coinvolti nelle esercitazioni, che si tengono nel poligono di tiro di Opuk.

- Intanto Kiev annuncia che potrebbe introdurre sanzioni nei confronti dei politici europei che visitano la Crimea. L'ammonimento è arrivato dal segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale e la difesa (Snbo), Oleksandr Turchinov, come riferisce la Ria Novosti. "I servizi segreti (Sbu) devono preparare e presentare al Snbo dell'Ucraina una lista di funzionari del Parlamento europeo, come anche di politici dei paesi Ue, della Comunità degli Stati indipendenti (Csi) e dell'America latina, che stando alle informazioni diffuse dai media russi, sono venuti in visita per tre giorni in Crimea", ha detto Turchinov.

A suo dire, se la visita nella penisola fosse confermata, alla prossima riunione del Snbo si prenderà in considerazione l'imposizione di sanzioni. Turchinov ha chiesto anche di aprire un procedimento penale nei confronti dei politici ucraini, coinvolti in questa iniziativa. In Crimea, nei giorni scorsi, è arrivata una delegazione di deputati del Parlamento europeo e di politici da Ue, Csi e America latina. La visita andrà avanti fino a domani ed è stata organizzata in concomitanza con il terzo anniversario dell'annessione della penisola alla Federazione russa, celebrato il 18 marzo.

I media russi sono rimasti vaghi e non hanno specificato la composizione del gruppo. Secondo Anton Shekhovtsov, esperto di formazioni di estrema destra dell'Europa orientale che monitora tutte le visite di politici stranieri in Crimea, la delegazione presente in Crimea comprenderebbe circa 20 persone, tra cui alcuni ultranazionalisti: il ceco Jaroslav Holi'k (Svoboda a přímá demokracie/Freedom and Direct Democracy); il britannico Nigel Sussman dell'UK Independence Party (Ukip) e i serbi Milovan Bojić (Srpska radikalna stranka/Serbian Radical Party) e Aleksandar Seselj (Srpska radikalna stranka/Serbian Radical Party). In Crimea, in passato, si sono recati in visita diversi politici italiani tra cui il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini. 

16 marzo 2017
 Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha approvato oggi le sanzioni contro le banche russe a partecipazione statale proposte ieri sera dalla Banca centrale ucraina ai Servizi di sicurezza (Sbu) su richiesta del Consiglio di sicurezza. Lo riferisce 112.ua citando la presidenza ucraina. Secondo Poroshenko, "le sanzioni, della durata di un anno, saranno applicate" agli istituti BM bank, VS Bank, Sberbank, Vtb e Prominvestbank" per prevenire l'esportazione di capitali fuori dall'Ucraina a favore di persone legate a tali persone giuridiche".

Rispondendo alla richiesta, la Banca centrale ha proposto di vietare alle filiali delle banche statali russe di portare i soldi dall'Ucraina all'estero. Secondo il primo vice governatore della banca centrale Ucraina, Iakov Smolij, "imporre queste sanzioni significa proibire qualsiasi operazione finanziaria a favore delle banche "madri" russe: crediti, depositi, acquisto titoli, pagamento dividendi, interessi, restituzione crediti interbancari, distribuzione utili e capitali". Le banche nel mirino sono cinque: Sberbank, Prominvest Bank, Vtb Bank, Bm Bank, BiEm Bank. Tre banche controllate dallo Stato russo sono nella top 20 degli istituti di credito in Ucraina e rappresentano l'8,6% del mercato

A queste decisioni si sono accompagnate nei giorni scorsi azioni militanti dei gruppi radicali ucraini: nazionalisti del controverso gruppo di estrema destra Azov hanno innalzato un muro di mattoni di cemento davanti all'ingresso della principale filiale della banca statale russa Sberbank a Kiev.  

La reazione di Mosca non ha tardato a manifestarsi. Il Cremlino ha affermato di seguire "molto da vicino e con grande preoccupazione" le misure restrittive prospettate da Kiev, definite "contro il diritto internazionale". "Se necessario" si è detto pronto a sostenere e proteggere "gli interessi degli istituti finanziari russi con tutti i mezzi legittimi". "La situazione in Ucraina - ha detto il portavoce di Putin, Dmitry Peskov - è spaventosa, vista la tendenza verso un ulteriore deterioramento e un'ulteriore escalation della tensione. Dal punto di vista economico, l'Ucraina sta cessando di essere un luogo sicuro e stabile per gli investitori stranieri e internazionali". 

"Le istituzioni europee che hanno il compito di difendere i diritti umani dovrebbero reagire" agli attacchi alle banche russe da parte dei nazionalisti in Ucraina: lo ha affermato il presidente della Duma, Viaceslav Volodin incontrando un gruppo di parlamentari francesi guidato dal deputato di centrodestra Thierry Mariani. Lo riferisce l'agenzia Interfax. "Forse alcuni al Consiglio d'Europa preferiscono ignorare" cià che avviene, "ma finche' si tratta di diritti umani non si può far finta di niente", ha detto Volodin.

15 marzo 2017 - Il Consiglio di sicurezza ucraino ha ordinato di bloccare il traffico delle merci da e verso le zone del Donbass controllate dai separatisti "tenendo conto dell'occupazione degli stabilimenti ucraini e dell'inasprimento della situazione dela sicurezza nella zona dell'operazione" militare: lo ha annunciato il segretario del Consiglio di sicurezza, Oleksandr Turcinov, citato da Unian. Secondo 112.ua e le agenzie Interfax e Tass, la decisione è stata adottata su richiesta del presidente ucraino Petro Poroshenko. 

- Skm Group, la holding del miliardario ucraino Rinat Akhmetov, proprietaria di miniere di carbone e acciaierie, ha annunciato in serata che "a oggi, 15 marzo 2017, non controlla i suoi asset che si trovano nei territori delle regioni di Donetsk e Lugansk temporaneamente non controllati" dal governo ucraino e in mano ai separatisti filorussi. Rinat Akhmetov è un potente oligarca e un ex finanziatore del disciolto partito delle Regioni del deposto presidente Viktor Ianukovich.

13 marzo 2017
- L'Eurovision Song Contest, la celebre manifestazione musicale che quest'anno sarà ospitata a Kiev (dal 9 al 13 maggio), entra nelle schermaglie non militari che contrappongono l'Ucraina alle forze ribelli e a Mosca. Oggetto del contendere, la partecipazione al festival della canzone di Yulia Samoilova, la cantante pop indicata come rappresentante della Russia. In sedia a rotelle, 28 anni, è divenuta celebre nel 2013 partecipando alla versione russa di X Factor.

Il deputato ucraino Anton Gherashenko, citato da RBK, è intervenuto così sulla vicenda: se Samoilova "non ha espresso pubblicamente appoggio all'annessione della Crimea e all'aggressione contro l'Ucraina" allora a Kiev "saremo contenti" della sua partecipazione. "Se invece sarà usata a scopo provocatorio - ha sottolineato - allora saremo contrari; non escludo che possano essere prese misure da parte nostra per vietarle l'ingresso nel Paese". "Spero - ha concluso - che Samoilova abbia abbastanza coraggio per non partecipare alle provocazioni politiche della Russia contro l'Ucraina".

Riporta Interfax, citando la portavoce dei servizi di sicurezza ucraini (SBU), che questi ultimi effettueranno un "controllo" sulle circostanze che hanno visto la presenza in Crimea di Samoilova. Secondo i servizi, è infatti "ufficiale" che il 27 giugno 2015 Samoilova fosse in Crimea, in violazione del decreto governativo che richiede ai cittadini stranieri "un permesso speciale per visitare il territorio della penisola".

11 marzo 2017
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Senza preavviso, Kiev ha tagliato l'approvvigionamento idrico al territorio dell'autoproclamata Repubblica popolare di Luhansk (LPR) dal depuratore Zahidna. Così ha riferito il servizio stampa del Luhanskvoda (Luhansk acqua) a Interfax. "La fornitura d'acqua dal depuratore Zahidna, che si trova nel territorio controllato da Kiev e fornisce acqua a Pervomaisk, Stakhanov, Bryanka, Alchevsk, Perevalsk, Krasnyi Luch e Antratsit, si è fermata alle 3:00 senza alcuna comunicazione ufficiale", riporta il Centro informazioni di Luhansk citando un comunicato della Luhanskvoda. "Secondo i rappresentanti dell'impresa municipale Popasna Water Service Company, la fornitura dall'impianto di depurazione delle acque è stata interrotta a causa di un guasto nella rete idrica ma non hanno fornito alcun documento ufficiale che provi queste informazioni."

10 marzo 2017 - Sono almeno 66 - 61 miliziani e cinque civili - le persone morte da inizio anno nei territori del sud-est ucraino in mano ai separatisti dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk: lo sostiene un rappresentante dei ribelli di Donetsk, citato dall'agenzia Interfax. Altre 126 persone - 71 miliziani e 55 civili - sarebbero invece rimaste ferite. Nel conflitto tra le truppe ucraine e i miliziani separatisti filorussi in corso nel Donvass da tre anni, hanno perso la vita oltre 10.000 persone

- La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata da Interfax, ha affermato: "Stando ai dati in nostro possesso non ci sono soltanto istruttori militari: i canadesi hanno iniziato a fornire alle forze armate ucraine munizioni, e queste certamente finiranno nelle zone del conflitto". Mosca, ha sottolineato, è "preoccupata" per la decisione del Canada di prolungare la missione degli istruttori militari in Ucraina di due anni. "Riteniamo tale decisione estremamente pericolosa". 

Kiev respinge però tali dichiarazioni di Mosca: "Non è vero, questa affermazione non è altro che una cinica bugia", ha detto il capo dell'ufficio stampa dello Stato maggiore ucraino, Bogdan Senik.

9 marzo 2017
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I conflitti in Siria e in Ucraina saranno tra i temi discussi oggi a Mosca dai capi delle diplomazie di Russia e Germania, Serghiei Lavrov e Sigmar Gabriel: lo ha detto lo stesso ministro tedesco incontrando a Mosca il suo omologo russo. Gabriel ha detto di aspettarsi di parlare con Lavrov di "molteplici conflitti". "Abbiamo il problema dell'aumento delle violenze in Ucraina orientale e anche di come compiere dei progressi sulla Siria nel quadro dei negoziati di Ginevra", ha affermato Gabriel.

"Finora non ho sentito né da Mosca né da Kiev il desiderio di cambiare il formato" dei negoziati sul conflitto nel Donbass: lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel in un'intervista all'agenzia russa Interfax rispondendo a una domanda sulla possibilità di "resettare" il processo di Minsk e includere gli Usa nel cosiddetto "formato di Normandia" per cercare una soluzione pacifica alla crisi ucraina. Del cosiddetto "Quartetto di Normandia" fanno parte Russia, Ucraina, Francia e Germania.

8 marzo 2017

18:00 - Le autorità ucraine minacciano di imporre sanzioni contro la sussidiaria locale della principale banca statale russa Sberbank se questa riconoscerà i documenti di identità delle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk. La banca centrale ucraina ha annunciato in tal caso, chiederà al Consiglio di sicurezza nazionale di adottare delle contromisure. Il mese scorso, la Russia - accusata di sostenere militarmente i ribelli - ha deciso di riconoscere "per motivi umanitari" i passaporti e gli altri documenti rilasciati dalle autoproclamate repubbliche popolari del Donbass, sostenendo che si tratti di una risposta al blocco delle regioni separatiste da parte di Kiev. 

14:00
- Almeno sette militari ucraini hanno riportato ferite e traumi nel Donbass nelle ultime 24 ore. Così il portavoce del ministero della Difesa ucraino Andriy Lysenko a Interfax. "Nessun militare ucraino è stato ucciso ma sette combattenti hanno subito le lesioni e traumi".

A sua volta, il ministero della Difesa dell'autoproclamata repubblica di Donetsk (DPR) ha detto ieri che il cessate il fuoco era stato violato nel Donbass 75 volte nelle ultime 24 ore. Oggi invece è stata la volta del portavoce dell'autoproclamata repubblica di Luhansk, secondo il quale Kiev ha violato la tregua 11 volte nelle ultime 24 ore. Lo riporta la Tass.

7 marzo 2017 L'Ucraina punta il dito contro la Russia di fronte alla Corte internazionale di Giustizia dell'Aja, con l'accusa di aver violato le convenzione ONU per la soppressione del finanziamento del terrorismo (1999) e quella per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale (1965).

Kiev ha infatti accusato ieri Mosca per il presunto invio di armi, munizioni, militari e finanziamenti ai separatisti del Donbass e per l'abbattimento, nell'estate di tre anni fa, di un aereo della Malaysia Airlines con a bordo 298 persone. Altra accusa, quella di discriminare i cittadini di etnia non russa - come i tatari - nella penisola di Crimea che la Russia si è annessa nel marzo del 2014. I legali di Kiev hanno accusato Mosca di rendere "impossibile ai cittadini ucraini sentirsi al sicuro in qualunque posto del loro paese".

La Russia ha respinto le accuse riguardanti il suo presunto sostegno militare ai miliziani separatisti e le sue presunte responsabilità nella strage del Boeing.

3 marzo 2017 -  I presidenti di Russia e Ucraina, Vladimir Putin e Petro Poroshenko, hanno avuto ieri una conversazione telefonica e si sono detti preoccupati "per l'escalation delle tensioni" nel conflitto del Donbass: lo fa sapere il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, precisando che Putin e Poroshenko non hanno discusso del cessate il fuoco nella zona di Avdiivka, teatro di combattimenti e bombardamenti con colpi di artiglieria soprattutto tra fine gennaio e inizio febbraio. Un soldato ucraino è morto e 15 sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nel conflitto nel Donbass: lo riportano le forze armate di Kiev citate dall'agenzia Unian. 


1 marzo 2017
- Un gruppo di nazionalisti ucraini ha sfilato per il centro di Kiev con una finta bara con dentro un pupazzo gonfiabile che rappresentava la governatrice della banca centrale, Valeria Gontareva. La "bara" e il pupazzo, con addosso una veste a strisce orizzontali bianche e nere come quelle dei carcerati, sono stati lasciati davanti all'ingresso della banca centrale. I manifestanti, per lo più membri dei Corpi nazionali, chiedono che alle banche russe sia vietato operare in Ucraina.

- Il regime di "amministrazione esterna" è stato imposto a tutte le imprese che si trovano all'interno dell'area di competenza delle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk (DPR e LPR). Una decisione che di fatto significa la nazionalizzazione delle imprese. 

Secondo il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, citato da Interfax, le autorità di Donetsk e Luhansk non potevano garantire il funzionamento delle imprese ucraine in queste regioni in qualsiasi altro modo se non imponendo la gestione esterna, a causa del blocco organizzato dagli estremisti. "In una situazione del genere - ha affermato in conferenza stampa - non hanno praticamente avuto altra scelta per fare in modo che queste imprese continuassero ad operare". "Questo riguarda anche la conservazione dei posti di lavoro e la necessità non solo di produrre ma anche vendere i prodotti al fine di pagare gli stipendi", ha aggiunto. 

27 febbraio 2017 - Il rublo diventerà la valuta principale dell'autoproclamata repubblica di Luhansk, la regione separatista russa in Ucraina. Lo riporta Ria Novosti che cita il decreto pubblicato sul sito del Consiglio dei ministri. Il decreto entrerà in vigore dal 1 marzo.

26 febbraio 2017Gli Stati Uniti hanno chiesto alla Russia di rispettare "immediatamente" il cessate il fuoco nelle regioni sud-orientali ucraine e hanno accusato i separatisti filo-russi di colpire gli osservatori internazionali. "Chiediamo alla Russia e ai separatisti il ritiro di tutte le armi pesanti e di consentire l'accesso pieno e senza restrizioni agli osservatori dell'Osce", si legge in una nota del Dipartimento di Stato.

23 febbraio 2017 - Il ​deputato ucraino Oleksii Goncharenko, parlamentare del BPP​ (Blocco Petro Poroshenko Solidarietà)​​, partito​ del presidente ​in carica,​ è stato rapito ​oggi a Odessa, nel sud dell'Ucraina, ​ma è stato liberato poco dopo dalle forze dell'ordine e ​da​i servizi di sicurezza ucraini (Sbu​), che lo ​hanno trovato illeso​.​​

Lo riferisce il procuratore della regione di Odessa, Oleg Zhucenko, citato dall'agenzia Unian, aggiungendo che i rapitori sono stati arrestati e che Goncharenko "​è in un posto sicuro e sta testimoniando come vittima". 

20 febbraio 2017
- Si susseguono le notizie dall'Ucraina nel giorno in cui il Paese ricorda i circa 100 morti della rivolta di Maidan che nel 2014 ha portato al potere un governo filo-occidentale, costringendo alla fuga in Russia l'allora presidente Viktor Ianukovich. Le giornate più sanguinose furono quelle del 18-20 febbraio 2014, quando diverse decine di persone, per lo più insorti, ma anche poliziotti, furono uccise a colpi di arma da fuoco.

- La piazza centrale di Kiev si è riempita di fiori e ceri e una cerimonia religiosa si è svolta stamattina nella cattedrale di San Michele, non lontano da Maidan Nezalezhnosti: la Piazza Indipendenza, cuore della rivolta di tre anni fa. Il presidente ucraino Petro Poroshenko e il premier Volodimir Groisman hanno incontrato i familiari delle persone uccise. Alcune centinaia di militanti dell'Alleanza unita dei patrioti ucraini, tra cui molti veterani del conflitto nel Donbass, hanno attraversato oggi la centralissima via Khreshatik scandendo i loro slogan.

- Ieri, nel centro della capitale, si sono invece registrati scontri tra polizia e manifestanti nazionalisti. Un agente - riporta l'agenzia Unian - rimasto ferito in modo "serio" e cinque dimostranti sono stati fermati e poi rilasciati oggi, tra loro anche il leader del battaglione Organizzazione dei nazionalisti ucraini, Mikola Kokhanivski.

- Gli osservatori della missione di monitoraggio dell'Osce nel Donbass accusano sia le truppe di Kiev sia i miliziani separatisti di non rispettare gli accordi sul ritiro delle armi pesanti dal fronte e stilano un elenco degli armamenti registrati. La settimana scorsa il Gruppo di contatto trilaterale Osce-Ucraina-Russia, a cui si uniscono poi di fatto anche i separatisti, aveva raggiunto un'intesa per ritirare entro oggi, 20 febbraio, le armi pesanti proibite dagli accordi di Minsk.

- La Russia ha intanto preparato un nuovo convoglio di aiuti umanitari per i residenti del Donbass (il primo del 2017 e complessivamente il 60esimo da agosto 2014), che partirà domani, 21 febbraio. I 26 veicoli che lo compongono trasportano 300 tonnellate di aiuti, per lo più "pacchetti di cibo per bambini" e "forniture di emergenza di base" per Donetsk e Lugansk. Secondo il programma approvato, un altro convoglio umanitario partirà il 28 febbraio. Altri due sono previsti per il 16 e il 23 marzo.

- ll Cremlino sostiene che la decisione di riconoscere i passaporti e gli altri documenti rilasciati dalle autoproclamate repubbliche popolari del Donbass è dovuta a motivi umanitari ed è una risposta al blocco delle regioni separatiste da parte di Kiev. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha sottolineato che il blocco delle regioni del sud-est controllate dai ribelli impedisce a centinaia di migliaia di persone di ricevere passaporti, documenti di viaggio e patenti di guida. "In questa situazione - ha detto Peskov - il presidente russo ha firmato questo decreto guidato solo da considerazioni umanitarie. Non ci sono violazioni né del diritto internazionale né degli accordi di Minsk, non c'è nessun motivo per far peggiorare la situazione", ha concluso il portavoce del Cremlino. - Il presidente ucraino Petro Poroshenko, intanto, chiede armi all'occidente, per difendere il Paese dalla Russia. "In Ucraina noi difendiamo l'Europa dall'aggressione russa. Noi tutti sappiamo che dopo l'Ucraina questa può colpire altri Paesi", ha detto in un'intervista alla Bild.

13 febbraio 2017 -
Mosca accusa Kiev di aver usato dei sistemi missilistici Tochka-U contro centri abitati della regione di Lugansk, nel Donbass in guerra. Secondo la portavoce del Comitato investigativo russo, Svetlana Petrenko, "gli investigatori" russi "hanno raccolto prove dell'uso di armi di distruzione di massa da parte dell'esercito ucraino, i sistemi missilistici tattici Tochka-U, contro i centri abitati nella regione di Lugansk: a Lugansk, nei villaggi Novosvetlovka e Ternovoie, nel distretto di Krasnodon, nella città di Rovenki e nel sobborgo Iubileini di Lugansk". Lo riporta l'agenzia Interfax. Forze armate ucraine e miliziani separatisti si accusano a vicenda per l'escalation del conflitto registratasi tra fine gennaio e inizio febbraio. La Russia e' a sua volta accusata di fornire armi e combattenti ai separatisti filorussi.

8 febbraio 2017 - Riportano diversi siti e agenzie russe che Mikhail Tolstykh, soprannominato Givi, comandante del battaglione Somali delle milizie dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk (DPR), è rimasto ucciso questa mattina in un'esplosione, avvenuta a quanto pare nel suo ufficio a Donetsk. "Givi - ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa della DPR - è stato assassinato in un attacco terroristico. Si tratta di un altro caso della guerra del terrore scatenata dai servizi segreti ucraini ai danni dei cittadini del Donbass". 

Givi e il suo battaglione avevano giocato un ruolo fondamentale, nel 2015, nella feroce battaglia per la presa dell'aeroporto di Donetsk. Un altro comandante separatista , Arseny Pavlov, noto come Motorola, è morto a ottobre scorso, in seguito all'esplosione di una bomba nel suo condominio a Donetsk.

Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, citato dalla Tass, ha definito l'omicidio di Tolstykh come un "tentativo di destabilizzare la situazione".
 
7:00 - Il Pentagono si è detto preoccupato per la nuova escalation di violenza nel nord-est dell'Ucraina, ma assicura di non aver riscontrato movimenti militari russi su vasta scala al confine. Lo ha escluso il portavoce Jeff Davis, che ha ribadito l'impegno degli Usa verso l'applicazione degli accordi di pace di Minsk. 


7 febbraio 2017
- Continua l'escalation delle violenze riprese dalla fine di gennaio nel Donbass, con decine di morti, laddove ribelli e truppe regolari si accusano a vicenda di violare il regime di cessate il fuoco.
Due miliziani separatisti sono stati uccisi e un altro è rimasto ferito nelle ultime 24 ore del conflitto nel Donbass: lo ha riferito il portavoce del ministero della Difesa dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, Eduard Basurin, che accusando le forze armate ucraine di violare la tregua. 

Telefonata tra Putin e Merkel: "Serve tregua immediata"
Secondo quanto riferisce il Cremlino, "Il presidente russo e la cancelliera tedesca si sono pronunciati a favore di una rapida ripresa del cessate il fuoco e hanno sostenuto in questo contesto gli sforzi della missione speciale di monitoraggio dell'Osce". Russia e Germania fanno parte, assieme a Francia e Ucraina, del cosiddetto "Quartetto di Normandia" incaricato di trovare una soluzione al conflitto nel Donbass. Putin e Merkel - sempre stando alla presidenza russa - si sono detti pronti a organizzare "nel prossimo futuro dei contatti tra i ministri degli Esteri e tra i consiglieri dei leader del "Formato di Normandia", per continuare a discutere la situazione al più alto livello".

3 febbraio 2017
- Almeno sei persone sono morte tra ieri e oggi nel conflitto nel Donbass. Eduard Basurin, del ministero della Difesa dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, denuncia che almeno due civili sono stati uccisi e oltre dieci sono stati feriti dai bombardamenti d'artiglieria delle truppe di Kiev su Donetsk, che - sostiene - "hanno iniziato a placarsi nella seconda metà della notte".

Lo stato maggiore ucraino dell'operazione militare nel Donbass smentisce però che i propri soldati abbiano aperto il fuoco su Donetsk e denuncia a sua volta l'uccisione di quattro soldati e il ferimento di 17 nella sola giornata di ieri accusando i ribelli di aver bombardato usando pezzi di artiglieria, missili Grad, mortai e carri armati. 

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, è intervenuta definendo il bombardamento dell'artiglieria ucraina su Donetsk "Un barbaro raid". "Questa è la vergogna dell'Europa moderna" ha tuonato Zakharova, accusando le forze armate ucraine di usare armi pesanti vietate dagli accordi di Minsk. 

1 febbraio 2017
- Per il quarto giorno consecutivo furiosi combattimenti sono proseguiti intorno ad Adviivka, cittadina industriale dell'Ucraina orientale situata meno di 10 chilometri a nord di Donetsk, principale roccaforte dei ribelli filo-russi.

Separatisti e governativi si sono affrontati con mortai, batterie lancia-razzi e artiglieria pesante: secondo fonti delle Forze Armate centrali almeno altri tre soldati regolari hanno perso la vita, così come gli insorti hanno denunciato l'uccisione di altrettanti civili.

Se i numeri fossero confermati, il totale dei morti da domenica sarebbe così salito come minimo a diciannove.

Oltre ventimila gli abitanti rimasti privi di riscaldamento e acqua potabile, in condizioni meteorologiche particolarmente rigide e temperatura notturne di 20 gradi centigradi sotto lo zero, a causa dei danni inferti alle infrastrutture dalla battaglia in atto. Tra questi anche l'importante impianto locale per la produzione di coke, di regola l'unico combustibile concretamente disponibile nella zona. 

Pavlo Zhebrivskiy, in teoria governatore della regione russofona di Donetsk per conto delle autorità di Kiev, ha dichiarato di aver ricevuto dalla Russia garanzie su un imminente cessate-il-fuoco che dovrebbe entrare in vigore subito dopo la proclamazione. Né da Mosca né dalla capitale Ucraina sono però giunte conferme e nemmeno ne ha fatto parola il ministro dell'Interno della Repubblica ex sovietica, Arsen Avakov, limitandosi a riferire soltanto dell'avvio di lavori di riparazione ad alcune linee dell'alta tensione.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg rafforza l’allarme sulla situazione del conflitto. Si sta verificando il “più grave incremento di violenza da lungo tempo, specialmente ad Avdiivka e nei dintorni" dove "la tregua non è rispettata" e "la situazione umanitaria è disperata, con 20mila persone che affrontano il gelo, senza riscaldamento, elettricità ed acqua".
"Chiediamo alla Russia - ha aggiunto - di usare la sua considerevole influenza sui separatisti per mettere fine alla violenza. Tutte le parti dovrebbero mettere pienamente in atto gli Accordi di Minsk".
Stoltenberg ha anche detto che secondo gli ultimi aggiornamenti dell'Osce, nell'ultima settimana ci sono state oltre 5.600 violazioni della tregua" in Ucraina orientale, ad Avdiivka e dintorni.
(Agi, Ansa)


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Volontari del battaglione "Sich" durante una cerimonia a Kiev prima della partenza per il teatro di guerra in Ucraina orientale, 17 febbraio 2015 – Credits: EPA/ROMAN PILIPEY

31 gennaio 2017 - Si continua a combattere nella zona industriale di Avdiivka, nell'Oblast di Donetsk, dove da venerdì i ribelli filorussi hanno attaccato postazioni del governo e interrotto le forniture elettriche cittadine. Il quartier generale delle truppe ucraine ha annunciato che nella notte sono stati uccisi 3 soldati e che altri 20 sono rimasti feriti. I separatisti dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk riportano la morte di 4 miliziani e il ferimento di altri 7 "nelle ultime 24 ore".

Almeno 12 altre persone sono morte nella giornata precedente, stando alle affermazioni delle autorità di Kiev e dei separatisti. Ieri mattina il portavoce del ministero della Difesa di Kiev, Oleksandr Motuzianik, ha denunciato che 5 soldati ucraini sono stati uccisi e 14 sono rimasti feriti. Poco prima, anche il quartier generale delle truppe ucraine nel Donbass aveva annunciato la morte di altri 2 soldati e il ferimento di altri 5, portando così il bilancio delle vittime tra i militari ucraini a 7 morti e 19 feriti. Da parte loro i ribelli dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk hanno denunciato la morte di 3 miliziani e di 2 civili, nonché il ferimento di 4 miliziani e 3 civili.

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha interrotto ieri sera la sua visita ufficiale a Berlino, anticipando il ritorno in patria a causa dei "bombardamenti su Avdiivka" che "hanno portato a una situazione di emergenza che rasenta il disastro umanitario": lo ha dichiarato il portavoce della presidenza ucraina, Sviatoslav Tsegolko.

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17 gennaio 2017 - Il governo dell'Ucraina ha denunciato la Russia davanti alla Corte internazionale di Giustizia accusandola di aver violato la convenzione sulla lotta al finanziamento del terrorismo "fornendo armi e altri tipi di aiuti" ai separatisti del Donbass e di aver violato la convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale partecipando a "una campagna di discriminazione delle comunità non russe che abitano nel territorio occupato della penisola di Crimea, in particolare delle comunità dei tatari di Crimea e di quelle ucraine: lo fa sapere il ministero degli Esteri di Kiev. 

Il ministero degli Esteri russo ha risposto accusando l'Ucraina di perseguire interessi politici e ha assicurato che "la Federazione russa ha sempre, e in modo deciso, condannato qualsiasi manifestazione di terrorismo, e lotta attivamente contro di esso".

28 settembre 2016 - Secondo la commissione di indagine internazionale (Jit) a guida olandese incaricata di indagare sull'abbattimento, il 14 luglio del 2014, nel cielo dell'Ucraina dell'aereo della Malaysia Airlines numero 17, ha concluso che il sistema missilistico che sparò il razzo Buk che colpì il velivolo venne trasportato con un camion dal territorio russo fino alle zone orientali del paese controllate dai separatisti filo russi. Mosca risponde che sono conclusioni faziose e motivate politicamente, e propone interpretazioni diverse.

20 settembre 2016 - Yevgeny Zhilin, il capo di uno dei maggiori gruppi di miliziani filorussi attivi in Ucraina, è stato assassinato nel ristorante di lusso Veterok, situato nel complesso d'elite Gorki-2 alle porte di Mosca, a colpi di mitra.

L'accompagnatore di Zhilin, Andrei Kozyrev, è stato ricoverato in ospedale. Le autorità russe stanno privilegiando la pista della faida "con un rivale nel settore della sicurezza". Zhilin fondò (nel 2010) Oplot, "fight club" attivo a Kharkiv, in Ucraina, famoso per i legami - scrive il Moscow Times - con gruppi d'imprenditori poco puliti. Oplot divenne poi uno dei capisaldi del movimento anti-Maidan del 2013-2014. Dopo la caduta di Yanukovich, e l'inizio della guerra nel Donbass, Oplot fece capolino a Donetsk, per combattere contro le forze di Kiev. Tra le sue fila militava anche Alexander Zakharchenko, divenuto poi capo dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk.

5 settembre 2016 - Un uomo che viaggiava su un auto con migliaia di dollari Usa e milioni di rubli in contanti è stato arrestato dai militari ucraini domenica 4 agosto nelle zone dell'est adiacenti a quelle controllate dai ribelli filo russi.

L'uomo è di nazionalità ucraina e viaggiava su una Chevrolet Lacetti nei pressi del checkpoint di Zaytsevo.

L'annuncio è delle Forze armate ucraine dispiegate nella zona. L'uomo è stato trattenuto perché sospettato di trasferire il denaro ai ribelli filo-russi nella città di Horlivka.

La sede dell'emittente ucraina Inter Tv a Kiev è stata parzialmente incendiata ieri pomeriggio e alcune persone sono rimaste ferite. Secondo l'agenzia Unian, dei manifestanti hanno dato fuoco a dei pneumatici davanti all'edificio, ma alcune fonti sostengono che l'incendio - che ha interessato il primo e il secondo piano del palazzo ed è stato domato dai vigili del fuoco - sia stato causato dal lancio di molotov. Inter tv è controllata dall'oligarca Dmitro Firtash, ex sostenitore del deposto presidente filorusso Viktor Ianukovich.

29 agosto 2016 - Secondo le autorità di Kiev, almeno cinque soldati ucraini sono morti nelle ultime 48 ore nel conflitto nel Donbass. Domenica il portavoce dell'amministrazione presidenziale ucraina, Andrii Lisenko, ha fatto sapere che nelle ultime 24 ore erano morti quattro soldati e altri quattro erano rimasti feriti. Oggi, nell'ultimo bilancio del conflitto nel Donbass, ha dato notizia di un soldato morto e nove feriti.

Il servizio stampa ufficiale delle cosiddette Operazioni anti-terrorismo di Kiev ha spiegato che i separatisti filo russi nell'est del paese avrebbero attaccato le posizioni dell'esercito ucraino 76 volte nelle ultime 24 ore: 37 volte nel settore di Donetsk, 27 volte in quello di Mariupol e 12 volte nella zona di Luhansk.

Una folla di ucraini ha assaltato una zona abitata da persone di etnia rom nel villaggio di Loshchinivka, nella regione di Odessa, rompendo mobili e finestre e dando alle fiamme un'abitazione.
A provocare le violenze sarebbero stati l'omicidio e il presunto stupro di una bimba di 9 anni per i quali sarebbe stato arrestato un 21enne rom. Invece di condannare l'attacco vandalico alle abitazioni, avvenuto sabato, il governatore di Odessa, Mikheil Saakashvili, ha detto di condividere la rabbia degli assalitori.

Diritti umani violati dall'Ucraina - Tredici civili che erano rinchiusi in una prigione segreta dei servizi ucraini (Sbu) sono stati rilasciati il 25 luglio e il 2 agosto scorsi dopo essere stati minacciati di gravi ripercussioni se avessero denunciato la vicenda: lo sostengono Human Rights Watch (Hrw) e Amnesty International. Secondo le due organizzazioni per la difesa dei diritti umani, 12 uomini e una donna sono stati liberati dal luogo segreto di detenzione a Kharkiv, in Ucraina orientale, dopo settimane o mesi di prigionia, ma almeno altre cinque persone vi sono ancora rinchiuse.

23 agosto 2016 - Hollande preoccupato per l'escalation nel Donbass
Francois Hollande ha espresso la propria "preoccupazione" per una possible escalation delle tensioni in Ucraina. Il presidente francese, afferma una nota dell'Eliseo, lo ha fatto direttamente a Vladimir Putin nel corso di una telefonata alla quale ha partecipato anche Angela Merkel. La tensione tra Kiev e Mosca era aumentata nei giorni scorsi. La Russia aveva infatti accusato gli ucraini di aver organizzato alcuni attentati in Crimea.

In proposito, la versione di Putin sulla telefonata è questa: Putin, Merkel e Hollande hanno sottolineato "l'importanza di provvedere a un ordinamento legislativo permanente" in Ucraina per garantire "lo status speciale al Donbass, la riforma costituzionale, l'amnistia e l'organizzazione delle elezioni locali". Intanto, "i tre leader - dice sempre la nota della presidenza russa - si sono detti d'accordo a mantenere i contatti personali sull'Ucraina, e in particolare a tenere un incontro congiunto a margine del summit del 4-5 settembre del Gruppo dei 20 in Cina".
Putin si è ovviamente spinto oltre, arrivando a dire che le "azioni di sabotaggio" di Kiev in Crimea "danneggiano il processo di Minsk e la cooperazione all'interno del formato di Normandia" (Ucraina, Russia, Francia e Germania).

Bandiera Ucraina in Crimea - La bandiera ucraina tornerà a sventolare in Crimea e nelle regioni orientali di Donetsk e Lugansk, occupate dai separatisti filo-russi.  Questo invece è il presidente ucraino Petro Poroshenko a dirlo, nel corso di una cerimonia per il Giorno della Bandiera.

22 agosto 2016 - Roman Roslovtsev, fugge in Ucraina
Ha chiesto asilo politico all'Ucraina, e conta addirittura di arruolarsi per combattere i ribelli separatisti all'est, un militante russo strenuo oppositore di Vladimir Putin, Roman Roslovtsev, molto noto in patria per l'abitudine d'indossare durante le manifestazioni di protesta una maschera in gomma che riproduce, in maniera caricaturale, le fattezze del leader del Cremlino.
Il dissidente ieri ha attraversato clandestinamente la frontiera tra le due Repubbliche ex sovietiche, e in giornata ha formalmente presentato l'istanza di asilo, che e' adesso al vaglio delle autorità di Kiev. Non solo: all'emittente on-line 'Hromadske.ua' lo stesso interessato ha dichiarato di voler "entrare nell'Esercito regolare, nella Guardia Civile o nei battaglioni di volontari" per andare sul fronte orientale contro gli insorti filo-russi. "Per me", ha spiegato, "la cosa piu' importante è continuare la mia battaglia nei confronti del regime di Putin".

18 agosto 2016

"La probabilità di un'escalation del conflitto" nel Donbass "rimane notevole": lo ha dichiarato il presidente ucraino Petro Poroshenko rivolgendosi a un gruppo di militari nella regione di Leopoli (Ucraina occidentale). "Non escludiamo assolutamente - ha detto Poroshenko - un'invasione completa russa in tutte le direzioni: noi siamo pronti, le nostre forze armate sono pronte a respingere il nemico, sia ad est, dove occupa il Donbass, sia lungo il confine amministrativo con la Crimea".

Sale ancora dunque la tensione tra Russia e Ucraina. Tre soldati ucraini sono morti e altri sei sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nel conflitto del Donbass come riferito dal portavoce della presidenza ucraina per l'operazione militare, Oleksandr Motuzianik. Anche i separatisti filorussi denunciano bombardamenti contro le proprie postazioni a Donetsk e Gorlivka, dove numerose abitazioni e una miniera di carbone sono rimaste senza elettricità.

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12 agosto 2016

La Russia ha schierato il sistema missilistico di difesa aere S-400 Triumf. Lo ha riferito il ministero della Difesa. Si tratta di un sistema moderno e avanzato rispetto agli S-300, il cui spiegamento era già stato annunciato a metà di luglio scorso dal capo di Stato maggiore Evgenij Oleynikov. Lo spiegamento coincide con l'aumento del livello di tensione tra Kiev e Mosca, che potrebbe portare quest'ultima, riferisce il sito Sputnik citando il quotidiano Izvestia, a chiudere la propria rappresentanza diplomatica in Ucraina e richiamare in patria lo staff.

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11 agosto 2016 - La riunione d'urgenza dell'Onu

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si riunisce d'urgenza sulla situazione in Ucraina. A chiedere l'incontro è stata Kiev, dopo "le ultime provocazioni della Russia in Crimea", come conferma all'ANSA la Rappresentanza Permanente dell'Ucraina al Palazzo di Vetro. "Siamo pronti ad affrontare nuovi sviluppi provocatori, e quando verrà superato un certo punto chiederemo la convocazione del Cds", aveva anticipato ieri l'ambasciatore ucraino all'Onu Volodymyr Yelchenko parlando ai giornalisti.

Negli ultimi giorni la Russia ha concentrato un numero maggiore di militari ben equipaggiati in Crimea nei pressi del confine de facto con l'Ucraina: lo sostiene il portavoce delle guardie di frontiera di Kiev, Oleg Slobodian. "Queste truppe arrivano con equipaggiamenti moderni e ci sono unità d'assalto aereo", dichiara Slobodian.

Ieri era stato Vladimir Putin ad accusare l'Ucraina di aver tentato di effettuare un'incursione nella penisola di Crimea, annessa da Mosca dopo il controverso referendum del 16 marzo 2014. "Si tratta di una notizia estremamente preoccupante. Infatti i nostri servizi di sicurezza sono riusciti ad ostacolare un'incursione nel (nostro) territorio ad opera di una squadra di sabotatori del ministero della Difesa ucraino" aveva dichiarato il presidente russo accusando le autorità di Kiev di "agire come terroristi"

Ucraina guerra filorussi

Un militare della Guardia nazionale ucraina con la fidanzata, dopo il giuramento a Kharkiv, 16 maggio 2015 – Credits: SERGEY BOBOK/AFP/Getty Images

10 agosto 2016 - Il servizio di sicurezza russo (FSB) ha annunciato di aver sventato un attacco terroristico in Crimea pianificato dall'intelligence ucraina con l'obiettivo di destabilizzare la penisola annessa da Mosca nel 2014. Gli attentati, si legge in una nota, "sono stati orchestrati dalla Direzione generale di intelligence del ministero della Difesa ucraino e avevano come obiettivo infrastrutture vitali per la penisola" di Crimea. "I terroristi e le azioni di sabotaggio - aggiunge la nota - vogliono destabilizzare la situazione sociopolitica durante le elezioni federali e regionali" convocate per il prossimo 18 settembre.

Secondo quanto riferito dall'FSB, un gruppo di "sabotatori-terroristi" è stato scoperto nei pressi della città di Armiansk all'alba del 7 agosto. "Un agente è morto nella sparatoria" che ne è nata e "nella zona sono stati trovati 40 kg di esplosivo TNT". Altri due gruppi di "sabotatori-terroristi", sostenuti da "fuoco massiccio e blindati delle forze armate ucraine", sono penetrati nella penisola all'alba del 7 agosto e negli scontri che ne sono seguiti "è morto un militare russo", si legge ancora nel comunicato. Il servizio di sicurezza ucraino (SBU) ha categoricamente respinto le accuse, che sono state definite una "provocazione" dallo Stato maggiore di Kiev. L'Ucraina "non intende riprendersi il suo territorio con la forza", ha assicurato un consigliere del capo di Stato maggiore, Iuri Tandite, all'Interfax-Ucrania.

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9 agosto 2016 - Un soldato ucraino è morto e altri cinque sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nel conflitto nel Donbass: lo fa sapere il portavoce dell'amministrazione presidenziale ucraina, Oleksandr Motuzianik.

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7 agosto 2016 - Tre soldati dell'esercito governativo di Kiev sono stati uccisi e quattro sono stati feriti durante uno scontro a fuoco con i ribelli pro-russi in Ucraina. Gli scontri sono avvenuti nella parte orientale del paese. L'annuncio è stato dato dall'esercito ucraino, il cui portavoce ha annunciato che "nel corso delle ultime 24 ore durante scontri intensi, tre soldati ucraini sono stati uccisi e quattro sono rimasti feriti". Il portavoce ha aggiunto che i soldato uccisi hanno perso la vita a causa di una esplosione e di bombardamenti nella localita' di Krymske, ad una quarantina di km a nord ovest della roccaforte delle forze pro-russe di Lougansk. Ieri era rimasto gravemente ferito in un attentato dinamitardo Igor Plotnitsky, leader dell'auto-proclamata Repubblica Popolare di Lugansk, insieme a quella di Donetsk principale bastione dei ribelli separatisti russofoni in Ucraina orientale

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1 agosto 2016 - Un soldato ucraino di 48 è morto e altri sei sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nel conflitto del Donbass: lo riferisce il portavoce dell'amministrazione presidenziale ucraina Andrii Lisenko.

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20 luglio 2016 - Il giornalista russo Pavel Sheremet è morto nell'esplosione dell'auto in cui era appena entrato, nel centro di Kiev. L'esplosione è avvenuta in movimento alle 07.45 locali all'incrocio tra le vie Bogdan Jmelnitski e Ivan Franko. Poco prima il giornalista, 44 anni, era uscito da casa ed era entrato in auto. "Secondo le informazioni preliminari c'era dell'esplosivo sotto il sedile", ha scritto sul suo profilo Facebook Oleksiy Honcharenko, un deputato del Blocco Poroshenko, l'alleanza politca del presidente ucraino. L'auto esplosa era di proprietà della direttrice del quotidiano Ukrainska Pravda, che per primo ha dato la notizia, Yelena Pritule. La donna non era a bordo. Nato a Minsk, Sheremet era un giornalista conosciuto con una brillante carriera sia in Bielorussia che in Russia e da 5 anni si era stabilito nella capitale ucraina. Il giornalista, molto critico nei confronti del presidente bielorusso Alexandr Lukashenko, fu arrestato nel 1997 mentre preparava un reportage sulla situazione al confine tra Bielorussia e Lituania, con l'accusa di ricevere denaro dai servizi segreti stranieri. Condannato a 2 anni di carcere, fu rimesso poco dopo in libertà a seguito delle pressioni russe. 

ucraina

Ribelli filorussi dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk assistono a un rally al Saur Mogyla Memorial - 7 settembre 2015 – Credits: ALEKSEY FILIPPOV/AFP/Getty Images

1° luglio 2016 - Il Consiglio Ue ha prorogato fino al 31 gennaio 2017 le sanzioni economiche contro la Russia che colpiscono i settori finanziario, dell'energia, della difesa e dei beni a duplice uso (prodotti che possono essere utilizzati per scopi sia civili sia militari, ndr). Introdotte inizialmente per un anno il 31 luglio 2014, dopo l'abbattimento del volo Amsterdam-Kuala Lumpur, e rafforzato a settembre 2014 per l'escalation nel Donbass, le misure sono una "risposta alle azioni della Russia volte a destabilizzare la situazione in Ucraina.

Il 19 marzo 2015 il Consiglio europeo aveva convenuto di far dipendere la durata delle sanzioni dalla piena attuazione degli accordi di Minsk, che doveva avvenire entro il 31 dicembre 2015. "Dal momento che a tale data gli accordi non erano stati pienamente attuati, il Consiglio ha prorogato le sanzioni fino al 31 luglio 2016 - è scritto in una nota del Consiglio - Dopo averne valutato l'attuazione, il Consiglio ha deciso di rinnovare le sanzioni per un ulteriore periodo di sei mesi, fino al 31 gennaio 2017".

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15 giugno 2016 -  Sono 623 i militari ucraini morti dall'inizio dell'anno nel conflitto nel Donbass contro i miliziani separatisti filorussi: lo riferisce il ministro della Difesa ucraino, Stepan Poltorak.
Almeno due soldati ucraini sono invece morti nelle ultime 24 ore nei combattimenti nel sud-est: lo riferisce il portavoce militare della presidenza ucraina, Andrii Lisenko, secondo cui i soldati hanno perso la vita in un attacco dei separatisti vicino a Pavlopil. Altri sette militari sono rimasti feriti in scontri a Zaitseve, Pavlopil e Mariinka.

Intanto torna alta la tensione fra la Nato e la Russia. IL comando dell'Allenaza è tornata a chiedere il ritiro delle truppe di Mosca dalle due regioni separatiste ucraine, Donetsk e Lugansk e di "porre fine al suo sostegno alle forse indipendentiste e a ritirare l'equipaggiamento militare". Così il segretario generale della Nato, il norvegese Jens Stoltemberg al termine di un incontro tra i ministri della Difesa Nato con il loro omologo di Kiev.

14 giugno 2016 -
Secondo l'ufficio stampa del governo ucraino per le cosiddette operazioni antiterrorismo (ATO), nelle ultime 48 ore i ribelli filorussi hanno attaccato oltre 40 volte le posizioni dell'esercito di Kiev.

Sono stati scarcerati e sono a Mosca i giornalisti Vitali Didenko e Ielena Glishchinskaia, accusati di separatismo in Ucraina. Secondo Novaia Gazeta, ai due è stata concessa la grazia dal presidente ucraino Petro Porsohenko, in quello che appare a molti osservatori come un vero e proprio scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev dopo che oggi Putin ha concesso la grazia agli ucraini Ghennadi Afanasiev e Iuri Soloshenko, condannati rispettivamente per "terrorismo" e per "spionaggio".

31 maggio 2016 -  L'ex top gun ucraina Nadia Savchenko ha giurato come parlamentare. La militare è tornata in patria la settimana scorsa dopo aver speso quasi due anni in carcere in Russia ed essere stata condannata a 22 anni di reclusione in un controverso processo che l'ha vista accusata di aver fornito le coordinate per i tiri di mortaio che uccisero due reporter russi nel 2014 nel conflitto del Donbass. Savchenko è stata eletta in parlamento due anni fa, quando era già in mano ai russi, come capolista del partito Patria di Timoshenko.

27 maggio 2016 - Il G7 rimane deciso sul conflitto nell'est dell'Ucraina. Così si legge infatti nel documento finale del verticefra i sette paesi più industrializzati, che si chiude oggi a Ise Shima, in Giappone: "Rimaniamo fermamente convinti che il conflitto in Ucraina possa risolversi solo per via diplomatica e nel pieno rispetto del diritto internazionale, soprattutto del rispetto della sovranità dell'Ucraina, la sua integrità territoriale, la sua indipendenza. Torniamo a condannare l'annessione illegale della Crimea da parte della Russia e riaffermiamo la scelta del non riconoscimento e delle sanzioni".

"Siamo preoccupati - continua il documento -  dal persistere delle violenze lungo la linea di confine tra i due paesi. Faremo pressione perché l'Ocse possa giocare un ruolo fondamentale nell'aiutare a superare la crisi e chiediamo a tutte le parti in campo, soprattutto ai separatisti, di garantire il pieno accesso degli osservatori nelle zone di conflitto. Le sanzioni resteranno in vigore fino a quando la Russia non si conformerà completamente agli accordi presi a Minsk, nel rispetto della sovranità dell'Ucraina. Le sanzioni possono essere ritirate se la Russia darà risposta alle nostre preoccupazioni. In ogni caso, siamo anche pronti a a prendere misure più restrittive nei confronti della Russia nel caso in cui non prenderà quelle misure che qui si richiedono".

Pretese "assurde", dice il vice ministro degli Esteri russo Serghiei Riabkov. "La richiesta di ritirare le forze straniere dal Donbass non ha a che fare con la realtà perché non ci sono truppe straniere nel Donbass". La seconda richiesta, che riguarda il ripristino del controllo del confine da parte ucraina "è inserita negli accordi di Minsk come tappa finale della loro esecuzione", ha ribadito Riabkov accusando il G7 di "mettere ancora una volta il carro davanti al cavallo" e Kiev "di non mettere in atto gli accordi di Minsk nei punti chiave".

Controembargo russo
Non si è fatta attendere la risposta della Russia che si prepara a prorogare l'embargo dei prodotti alimentari nei confronti dei paesi occidentali fino a tutto il 2017.
Lo ha annunciato il primo ministro Dimitri Medvedev, il giorno degli annunci del G7 e alla vigilia della discussione all'interno dell'Unione europea sulla riduzione del regime delle sanzioni nei confronti di Mosca.

Le decisioni della Ue
L'avvertimento di Medvedev arriva nel momento in cui i paesi della Ue, nel Consiglio di giugno, discuteranno di un eventuale prolungamento delle sanzioni contro Mosca, che riguardano numerosi settori tra cui le banche, la difesa e l'energia e che sono in vigore fino a luglio.

Sono molti i paesi europei che vorrebbero attenuare o addirittura eliminare il regime delle sanzioni nei confronti di Mosca. Il ministro degli esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier qualche giorno fa ha lasciato chiaramente intendere che "ci sono molti paesi che fanno resistenza al rinnovo delle sanzioni" e ha aggiunto che "questa volta trovare una posizione comune per prolungare le sanzioni sarà più difficile dell'anno scorso".

Savchenko: diventerò presidente
Appena due giorni dopo essere stata liberata in uno scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev, la top-gun Nadia Savchenko fa subito sapere di puntare in alto. Molto in alto: addirittura alla poltrona di presidente dell'Ucraina. Quella su cui adesso siede, non troppo comodamente, proprio quel Petro Poroshenko che ha cercato in tutti i modi di sfruttare la scarcerazione della 35enne per recuperare qualche punto di consenso popolare. "Ucraini, se volete che io sia presidente, allora sarò presidente", ha dichiarato l'ex pilota di elicotteri che ha combattuto nel Donbass con il controverso battaglione 'Aidar'. "Io vorrei volare, ma per l'Ucraina farò ciò che serve, non importa dove difendere la patria", ha poi aggiunto in una conferenza stampa a Kiev imbottita di retorica. Salvo sorprese, alle presidenziali mancano ancora tre anni, e quindi l'ambizioso obiettivo annunciato da Savchenko dovrebbe essere di lungo termine.

26 maggio 2016 - L'Ucraina ha vietato l'ingresso all'interno del paese a Mikhail Gorbaciov per cinque anni. Lo ha annunciato il servizio di sicurezza (SBU) con un tweet. La notizia è stata confermata da Interfax. Gorbaciov aveva suscitato le ire dell'amministrazione ucraina per aver detto nel corso di un intervista che sulla Crimea si sarebbe comportato "come Vladimir Putin".

Otto militari - sei soldati ucraini e due miliziani separatisti - sono morti oggi durante gli scontri presso una zona industriale del villaggio di Avdiyivka. Lo ha dichiarato Eduard Basurin del ministero della Difesa dell'auto-proclamata Repubblica Popolare di Donetsk (Dpr). Lo riporta Interfax

25 maggio 2016 -  L'ex pilota militare ucraina Nadia Savchenko è libera. Questa mattina ha lasciato la Russia sull'aereo presidenziale diretto a Kiev.

Secondo l'agenzia ucraina Unian, la donna è stata consegnata a Rostov sul Don in territorio russo, a Vladislav Tsegolko, l'addetto stampa del presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko e il vice speaker della Verkhovna Rada, il Parlamento di Kiev, Irina Gerashenko.

Savchenko, arrestata il 23 giugno 2014, aveva subito una condanna a 22 anni di carcere per una presunta complicità nell'uccisione di due giornalisti della tv pubblica russa nel Donbass, la regione nell'est del paese dove si è combattuta la guerra fra i ribelli filo-russi e l'esercito ucraino fino agli accordi di Minsk del 5 settembre 2014 che hanno sancito una tregua sotto il controllo della Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce).

Anche se i legali della Savhcenko hanno detto di non aver ricevuto notifica dalle autorità competenti sul possibile scambio di detenuti tra Mosca e Kiev, è assai probabile che per ottenere il rilascio della pilota, Kiev avrebbe consegnato alla Russia Aleksandr Aleksandrov ed Evgheni Erofeyev, accusati di essere agenti dei servizi militari di Mosca e condannati in Ucraina a 14 anni di carcere per aver combattuto a fianco dei separatisti nell'Est.

I due avevano chiesto la grazia a Poroshenko. Secondo l'emittente vicina al Cremlino, Russia Today, i due cittadini russi hanno lasciato l'Ucraina diretti appunto a Rostov.

24 maggio 2016 - In attesa della decisione di Bruxelles sulla revoca o, più probabile, conferma delle sanzioni Ue contro la Russia per la crisi ucraina, da Kiev giunge la notizia dell'uccisione di sette soldati ucraini ed il ferimento di 9 nelle ultime 24 ore nelle regioni orientali indipendentiste e filo-russe.
Lo ha detto Oleksandr Turchynov, segretario del Consiglio Nazionale ucraino per la Sicurezza e la Difesa sottolineando che si tratta della maggiore perdita in un solo giorno dall'inizio del 2016.

Non chiediamo la grazia: la sentenza è illegale
L'avvocato Oksana Sokolovskaia, difensore di Aleksandr Aleksandrov e Ievgheni Ierofeiev, i due presunti agenti dei servizi segreti militari russi (Gru) catturati dagli ucraini nel Donbass e condannati a 14 anni per terrorismo, non chiederanno la grazia al presidente ucraino Petro Poroshenko.
"Noi, sia i condannati sia la difesa, non consideriamo la sentenza del tribunale legale e fondata", ha spiegato l'avvocato precisando che comunque anche altre persone, per esempio i familiari dei condannati, possono avanzare la richiesta di grazia.

Altro che pace!
I leader del cosiddetto 'quartetto Normandia' (Angela Merkel, Francois Hollande, Petro Poroshenko e Vladimir Putin) in un colloquio telefonico nella notte hanno discusso le "questioni legate alla soluzione politica della situazione nel sud-est ucraino", sottolineando l'importanza dello "stretto rispetto del regime di cessate il fuoco" e dell'"aumento dell'efficacia delle azioni della Missione speciale di monitoraggio dell'Osce", concedendole poteri supplementari. A quanto riferito dal Cremlino in una nota, Putin "ha chiesto la fine immediata degli attacchi da parte dei gruppi armati ucraini contro i centri abitati in Donbas" (le regioni orientali dove si scontrano governativi e milizie separatiste filo-russe).

Nella telefonata, continua il comunicato, "è stato sottolineato che elemento chiave della soluzione deve essere il dialogo diretto di Kiev con Donetsk e Lugansk per la piena e completa attuazione degli accordi di Minsk del 12 febbraio 2015".

L'avanzamento della road map, concordata dopo estenuanti negoziati tra Ucraina, Russia, Germania, Francia e Osce, versa in un preoccupante stallo: mentre in generale, tranne periodiche recrudescenze, il cessate il fuoco nell'est regge, non si procede sui punti che prevedono una riforma costituzionale - con il riconoscimento dello status speciale al Donbas - una nuova legge elettorale, conseguenti legittime elezioni locali e l'amnistia che dovrebbe decidere il destino dei leader ribelli.
Gli Usa - che non sono parte dei negoziati - stanno cercando di accelerare una soluzione prima del cambio di poltrona alla Casa Bianca, intensificando i contatti con la Russia, come dimostra la recente visita a Mosca dell'assistente del segretario di Stato Usa Victoria Nuland.
Alcuni esperti suggeriscono che solo un maggiore coinvolgimento Usa - per esempio inserendo anche a Washington nel quartetto Normandia - potrebbe far sperare in un cambio di marcia.
(Ansa, Agi)

27 aprile 2016 - Son almeno cinque i civili morti e più di 10 i feriti sulla linea del fronte nella regione di Donetsk, nei pressi del villaggio di Elenovka.
La notizia è stata diffuda dai portavoce dei ribelli filorussi che controllano la zona.

Secondo le informazioni, le vittime stavano trascorrendo la notte in auto a un checkpoint al confine con le zone controllate dall'esercito ucraino, in attesa di attraversare la "frontiera" la mattina.

Sia il governo ucraino che i ribelli filorussi hanno istituito posti di controllo sulla linea di confine dei i territori che controllano rispettivamente. Qui i i civili vengono fermati e restano per ore in coda nell'attesa di passare. Il passaggio è consentito quasi sempre solo dopo l'ottenimento di un lasciapassare.
I cittadini che vivono in queste zone hanno protestato più volte per questa pratica perseguita da entrambe le parti in conflitto. Spesso denunciano anche le richieste di denaro da parte di funzionari ucraini corrotti, che promettono procedure più rapide per chi paga.

Secondo i ribelli, fra i morti di questa notte c'era anche una donna incinta.
Gli ucraini negano di aver bombardato. E, secondo quanto riporta l'Associated Press, un sito web indipendente locale riporta la testimonianza di una guardia di confine ucraina, secondo la quale si è udita un'esplosione ma gli ucraini non hanno sparato nessun colpo di artiglieria.

In maggio i ministri degli Esteri di Russia, Ucraina, Francia e Germania torneranno a incontrarsi a Berlino (formato Normandia) per proseguire i colloqui sulla pace in Ucraina.
L'annuncio è del portavoce del ministero degli Esteri di Berlino, Martin Schaefer.

14 aprile 2016 - Nuovo Governo in Ucraina. Volodimir Groisman è il nuovo premier ucraino: a favore dell'alleato del presidente Petro Poroshenko hanno votato 257 deputati su 450. La Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, ha contestualmente approvato le dimissioni del governo di Arseni Iatseniuk. Poroshenko aveva proposto ufficialmente Groisman come premier stamattina.

Iatseniuk aveva annunciato domenica scorsa che si sarebbe dimesso: il suo governo è stato accusato di corruzione e di essere incapace di mettere in atto le riforme attese. Iatseniuk era premier da quando la rivolta di Maidan costrinse il presidente filorusso Viktor Ianukovich a una precipitosa fuga in Russia nel febbraio del 2014. Poroshenko aveva chiesto le dimissioni di Iatseniuk già due mesi fa, ma il parlamento boccio' la mozione di sfiducia contro di lui. Il nuovo primo ministro, Groisman, ricopriva la carica di presidente del parlamento dal novembre di due anni fa.

Poroshenko ha inoltre messo dei personaggi a lui vicini a capo dei dicasteri economici. Oleksandr Daniliuk, 40 anni, nuovo ministro delle Finanze, è il vice capo dell'amministrazione presidenziale, mentre il nuovo primo vice premier e ministro dello Sviluppo economico, Stepan Kubiv, è il rappresentante del presidente Poroshenko in parlamento.

Non cambiano i ministri degli Esteri, degli Interni e della Difesa: Pavlo Klimkin mantiene il ruolo di capo della diplomazia, Arsen Avakov quello di ministro degli Interni e Stepan Poltorak quello di capo del dicastero della Difesa, una posizione chiave alla luce del conflitto nel Donbass.

Il presidente russo Valdimir Putin si aspetta che il nuovo governo ucraino agisca in modo "pragmatico" e ha inoltre sottolineato come la Russia voglia "un'Ucraina prospera e stabile".

5 aprile 2016 - Secondo l'agenzia dell'Onu World Food Programme (Wfp), i due anni di conflitto nell'Ucraina orientale hanno determinato una crisi di approvvigionamento alimentare per un milione e mezzo di persone. Di queste, circa 300mila hanno un bisogno immediato di assistenza.

Wfp conta di raggiungere quasi 270mila di queste persone più vulnerabili con una fornitura mensile di cibo fino almeno l'estate di quest'anno.

Da novembre 2014 Wfp ha assicurato forme di assistenza di emergenza ad almeno mezzo milione di persone: 370mila raggiunti direttamente da pacchi di viveri, e 180mila assistiti attraverso trasferimenti di denaro nelle aree dove il mercato dei generi alimentati continua a funzionare.

Sono le popolazioni che vivono nelle aree non controllate dal governo ucraino, come la zona di Luhansk, le più interessate dalla difficoltà di procurarsi il cibo. In generale, nelle zone interessate dal conflitto fra le truppe ucraine e i ribelli filorussi, almeno metà della popolazione ha subito la perdita totale, o comunque di una parte significativa, del reddito prima guadagnato.
(Fonte: Un News Centre)

- Due soldati delle forze armate ucraine sono morti e altri dieci sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nel conflitto del Donbass.
Un soldato è stato ucciso vicino a Novozvanivka, nella regione di Lugansk, l'altro vicino alla miniera di Butovka, nella regione di Donetsk. Lo ha comunicato il portavoce dell'amministrazione presidenziale ucraina Andrii Lisenko.

14 marzo 2016 - I ribelli filo russi hanno attaccato le posizioni dell'esercito ucraino almeno 44 volte fra domenica 14 e lunedì 15 marzo; in 38 casi questi attacchi sono avvenuti nel settore di Donetsk, 5 volte in quello di Mariupol e una volta in quello di Luhansk. I dati sono stati diffusi dal centro stampa dell'Anti-Terrorist Operation (Ato) dell'esercito di Kiev, quindi non una fonte indipendente.

Il portavoce militare della presidenza ucraina, Andrii Lisenko, ha riferito che negli scontri delle ultime 24 ore, un soldato ucraino è morto e un altro è rimasto ferito.

L'Unione europea e la Russia manterranno relazioni bilaterali laddove necessario. Lo ha chiarito L'Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza dell'Ue, Federica Mogherini.
I ministri dei ventotto, tra le altre cose, hanno discusso delle relazioni bilaterali Ue-Russia. Come le relazioni siano cambiate dopo l'annessione della Crimea - "annessione che continuiamo a non riconoscere" - e su che piano siano ancora oggi, è stato l'oggetto del dibattito, ha spiegato Mogherini.
Dalla discussione è emersa per l'Ue "la necessità di impegni selettivi" con la Russia. Si tratta, in sostanza, di continuare a lavorare con Mosca su questioni come "Siria, Corea del Nord" e più in generale "dove c'è un chiaro interesse dell'Ue" in gioco.
Mogherini ha quindi chiarito che, sulla Russia come per ogni altro caso, "non ci sono mai estensioni tecniche delle sanzioni". Un eventuale prolungamento delle sanzioni è una "decisione politica" che nel caso russo è stata già presa lo scorso giugno, quando i leader dell'Ue hanno deciso di estendere di un anno le restrizioni nei confronti di Mosca.

Le sanzioni contro la Russia per la vicenda ucraina devono essere "uno strumento per fare pressione perché gli accordi siano attuati": infatti, secondo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, non si può dare per scontato il loro rinnovo, sul quale i Ventotto decideranno nei prossimi mesi.
Oggi la discussione riguardava in generale il rapporto con la Russia, ed era "basata sulla premessa che del prolungamento delle sanzioni discuteremo a maggio-giugno, sulla base di una valutazione che soprattutto Francia e Germania faranno sullo stato di attuazione degli accordi di Minsk". Secondo Gentiloni, "se dessimo oggi per scontata qualsiasi decisione, verremmo meno all'obiettivo stesso delle sanzioni".

4 marzo 2016 - Le Nazioni Unite hanno comunicato giovedì 4 marzo che 236 civili sono morti in Ucraina - nei 12 mesi fra metà febbraio 2015 e metà febbraio 2016 - a causa di violenze legate al conflitto nell'est fra gli ucraini e le forze ribelli filo-russe.

Il numero dei morti è oggettivamente diminuito negli ultimi mesi ma gli emissari dell'Alto Commissariato per i diritti umani hanno continuato a ricevere segnalazioni di uccisioni, rapimenti, torture, e trattamento disumano dei prigionieri da parte dei gruppi ribelli.

Gianni Magazzeni, un funzionario dell'Unhcr, ha aggiunto che sono arrivate segnalazioni anche relative a persone scomparse e torture a causa di azioni dei servizi di sicurezza di Kiev.

26 febbraio 2016 - Almeno 11 persone sono morte nell'ultima settimana nel territorio occupato dai separatisti dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk: lo riportano le autorità ribelli, precisando che si tratta di nove miliziani e di due civili.

In settimana intanto Mosca e Kiev hanno raggiunto un accordo per mettere fine alla "guerra dei tir" che da alcuni giorni vede Russia e Ucraina bloccare l'accesso ai camion del paese vicino. Il premier ucraino Arseni Iatseniuk ha annunciato che il suo governo ha deciso di accettare la proposta del ministero dei Trasporti di Mosca di riaprire le strade ucraine ai tir russi, ma "a condizione di reciprocità".

16 febbraio 2016  - Tre soldati ucraini sono stati uccisi e altri sette sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nel conflitto nel Donbass: lo fa sapere il portavoce dell'amministrazione presidenziale ucraina Oleksandr Motuzianik. 

Kiev accusa i separatisti di aver violato il cessate il fuoco 79 volte nelle ultime 24 ore usando armi pesanti in 26 occasioni.

Intanto a Kiev si consuma forse l’ultimo atto di una infinita crisi politica. Il Parlamento ucraino ha votato contro una mozione di sfiducia al governo guidato da Arseni Yatseniuk. La mozione è stata presentata da un gruppo di parlamentari, molti dei quali appartenenti alla coalizione di governo. Oggi lo stesso presidente Petro Poroshenko aveva chiesto le dimissioni del governo: "La società ha già ritirato la fiducia".

2 febbraio 2016

Ci sarebbe il Cremlino dietro il presunto rapimento della pilota dell'aviazione militare ucraina Nadia Savcenko, sotto processo in Russia con l'accusa di aver fornito le coordinate per i tiri di mortaio che nel giugno 2014 uccisero due reporter russi nel Donbass. Stando agli avvocati di Savcenko, nel sequestro sarebbe coinvolto Pavel Karpov, definito da Novaia Gazeta un impiegato fuori ruolo dell'amministrazione del presidente russo.

Secondo la testata online Meduza.io, ieri, durante una seduta del processo contro Savcenko, uno degli avvocati della difesa, Ilya Novikov, ha tirato fuori la foto di un uomo grasso e barbuto dichiarando che si tratta di "Pavel Karpov, noto nella repubblica autoproclamata di Lugansk perché si diceva rappresentante di Putin".

Sempre secondo il legale, inoltre, i dati di intercettazioni telefoniche forniti dai servizi segreti ucraini (Sbu) proverebbero che Karpov "ha discusso di una donna cecchino sequestrata con Valeri Bolotov", allora capo della repubblica di Lugansk.

Savcenko avrebbe riconosciuto nella presunta foto di Karpov il responsabile del suo trasferimento illegale in territorio russo.

Karpov si sarebbe occupato di gruppi di estrema destra riferendo a Nikita Ivanov, allora vice capo del dipartimento per i contatti con i paesi esteri dell'amministrazione del presidente. Lo scorso settembre, la militare ha detto in tribunale che dopo una settimana di prigionia a Lugansk è stata consegnata a degli sconosciuti dall'accento russo che l'hanno portata in territorio russo e che degli uomini armati e a viso coperto l'hanno poi portata in un hotel di Voronezh, dove è stata trattenuta per una settimana prima di essere arrestata.

Savcenko ha inoltre dichiarato che il 17 giugno, quando i due reporter russi sono morti, lei era impegnata nel trasporto di soldati ucraini feriti insieme alla sorella, usando l'auto di quest'ultima.

Per Mosca - che l'ha tenuta per un certo periodo in una clinica psichiatrica - Savcenko avrebbe invece attraversato la frontiera con la Russia senza documenti, spacciandosi per una profuga. Savcenko, dietro le sbarre in Russia dal luglio 2014, è stata più volte in sciopero della fame per protesta e si è sempre proclamata innocente.

La 'top gun', eletta deputata del partito di Iulia Timoshenko quando era già detenuta in Russia, e' al centro di un caso internazionale, con Mosca che intende processarla e Kiev che - sostenuta dall'Occidente - ne chiede la liberazione.

Merkel a Putin: "Deve intervenire sui ribelli del Donbass per garantire il cessate il fuoco"
In una conversazione telefonica con Vladimir Putin, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha ribadito la necessità che il presidente russo intervenga sui ribelli del Donbass per garantire il rispetto del cessate il fuoco.
Merkel ha anche chiesto a Putin che gli osservatori Osce possano visitare liberamente e senza ostacoli le zone del conflitto

Pravi Sektor illegale
Il movimento paramilitare ucraino di estrema destra 'Pravi Sektor' è "una formazione armata illegale sul territorio dello Stato": lo ha dichiarato il procuratore militare ucraino Anatoli Matos. "Io - ha dichiarato Matos a Gromadske Radio - posso solo inginocchiarmi quando sento i nomi di tutti i caduti di Pravi Sektor, sono eroi, l'elite della nazione, sono patrioti straordinari, però usare i patrioti a scopi politici senza una posizione filostatale è la distruzione dei fondamenti dello Stato".

Secondo il procuratore militare ucraino, Pravi Sektor è l'unica formazione militare che non si è unita né alle forze armate ucraine né alla guardia nazionale.

Lo scorso novembre Dmitro Iarosh si è dimesso da capo di 'Pravi Sektor', tra i protagonisti degli scontri della rivolta di Maidan del 2013-2014, e ieri ha annunciato la formazione di un nuovo partito di estrema destra, il Movimento Nazionale Dmitro Iarosh.

Poroschenko: la Russia continua a inviare uomini e armi ai ribelli filo-russi
Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha accusato Mosca di continuare a inviare uomini e armi ai ribelli filo-russi nelle regioni sud-orientali. "È terribile dopo gli accordi di Minsk essere ancora alle prese con seri problemi di sicurezza nel Donbass", ha affermato Poroshenko dopo aver incontrato a Berlino il cancelliere tedesco Angela Merkel.

Il presidente ha accusato la Russia e i suoi alleati di non rispettare gli accordi. "Solo a gennaio - ha detto - si sono registrati 1.200 bombardamenti di artiglieria" nelle zone del conflitto.

11 gennaio 2016 Due soldati e un capitano di polizia ucraini sono morti tra ieri e oggi nel conflitto nel Donbass. 

Lo riporta l'amministrazione presidenziale di Kiev. Un militare è stato ucciso oggi in uno scontro a Zaitseve, a nord di Gorlivka.

Ieri invece un soldato è morto per una ferita provocatagli dalla scheggia di una granata, mentre un capitano di polizia "che stava portando in salvo dei civili" ha perso la vita quando l'auto civile su cui viaggiava è finita sotto il fuoco dei ribelli ferendo anche una donna.

Intanto, in una intervista al quotidiani tedesco Bild, il presidente russo Vladimir Putin ha detto che "le sanzioni dell'Occidente non sono dirette ad aiutare l'Ucraina ma a contenere geopoliticamente la Russia: sono folli e stanno danneggiando entrambe le parti". Putin ha anche aggiunto che "la riunione della Crimea alla Russia è stata una cosa giusta e quello che sta facendo l'Unione Europea con le sanzioni è il teatro dell'assurdo".

Putin ha poi sottolineato:"Se i kosovari hanno il diritto all'autodeterminazione, perché le persone che vivono in Crimea no? È scritto nella carta delle Nazioni Unite che i popoli hanno diritto all'autodeterminazione. Io dico: tutti devono rispettare il diritto internazionale e non cambiarlo ogni volta che si ha voglia di farlo".

21 dicembre 2015 - Il Consiglio Ue ha esteso di altri sei mesi le sanzioni economiche contro la Russia, che resteranno in vigore fino al 31 luglio 2016.

La decisione è stata presa dal comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) "dato che gli accordi di Minsk non verranno pienamente attuati entro il 31 dicembre" come previsto, spiega il Consiglio.

Le sanzioni economiche dell'Ue erano state decretate il 31 luglio 2014 a seguito dell'annessione della Crimea.

L'Ue sbaglia a legare le sanzioni contro la Russia alla soluzione del conflitto nel sud-est ucraino perché si tratta di una guerra "iniziata non dalla Russia ma dalle attuali autorità ucraine, che hanno cercato di sopprimere con la forza il malcontento nel Donbass per il colpo di Stato a Kiev nel febbraio 2014": lo ha dichiarato il ministero degli Esteri russo citato dalla Tass.

Il premier russo Dmitri Medvedev, intanto, ha siglato un decreto per introdurre delle "misure economiche di risposta" contro l'Ucraina per la sua decisione di unirsi alle sanzioni occidentali contro la Russia: lo comunicato lo stesso premier russo in un incontro con i suoi vice.

23 Novembre 2015 - Il governo ucraino ha sospeso "temporaneamente" il traffico di merci da e per la Crimea, la penisola sul Mar Nero annessa dalla Russia lo scorso anno. Lo scrive la Tass citando l'account twitter dell'esecutivo di Kiev. Una misura che rischia di aggravare la situazione in Crimea dove è ancora in corso il blackout elettrico.

Solo questa mattina, inoltre, il premier ucraino Arseni Iatseniuk aveva atto sapere che "la minaccia della Russia di imporre un embargo sui beni alimentari ucraini dal primo gennaio sarà seguita da una risposta simile da parte delle autorità di Kiev. La Russia ha infatti annunciato che introdurrà l'embargo se il primo gennaio prossimo dovesse entrare in vigore la parte economica dell'accordo di libero scambio tra Kiev e Bruxelles. "La decisione di imporre l'embargo contro l'Ucraina sarà seguita dalla stessa decisione di imporre un embargo contro la Russia", ha detto il premier.

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3 novembre 2015 - Il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks, parla chiaro: "Kiev deve prendere misure urgenti per assicurare il pieno rispetto dei diritti delle popolazioni coinvolte nel conflitto nell'est del Paese."

La dichiarazione forte è avvenuta in occasione della presentazione del rapporto che Muiznieks ha redatto dopo la visita nell'Ucraina orientale alla fine di giugno, quando andò anche a Donetsk.

"Ho ascoltato storie allarmanti di civili uccisi e feriti e di continue distruzioni di infrastrutture; poi c'è l'impatto che hanno i bombardamenti indiscriminati di scuole e ospedali da entrambi i lati della linea di contatto" dichiara Miuznieks.

"I circa 2 milioni di persone che vivono in questa zona sono le più vulnerabili e l'accesso all'acqua potabile è un problema pressante per più di un milione di loro" spiega il commissario.

Le persone che vivono nelle zone non controllate dal governo, continua Muiznieks, si sono viste sospendere il pagamento dei sussidi sociali, sono vittime dell'insicurezza alimentare, pagano più cari i beni di prima necessità e non hanno accesso ai servizi bancari.

"Pur riconoscendo le difficoltà imposte dalle necessità della situazione, domando al governo ucraino di adottare un approccio che bilanci le misure di sicurezza con i bisogni delle popolazioni locali a muoversi liberamente attraverso la linea di contatto" afferma Muiznieks.

Le autorità devono inoltre, secondo il commissario, prendere misure pragmatiche per assicurare il pagamento dei sussidi sociali e l'accesso a queste aree degli aiuti umanitari.

Il commissario chiama anche le autorità a trovare soluzioni adeguate per assicurare che i nuovi nati non restino senza certificati di nascita, e i minori senza documenti di viaggio e attestati scolastici.

Miuzniks domanda infine a Kiev di elaborare e mettere in atto un piano per il milione e mezzo di profughi interni

Il processo ai due soldati russi
Il 10 novembre in un tribunale di Kiev comincerà il processo che vede Ievgheni Ierofeiev e Aleksandr Aleksandrov, due presunti militari russi catturati a maggio nel Donbass dalle truppe ucraine, accusati di "terrorismo" dalle autorità di Kiev. La difesa ha chiesto che i due siano riconosciuti come prigionieri di guerra.

27 ottobre 2015 - Un soldato ucraino è rimasto ucciso in un attacco ribelle nell'area dove sorgeva l'aeroporto di Donetsk, nell'est della Ucraina controllato dai separatisti filo-russi.

"Ieri le posizioni dell'esercito ucraino nei pressi di Pisky e Opytne sono state bersaglio" di attacchi ribelli, ha fatto sapere Kiev. Il campo opposto, però, rimanda al nemico la responsabilità di aver sparato il primo colpo: "Le forze armate ucraine -hanno affermato le autorità locali- hanno sparato servendosi di mortai". Nell'area è in vigore una tregua continuamente messa a rischio da episodi analoghi.

26 ottobre 2015 - Le elezioni locali in Ucraina

Il presidente ucraino Petro Poroshenko perde terreno nelle elezioni locali tenute domenica 25 ottobre, a favore dei suoi alleati di governo minori, come Iulia Timoshenko (Patria) e Andrii Sadovii (Samopomich) ma pure di forze radicali e nazionaliste di opposizione.

Le aree del sud-est non controllate dai ribelli (qui non si è votato) si conferma filorusso, ipotecando città importanti come Karkhiv e Odessa.

Siamo ancora agli exit poll, in attesa di risultati ufficiali previsti non prima di mercoledì 28, tanto da indurre il Cremlino a non commentare nulla per ora.

L'unico dato certo finora è quello dell'affluenza: 46,5%, uno dei più bassi mai registrati nel Paese, segno di una crescente apatia verso il voto.

I filo-russi contro Medici senza Frontiere
Le milizie filo-russe nel Donbass impediscono a Medici senza Frontiere di svolgere le abituali attività di soccorso e cura. Accusano infatti i medici di spionaggio e vietano loro di lavorare, con conseguenze che la ong definisce "gravissime" per i pazienti.

In particolare all'equipe di medici e infermieri è stata addebitata una raccolta di dati sui sistemi difensivi dei miliziani pro-Mosca attraverso le attività di screening e intervento relativi alla salute mentale.

La nota di Msf:
"MSF è sconcertata e respinge con forza le false accuse mosse sui media dalle auto-proclamate autorità della Repubblica Popolare di Donetsk (DPR) sulle attività medico-umanitarie dell’organizzazione, incluse le dichiarazioni errate sulla cattiva gestione di prodotti farmaceutici come gli psicofarmaci e le critiche al programma di salute mentale.
Negli ultimi 18 mesi, MSF ha lavorato duramente per fornire in modo gratuito cure mediche salvavita alle persone colpite dal conflitto su entrambi i lati del fronte. Tutte le attività di MSF, compreso il trasporto, lo stoccaggio e la distribuzione di farmaci, e le attività di salute mentale, sono sempre state condotte in collaborazione e coordinamento con le autorità della DPR."

"Sebbene il 19 ottobre - prosegue la nota - Msf abbia ricevuto notifica ufficiale della revoca del permesso a lavorare nella Repubblica popolare di Donetsk, in nessun momento è stato fornito un chiarimento formale delle ragioni di questa decisione.

Con la chiusura delle nostre attività da un giorno all'altro, migliaia di persone che soffrono di tubercolosi e altre malattie croniche potenzialmente letali, resteranno prive di un'assistenza adeguata. Questa decisione avrà conseguenze gravissime su migliaia di pazienti, che ora Msf sta lasciando soli".

14 ottobre 2015 - Un soldato ucraino è stato ucciso a altri due sono rimasti feriti in un attacco con lanciagranate dei ribelli filo-russi contro una postazione nell'est del Paese. Lo ha reso noto l'esercito di Kiev su Facebook. L'attacco è il primo dopo che per diverse settimane il cessate il fuoco era stato ampiamente rispettato nel Donbass, con il gesto distensivo dei separatisti che hanno anche accettato di rinviare all'aprile 2016 le elezioni locali a Lugansk e Donetsk.

13 ottobre 2015 - È stato un missile terra-aria Buk di fabbricazione russa ad abbattere il Boeing della Malaysia Airlines, volo MH17, nei cieli dell'Ucraina nel luglio 2014.

Il missile colpì il lato sinistro della cabina di pilotaggio, uccidendo all'istante molte delle 298 persone a bordo mentre le altre andarono incontro al loro destino nel giro di pochi, terribili istanti.
Sono le principali conclusioni a cui sono giunti i tecnici olandesi del Dutch Safety Board, l'organismo incaricato delle indagini, in un rapporto che ha infiammato di nuovo lo scontro tra Kiev e Mosca.
Il premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, ha puntato il dito contro gli 007 russi che "avevano l'obiettivo di abbattere un aereo civile". I russi rispondono: "un rapporto fazioso".

6 ottobre 2015 - I ribelli filorussi del Donbass hanno rimandato al prossimo anno le elezioni locali avversate dal governo ucraino e prima fissate per il 18 ottobre a Donetsk e per l'1 novembre a Lugansk: ma "a condizione dell'esecuzione completa dei punti politici di Minsk-2 da parte di Kiev". 

Il voto potrebbe svolgersi a febbraio.

29 settembre 2015 - La procura ucraina ha chiesto oggi l'ergastolo per Ievgheni Ierofeiev e Aleksandr Aleksandrov, i due presunti militari russi catturati a maggio nel Donbass dalle truppe ucraine e ora accusati di "terrorismo" dalle autorità di Kiev. Lo ha comunicato l'avvocato di Ierofeiev, Oksana Sokolovskaia. La difesa ha chiesto al tribunale Golosievski di Kiev che il processo si svolga nella regione di Lugansk, dove i due sono stati fatti prigionieri, e la corte ha rimandato la richiesta al tribunale supremo specializzato.

Le compagnie ucraine non possono volare sulla Russia
La Russia
intanto ha vietato alle compagnie aeree ucraine di volare nel suo spazio aeree a partire dal 25 ottobre. Lo ha reso noto il ministero dei Trasporti russo, in risposta all'iniziativa simile del governo di Kiev nei confronti delle società russe, tra cui la compagnia di bandiera Aeroflot, e comunicata ieri. "Questa mossa è una risposta all'azione dell'Ucraina che unilateralmente e in violazione delle norme in materia ha vietato dal 25 ottobre la comunicazione aeree tra Russia e Ucraina per le compagnie russe", si legge nel comunicato diffuso dal dicastero.

Dal canto suo, il ministero delle infrastrutture a Kiev ha detto di non aver ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte russa: "Finché non abbiamo la notifica ufficiale non commenteremo ciò che non è ancora avvenuto", ha detto a Ria Novosti l'ufficio stampa del ministero ucraino. Il 16 settembre era stato il governo di Kiev a varare sanzioni contro 25 compagnie aeree russe, di cui due non più esistenti. Nel mirino alcuni dei maggiori vettori russi, come Aeroflot e le sue controllate Transaero e Siberia.

Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, aveva definito l'iniziativa una "sciocchezza", mentre il ministro dei Trasporti russo Maksim Sokolov aveva fatto notare che circa il 70% dei passeggeri sui volti tra Russia e Ucraina è rappresentato da cittadini di quest'ultimo Paese, molti dei quali usano la Russia solo come transito verso altre destinazioni internazionali.

Non si vola sull'Ucraina  

28 settembre 2015 - Le compagnie aeree russe non potranno più volare in Ucraina a partire dal 25 ottobre. Lo fa sapere l'ente per l'aviazione ucraino con una nota scritta alle società russe inserite nella lista nera di Kiev.
L'iniziativa era già stata annunciata nei giorni scorsi dalle autorità ucraine. Il premier russo Dmitri Medvedev ha incaricato il ministero dei Trasporti di studiare l'introduzione di misure limitative di risposta nei confronti delle compagnie ucraine.

Cinque milioni di dollari al giorno
Il conflitto nel Donbass costa al governo di Kiev circa 5 milioni di dollari al giorno e ha fatto perdere all'Ucraina "circa un quinto del suo potenziale economico". Lo ha detto il presidente ucraino Petro Poroshenko a New York a un summit delle Nazioni Unite sullo sviluppo.

Putin: "Gli Usa dietro l'estromissione di Viktor Yanukovich"
"Se rispetto la sovranità dell'Ucraina? Certo.
Ma vogliamo che i Paesi rispettino la sovranita' di altre nazioni e dell'Ucraina in particolare. Il rispetto della sovranita' significa non permettere azioni incostituzionali e colpi di Stato, la rimozione del potere legittimo". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, alla trasmissione '60 Minutes' della Cbs.

Durante l'intervista, Putin si è detto convinto che gli Stati Uniti abbiano avuto a che fare con l'estromissione del presidente ucraino Viktor Yanukovich (una teoria che il governo Usa ha sempre negato).
"Ne sono certo", ha risposto Putin. "Conosco quelle persone che vivono in Ucraina. Abbiamo migliaia di contatti con loro. Sappiamo chi esattamente ha incontrato chi e ha lavorato con coloro che hanno spodestato Yanukovich, come sono stati sostenuti, quanto sono stati pagati, come sono stati addestrati. Noi sappiamo tutto".

22 settembre 2015

Le mine
Un militare ucraino è morto durante un'operazione di sminamento nei pressi del villaggio di Novotoshkivske, nella regione di Lugansk. Lo fa sapere l'amministrazione militare-civile della regione di Lugansk precisando che un altro soldato e' rimasto ferito ed e' stato ricoverato all'ospedale di Severodonetsk.

Nadia Savcenko
Si proclama innocente la top gun ucraina Nadia Savcenko all'apertura del processo che la vede accusata di aver fornito le coordinate per i tiri di mortaio che nel giugno 2014 uccisero due reporter russi nel Donbass. "Tutto il caso è una menzogna, dall'inizio alla fine - ha dichiarato al tribunale di Donetsk, in Russia meridionale -. Non vedevo dov'erano i giornalisti, non li ho mai conosciuti e non ho mai sparato a gente disarmata, non sono mai stata un puntatore di artiglieria. Sono un soldato - ha concluso -, non un assassino".

Adesione alla Nato
Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha chiesto "il ritiro delle truppe russe dall'est ucraino" e la "piena attuazione degli accordi di Minsk". "Vediamo da tempo che la Russia è presente lì, che ci sono militari nell'est ucraino che continuano a sostenere i separatisti a livello di direzione, gestione, preparazione e attrezzature", ha dichiarato in una conferenza stampa a Kiev con il presidente Petro Poroshenko.

Poroshenko, invece ha annunciato che deciderà su un eventuale referendum di adesione alla Nato dopo la realizzazione delle riforme necessarie. Poroshenko ha inoltre ricordato che la percentuale di ucraini favorevoli a un ingresso nell'Alleanza Atlantica supera il 60%, contro il 50% di un anno da e il 16% di due anni fa.

Elezioni nel Donbass rinviate. Anzi no
Parziale marcia indietro dei separatisti filo-russi del Donbass: dopo essersi apparentemente detti disponibili a rinviare le elezioni locali già convocate, hanno invece confermato che queste ultime si terranno alle date stabilite, rispettivamente il 18 ottobre per l'auto-proclamata Repubblica Popolare di Donetsk e il 1 novembre per quella di Lugansk.

Si tratta di consultazioni che il governo centrale di Kiev comunque non riconosce, e considera anzi illegali alla luce degli accordi di pace di Minsk 2: per ragioni di sicurezza e di garanzia di uno svolgimento regolare, ma anche perché nel resto della Republica ex sovietica si andrà al voto per le amministrative in una data differente, il 25 ottobre.

Era stato Vladislav Deinego, rappresentante di Lugansk presso il gruppo trilaterale di contatto sulla crisi ucraina, a indicare dapprima il 21 febbraio 2016 come nuovo appuntamento con le urne. Successivamente però lui e l'omologo di Donetsk, Denis Pushilin, hanno spiegato che intendevano riferirsi soltanto "alla prossima tornata elettorale", e non a quella più imminente, che appunto resterà ferma.

Riguarderà peraltro solo l'elezione di alcuni sindaci e governatori distrettuali, per un totale di appena 31 circoscrizioni, mentre "ci sono più di altri trecento territori che debbono scegliere i loro amministratori e i consigli", ha spiegato ancora Deinego, "ed e' tecnicamente impossibile farlo prima del 21 febbraio".

Le ragioni per cui è sorto l'equivoco rimangono in realtà piuttosto misteriose, e non è escluso che i due emissari degli insorti russofoni siano stati costretti dai loro stessi leader a ritrattare quanto annunciato anteriormente: anche perché lo avevano giustificato con l'intento di superare lo "stallo" nel processo negoziale.

21 settembre 2015 - Un 22enne italiano sarebbe stato fermato sabato scorso dalle guardie di frontiera ucraine nella zona di Donetsk, nell'est del Paese, con l'accusa di volersi unire ai ribelli filo-russi. L'ambasciata italiana a Kiev ha riferito di aver ricevuto comunicazione dalle autorità ucraine che il giovane non si trova attualmente in stato di fermo.

Francesco Estatico, che secondo quanto riporta la stampa locale sarebbe un militare, è stato fermato al checkpoint di Zaitseve. "Durante il controllo dei documenti e dopo un breve interrogatorio, le guardie di frontiera si sono rese conto della sua intenzione di prendere parte al conflitto armato
nell'est assieme a gruppi armati illegali", ha reso noto il Servizio di controllo delle frontiere ucraino in un comunicato.

Il fermo sarebbe stato documentato da alcune foto pubblicate sul profilo Facebook di un noto attivista ucraino, Rodion Shovkoshytnyi. Quest'ultimo, come mostra Ukraine Today, ha postato la foto del passaporto dell'italiano, del suo codice fiscale e di una lettera in cui il giovane - che si  attribuisce l'appellativo di 'Barbaro' - spiegherebbe per iscritto la sua volontà di unirsi all'"esercito indipendente del Donbass". Come riferiscono fonti diplomatiche, l'uomo è stato "schedato" dai servizi ucraini dopo aver tentato di entrare in territorio separatista, nella regione di Donetsk, in due occasioni, mercoledì e sabato della settimana scorsa, e poi è stato lasciato andare. Formalmente, quindi, non ci sarebbe stato nessuno arresto o fermo; il connazionale è entrato in Ucraina in modo regolare e risulterebbe ancora nell'est, a piede libero.

17 settembre 2015 - Il presidente ucraino Petro Poroshenko mercoledì 16 ha firmato un decreto che introduce una nuova "blacklist" di persone e enti che "rappresentano una minaccia potenziale alla sicurezza, agli interessi, alla sovranità e all'unità territoriale dell'Ucraina". 

Le sanzioni adesso riguardano 400 individui e 90 aziende in relazione al conflitto nell'Ucraina dell'est e all'annessione alla Russia della Crimea nel marzo scorso.

Peccato però che ci fossero 37 giornalisti e 7 blogger stranieri, tra cui tre reporter della Bbc.

Immediatamente dopo la pubblicazione, molti media occidentali hanno condannato la mossa Ucraina come chiara violazione della volontà di stampa, così Petro Poroshenko, ha deciso di fare marcia indietro.

Ha così ordinato al Consiglio di sicurezza nazionale di cancellare dall'elenco sei giornalisti europei, fra cui i corrispondenti dell'emittente britannica. "La libertà di stampa ha un valore assoluto per noi", ha sottolineato Poroshenko in un messaggio su Twitter diffuso dal portavoce Svyatoslav Tsegolko.

Nell'elenco soprattutto media russi e colossi dell'economia del Paese di Vladimir Putin, quali Gazprom Bank e Aeroflot.

Ma è stata soprattutto la decisione di inserire 34 reporter nella blacklist a creare polemiche. Oltre ai tre giornalisti della Bbc, nell'elenco figurano anche due corrispondenti spagnoli e uno tedesco, anch'essi espunti all'ultimo minuto assieme ai tre della Bbc che lavorano a Mosca. "Siamo sconvolti da questa messa al bando che rappresenta un'assurda e controporduttiva ferita per la libertà di informazione", ha stigmatizzato Reporter senza Frontiere.
Anche Mosca ha protestato con forza.
"Il fatto che molti rappresentati dei media siano in questa lista è assolutamente inaccettabile. E non si concilia affatto con la libertà di parola", è stato il duro commento di Dmitry Peskov, portavoce di Vladimir Putin.

Peskov, è forse inconsapevole di sfiorare il ridicolo, visto che secondo il rapporto 2015 sulla libertà di stampa a cura di Reporter senza frontiere, la Federazione russa si colloca alla posizione n. 153 su 183 paesi. L'Ucraina è al 129°.

Intanto l'Ucraina: vietato l'ingresso a Silvio Berlusconi per tre anni.
Il Consiglio nazionale per la sicurezza ucraino ha vietato l'ingresso a Silvio Berlusconi in Ucraina per tre anni, come ritorsione per la visita dell'ex premier italiano in Crimea con Putin.

Inoltre, sempre in relazione a questa visita, la Procura generale ucraina ha aperto una inchiesta contro il presidente russo, per appropriazione indebita di un bene pubblico di valore particolarmente rilevante. Le autorità ucraine accusano Putin di aver bevuto insieme con Berlusconi una bottiglia di sherry del 1765, del valore di 150mila dollari, gustata nelle storiche cantine di Massandra.

14 settembre 2015 - Almeno due soldati ucraini sono morti e altri due sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nei combattimenti tra separatisti filo-russi e soldati di Kiev nel sud-est dell'Ucraina. Lo ha riferito il portavoce della presidenza ucraina Andrei Lisenko, aggiungendo che un quinto militare è disperso.

Intanto il Consiglio Affari Generali dell'Ue ha formalmente esteso per 6 mesi, fino al 15 marzo 2016, le sanzioni europee (congelamento dei beni e divieto di viaggio) contro 149 persone e 37 società russe, dell'Ucraina orientale e della Crimea imposte per la destabilizzazione dell'Ucraina. La decisione politica era stata presa dai rappresentanti permanenti dei 28 il 2 settembre. Dalla lista è uscito Oeksiy Moxgoy, che
era sospettato di essere uno dei leader dei separatisti, responsabile del loro addestramento militare.

10 settembre 2015 - L'Ucraina ha chiuso il proprio spazio aereo ai velivoli russi diretti in Siria. Lo ha annunciato il premier ucraino Arseni Iatseniuk in un incontro a Bratislava con il suo omologo slovacco Robert Fico. Lo riferisce l'agenzia Interfax

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Intanto i presidenti russo Vladimir Putin, ucraino Petro Poroshenko, francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel si incontreranno a Parigi il 2 ottobre. Lo ha annunciato il Cremlino. Lo hanno deciso durante una conversazione telefonica nella notte, in cui i quattro leader hanno analizzato la situazione nell'est dell'Ucraina. Hanno espresso soddisfazione per "il mantenimento del cessate il fuoco osservato nell'ultimo periodo", afferma una nota.

3 settembre 2015 - Le forze ucraine hanno usato bombe al fosforo nel conflitto contro i "ribelli" del Donbass: lo afferma Aleksandr Bastrikin, capo del comitato investigativo russo, sulla base di una perizia. Lo riferisce la Tass.

Le due autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk hanno introdotto il rublo russo come unica moneta per tutte le operazioni finanziarie. Lo rende noto l'agenzia ucraina Unian, citando rappresentanti del Donbass.

1 settembre 2015 - Regge, per ora, l'accordo tra le autorità ucraine e i separatisti del Donbass per far tacere i cannoni a partire dalla mezzanotte di oggi. Il primo settembre è il giorno in cui inizia ufficialmente il nuovo anno scolastico, e le due parti si sono accordate per non mettere in pericolo la vita degli scolari.

Un portavoce delle forze armate ucraine, Anatoli Stelmakh, ha precisato che non ci sono stati spari lungo il fronte da mezzanotte alle sei del mattino, e anche i ribelli dell'autoproclamata repubblica di Lugansk sostengono che "non si sono registrati bombardamenti dalla mezzanotte del primo settembre".
Il cessate il fuoco è stato annunciato il 26 agosto a Minsk alla fine di una riunione del 'Gruppo di contatto' (Osce-Kiev-Mosca-separatisti).

Salgono a tre le vittime dell'esplosione di una granata negli scontri di ieri tra nazionalisti e forze dell'ordine davanti al parlamento ucraino.

Due agenti sono morti oggi per le ferite riportate nei disordini per l'approvazione in prima lettura del disegno di legge che concede maggiore autonomia alle regioni russofone dell'est.
Uno di loro era rimasto in coma per quasi 24 ore.

I feriti sono 141, fra cui ben 131 poliziotti tra cui 10 in gravi condizioni, a cui ha fatto visita personalmente il presidente, Petro Poroshenko.

Poroshenko ha ribadito le accuse già mosse agli ultra-nazionalisti, e ha avvertito che molti politici appartenenti a tale schieramento saranno convocati dalla polizia per essere interrogati: in particolare diversi esponenti dell'ala paramilitare di Svoboda, formazione dell'estrema destra, a cominciare dal suo leader Oleg Tiagnybok.

"Abbiamo già individuato i materiali responsabili", ha annunciato il presidente ucraino, "e presto troveremo anche gli organizzatori, che hanno distribuito mazze da baseball e dato una mano a far affluire le armi".

In mezzo ai poliziotti sarebbe addirittura stata scagliata una bomba a mano, la cui esplosione avrebbe causato la maggior parte dei feriti, uccidendo tra l'altro la prima guardia, raggiunta alla testa da una scheggia.

"Nel momento in cui la Russia e i suoi banditi stanno cercando di distruggere il nostro Paese, ma non sono capaci di farlo sulla linea del fronte", ha denunciato il primo ministro Arseniy Yatsenyuk, alludendo ai ribelli separatisti dell'est, "le cosiddette forze politiche pan-ucraine puntano ad aprire un secondo fronte, questa volta interno".

31 agosto 2015 - È ancora alta la tensione in Ucraina, dopo che i deputati hanno approvato in prima lettura una riforma costituzionale che conferisce una maggiore autonomia ai territori orientali russofoni in mano ai ribelli. Durante gli scontri tra manifestanti nazionalisti, contrari a qualsiasi concessioni alle regioni orientali, e le forze dell'ordine davanti al Parlamento sarebbero rimasti uccisi alcuni poliziotti a seguito di un'esplosione. Sarebbero diverse anche le persone sanguinanti che giacciono a terra di fronte al Parlamento. I dimostranti, molti dei quali appartenenti al partito di estrema destra Svoboda, sono armati di mazze di legno e gas lacrimogeni. Il primo bilancio è di 90 feriti tra i militari della Guardia Nazionale (composta da volontari che hanno fatto parte delle milizie di autodifesa di Maidan nel febbraio 2014), quattro dei quali sarebbero in gravi condizioni. Una trentina di manifestanti sono stati fermati, e il presunto responsabile del lancio di una bomba è stato arrestato, secondo quanto reso noto dal ministro dell'interno.

27 agosto 2015 - Sette militari ucraini sono stati uccisi e 13 feriti negli scontri con i separatisti nell'est, nelle ultime 24 ore. Lo ha fatto sapere l'esercito di Kiev. Si tratta del più alto numero di soldati morti in un giorno da metà luglio.

Intanto l'Ucraina ha raggiunto un accordo con i creditori per la ristrutturazione del suo debito dopo cinque mesi di negoziato.
L'accordo prevede la cancellazione del 20% del debito, circa 3,6 miliardi di dollari, un aumento dei tassi al 7,75% medio dall'attuale 7,2% e un allungamento di quattro anni del periodo di rimborso.
Lo ha annunciato il ministero delle Finanze di Kiev.

La Russia però non parteciperà alla ristrutturazione del debito di Kiev.
Lo ha detto all'agenzia Bloomberg il ministro delle Finanze, Anton Siluanov, ripreso dalle agenzie russe.
Mosca ha sottoscritto un bond da tre miliardi di dollari, in scadenza a dicembre, e non accetta la svalutazione del 20% come proposto ai creditori di Kiev.
Per l'Ucraina si tratta del pagamento più sostanzioso che l'attende quest'anno.

Ore 10:00 - Le autorità ucraine e i separatisti del Donbass sono d'accordo per far tacere i cannoni a partire dal primo settembre, giorno in cui inizia ufficialmente il nuovo anno scolastico, per non mettere in pericolo la vita degli scolari.

Lo hanno annunciato ieri sera a Minsk il rappresentante dell'Osce, Martin Saidik, e uno dei leader dei ribelli, Vladislav Deinego, alla fine di una riunione del 'Gruppo di contatto' (Osce-Kiev-Mosca-separatisti). La tregua nel Donbass siglata a febbraio viene sovente violata.

18 agosto 2015 - Cinque cittadini russi sono stati fermati a Kiev dai servizi segreti ucraini con l'accusa di progettare un attentato nella capitale. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti. Uno dei cinque era già ricercato dall'Interpol e lo

scorso anno era stato fermato in un Paese europeo ma era riuscito poi a scappare.

Nell'operazione, condotta nell'appartamento da loro affittato, sono stati sequestrati pistole, cartucce, una bomba a mano e uno schema per la fabbricazione di un ordigno artigianale. L'ambasciata russa a Kiev sostiene di non essere stata ancora informata degli arresti.

"Purtroppo, assistiamo a questa escalation nel conflitto e la colpa ricade non sulle milizie del Donbass, ma sul lato rivale" di Kiev, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin, durante la sua visita in Crimea in cui ha anche preso parte a un'immersione in un sottomarino. La Russia ha annesso lo scorso anno la penisola di Crimea, sottraendola al controllo dell'Ucraina cui apparteneva. La disputa si è poi allargata all'est ucraino, dove sono in corso scontri tra l'esercito di Kiev e i separatisti filorussi.

Putin ha auspicato oggi dalla Crimea, dove si trova in visita, che il conflitto nel Donbass "non sfoci in scontri diretti su larga scala". "Per quanto riguarda gli accordi di Minsk-2, credo non ci siano alternative per risolvere la situazione e che la pace alla lunga trionferà. Il nostro compito è quello di minimizzare le perdite con cui arriveremo a questa pace", ha aggiunto il capo del Cremlino.

E intanto entro fine mese ci sarà un incontro "a Bruxelles" tra il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e il presidente ucraino Petro Poroshenko. L'incontro verterà sull'attuazione degli accordi di Minsk, messi sempre più in dubbio dalla nuova escalation di violenze in corso nel paese.

17 agosto 2015 - Almeno sette civili sono morti e 13 sono rimasti feriti nei bombardamenti della scorsa notte nel Donbass stando a quanto riportano le autorità ucraine e i separatisti. Nonostante la fragile tregua siglata a febbraio, secondo il ministero dell'Interno ucraino, due civili sono stati uccisi e sei sono stati feriti dai colpi d'artiglieria dei ribelli a Sartana, circa 5 km a est di Mariupol. I separatisti accusano a loro volta le truppe di Kiev di aver ucciso cinque civili e averne feriti sette bombardando Donetsk e Gorlivka.

11 agosto 2015 - L'escalation del conflitto nell'Ucraina orientale viola gli accordi di Minsk. È quanto affermato oggi dai portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna dell'Ue, che chiede il pieno rispetto degli accordi, a partire dal cessate il fuoco e il ritiro delle armi pesanti.

L'Unione europea, si precisa inoltre, ritiene che i recenti attacchi contro la missione di monitoraggio Osce "mettano in pericolo il ruolo" della stessa organizzazione, facendo riferimento ai recenti episodi che hanno coinvolto osservatori Osce e veicoli dell'organizzazione, dati alle fiamme.

3 agosto 2015 - Qualche decennio fa si sarebbe chiamata "guerra a bassa intensità" quella nel Donbass ucraino fra i regolari di Kiev e i ribelli filorussi (sostenuti dall'esercito di Mosca).

Ora viene rubricata dalle agenzie di stampa sotto il titolo di "Ukraine crisis".
Crisi, perché, in sostanza, sono meno di dieci al giorno i morti.
Eppure si accumulano, uno sull'altro. E si scava, sempre più profondo, il fossato fra i contendenti.

Nelle ultime 20 ore sarebbero almeno quattro i soldati di Kiev uccisi, e altri 15 feriti. La fonte, come sempre in questo caso, è il portavoce del governo ucraino, Andriy Lysenko. Niente si sa delle vittime dell'altra parte, i filorussi non comunicano quasi mai le perdite; e, inoltre, c'è, spesso, da parte dei ribelli, l'impossibilità di dichiarare i morti russi, sia i volontari, sia, soprattutto, i militari di Mosca, mandati in incognito.

Oggi a Minsk, in Bielorussia, intanto è prevista una nuova tornata di colloqui tra i coordinatori del Gruppo di Contatto sul conflitto, in vista di ulteriori negoziati.

Mosca ha invece presentato un "libro bianco" sui crimini di guerra commessi nel sud-est ucraino "basato sulle testimonianze raccolte" dal Comitato investigativo russo. Lo rende noto l'agenzia ufficiale russa Tass. "La gente deve sapere la verità di un'orribile guerra fratricida scatenata dal regime nazionalista dell'Ucraina", ha detto il direttore del Comitato investigativo russo Aleksandr Bastrikin.
Documento che nasce inevitabilmente viziato dai sospetti di parzialità.

Infine, sempre oggi il Fondo monetario internazionale ha pubblicato un rapporto nel quale si stima che la Russia potrebbe perdere il 9% del Pil a causa delle sanzioni comminate dai paesi occidentali dopo la guerra cominciata dai ribelli filo-russi nell'est e l'invasione/annessione della Crimea dello scorso anno.

31 luglio 2015 - Tutti i volontari ceceni che hanno combattuto nel Donbass a fianco dei separatisti filorussi sono tornati: lo ha annunciato il leader ceceno Ramzan Kadyrov. "Quando è stato raggiunto un accordo per la tregua, abbiamo invitato tutti i nostri volontari a tornare a casa. Abbiamo portato a casa gli 'hooligans' che erano lì".

Ok della corte costituzionale a decentramento in Donbass
La corte costituzionale ucraina intanto ha stabilito che gli emendamenti sulla decentralizzazione nel Donbass non violano la costituzione.
Lo ha reso noto il vice presidente della stessa corte, Vasily Brintsev, il quale ha sottolineato che "le caratteristiche peculiari dell'autogoverno locale nelle regioni di Donetsk e Lugansk sono determinare da leggi separate".

Quattro civili sono rimasti uccisi a seguito di uno scambio di colpi di artiglieria fra l'esercito ucraino e i separatisti ribelli vicino a Donetsk il 30 luglio.

Ieri l'Unione europea ha manifestato il proprio disappunto per il veto posto dalla Russia alla risoluzione dell'Onu che chiedeva l'istituzione di un tribunale speciale per processare i responsabili dell'abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines abbattuto lo scorso anno mentre sorvolava i territori ucraini occupati dai separatisti filo-russi.

Ieri gli Usa hanno allargato la blacklist delle sanzioni 
Il nuovo giro di vite riguarda 11 persone e 15 entità che secondo gli Usa hanno aiutato i precedenti destinatari di sanzioni ad evaderle: otto 'target' sono legati a Ghennadi Timcenko, oligarca del settore energetico tra i piu' vicini a Putin. C'e' anche Roman Rotemberg, che secondo l'ambasciata Usa a Mosca avrebbe aiutato il padre Boris (anche lui nel cerchio magico del Cremlino) a dribblare le restrizioni.

Tra le nuove 'vittime' russe i top manager di "Kalashnikov" e "Izhmash" e un gruppo di organizzazioni e societa' legate a Rosneft e a Vnesheconombank (Veb), gia' precedentemente sanzionate, tra cui il fondo russo degli investimenti diretti, la Globex bank, Eximbank e la raffineria Achinsk oil. Veb ha assicurato che le nuove sanzioni non avranno impatti materiali sul gruppo, mentre Rosneft sta gia' calcolando le perdite per chiedere un risarcimento in tribunale. Ad allungare la blacklist, quattro dirigenti legati al deposto presidente ucraino Viktor Ianukovich, tra cui il figlio Aleksandr, e cinque operatori di porti crimeani nonche' uno di ferry. "Il nostro messaggio è chiaro: continueremo ad agire per garantire l'efficacia delle nostre sanzioni", ha spiegato John E. Smith, il direttore dell'ufficio per il controllo degli asset stranieri del Dipartimento del Tesoro Usa.
Il Cremlino, ovviamente, non ha gradito: "Questi sono passi che la parte americana sta facendo senza alcuna ragione evidente, senza perseguire alcun obiettivo concreto. Questi passi non avranno altro che un impatto negativo".

E Mosca non esclude "misure asimmetriche" in risposta all'ampliamento delle sanzioni.
Secondo Dmitri Peskov, portavoce del governo russo, le nuove sanzioni sono "passi che gli americani stano facendo senza alcun motivo evidente e senza perseguire uno scopo specifico".
Dmitri Peskov, portavoce del governo russ ha detto che Mosca ritiene le sanzioni occidentali - varate da oltre un anno per il ruolo della Russia nel conflitto ucraino e l'annessione della Crimea - illegali, contrarie al diritto internazionale e "molto dannose" alle relazioni bilaterali.

29 luglio 2015 - Le autorità ucraine hanno arrestato un ufficiale russo nella regione orientale di Donetsk.

È il terzo militare di Mosca a cadere nelle mani di Kiev e l'episodio contribuisce ulteriormente a smentire la versione ufficiale (al limite del ridicolo) della Russia, che nega qualsiasi coinvolgimento nel conflitto oltre frontiera.

L'uomo sarebbe stato bloccato nei giorni scorsi mentre si trovava alla guida di un camion carico di esplosivi, che avrebbe dovuto consegnare ai ribelli separatisti una volta raggiunta una delle loro postazioni: invece avrebbe smarrito la strada, finendo in una zona controllata dai governativi dove sarebbe stato catturato da agenti dell'Sbu, il principale servizio di controspionaggio e anti-terrorismo di Kiev.

Secondo il comandante di quest'ultimo, Vasyl Hrytsak, sarebbe stato identificato come Vladimir Starkov, e avrebbe confessato sia la propria nazionalità sia l'appartenenza all'Esercito di Mosca con il grado di maggiore.

Nel frattempo il settimanale ucraino 'Novoye Vremya' ha pubblicato sul proprio sito on-line la trascrizione di quella che sarebbe l'intercettazione di una conversazione via radio tra due secessionisti russofoni, con le loro reazioni nell'apprendere la notizia della cattura di Starkov.

"Come ha potuto perdersi?", avrebbe commentato uno di loro, indicato soltanto con il nome di battaglia di 'Malysh' (Piccolo; ndr). "Quel tragitto lo aveva già percorso almeno un centinaio di volte!".

Lo scorso maggio erano stati mostrati in pubblico Kiev due presunti soldati russi, sorpresi in Ucraina orientale mentre erano in missione di ricognizione.

Mosca però ha sempre sostenuto che, quando costoro si erano uniti agli insorti del Donbass, entrambi si erano ormai congedati e che quindi si trattava di meri volontari. (Agi/Afp)

24 luglio 2015 - La Russia non si ritiene responsabile del conflitto in Ucraina dell'est, ma sta facendo del suo meglio per favorire la pace. Lo ha dichiarato il premier russo Dmitri Medvedev, secondo il quale la responsabilità della guerra in corso è della autorità di Kiev, "attuali e passate". "La crisi ucraina non è dovuta a circostanze di forza maggiore e i responsabili di questo sono i leader dell'Ucraina attuali e precedenti", ha denunciato in un'intervista alla radio e televisione slovacca Rtv, alla vigilia della sua visita a Lubiana. "Le precedenti autorità hanno fallito nel ripristinare ordine e legalità - ha spiegato il premier russo - mentre quelle attuali hanno permesso che scoppiasse una guerra civile". "La crisi ucraina può essere risolta solo in Ucraina, dagli ucraini stessi - ha aggiunto - l'esistenza dell'Ucraina dipende da saggezza, pazienza, tatto e volontà di raggiungere un compresso tra le autorità di Kiev e le forze politiche nel Sud-Est" del Paese. In questo senso, "chiunque voglia aiutarli a trovare un accordo può essere di aiuto" e la Russia, a suo dire, sta facendo il possibile "sebbene non si consideri responsabile del conflitto".

Si è svolta una telefonata ieri tra i leader del formato Normandia sulla crisi ucraina (Germania, Francia, Russia e Ucraina), il leader ucraino Petro Poroshenko ha sostenuto l'inammissibilità delle elezioni locali convocate dai ribelli per il 18 ottobre e l'1 novembre nelle zone da loro controllate nel Donbass. Lo riferisce oggi la presidenza ucraina. Secondo Vladislav Deinego, capo negoziatore dell'autoproclamata repubblica di Lugans, le dichiarazioni di Poroshenko contravvengono agli accordi di Minsk-2

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23 luglio 2015

11:30 - L'Ucraina è interessata a rafforzare la cooperazione con la Nato nel settore della difesa anche sviluppando il programma di esercitazioni congiunte in modo da portare la preparazione dell'esercito ucraino "a un livello conforme ai migliori standard moderni". Lo riferisce la presidenza ucraina in una nota pubblicata ieri notte a proposito di un incontro a Kiev tra il capo di Stato ucraino Petro Poroshenko e il generale americano Philip Breedlove, comandante delle forze Nato in Europa.

10:00 - Il ministero della Cultura ucraino avrebbe inserito il noto attore francese Gerard Depardieu in una "lista nera" di 500 artisti stranieri che avrebbero rilasciato dichiarazioni "a sostegno della violazione dell'integrità territoriale e della sovranità dell'Ucraina". Lo riportano alcuni media locali, secondo cui nell'elenco - compilato in un momento in cui Kiev e Mosca sono ai ferri corti per il conflitto nel sud-est ucraino - comparirebbero anche il compositore serbo Goran Bregovic e l'attore americano Steven Seagul Stando al ministro della Cultura ucraino Viaceslav Kirilenko - citato dall'agenzia Tass - l'elenco "è stato mandato ai servizi di sicurezza che indagheranno su eventuali minacce all'integrità territoriale", e "solo dopo potrebbero essere imposte delle sanzioni" contro gli stranieri il cui nome compare nella 'black list'.

Alla testata online Ukrainska Pravda, il ministro ha spiegato che la lista dei 500 artisti potenzialmente "indesiderati" e' stata consegnata al suo dicastero due settimane fa dagli esponenti di alcune organizzazioni ucraine dopo una protesta davanti alla sede del ministero. In ogni caso, Kirilenko ha assicurato che - contrariamente a quanto scritto da alcuni media francesi - "non ci sono divieti alla proiezione dei film di Depardieu e non ce ne saranno neanche se saranno imposte delle sanzioni" contro l'attore. Depardieu è un estimatore di Vladimir Putin e due anni e mezzo fa ha ricevuto il passaporto russo dopo aver annunciato di rinunciare alla cittadinanza francese in polemica con la politica fiscale del suo Paese d'origine. L'attore potrebbe essersi attirato le ire di Kiev l'anno scorso, quando in un festival del cinema in Lettonia ha infilato l'ennesima gaffe dichiarando: "Amo sia la Russia che l'Ucraina, che fa parte della Russia"  

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23 giugno 2015 - Nell'est dell'Ucraina in queste ore si registra una recrudescenza della guerra.
Nelle ultime 24 ore un soldato di Kiev ha perso la vita e altri 12 sono rimasti feriti. Lo riferiscono fonti militari ucraine, secondo cui tra ieri e oggi i ribelli filorussi hanno attaccato 85 postazioni delle forze governative e infrastrutture civili.

"I guerriglieri - si legge in una nota pubblicata su Facebook - hanno utilizzato carri armati, lanciarazzi, cannoni da 122 e 152 millimetri, così come mortai da 122 millimetri". Il capo dell'amministrazione della regione di Lugansk nominato da Kiev, Gennadi Moskal, ha garantito che le milizie separatiste stanno provando a "distruggere le infrastrutture vitali del territorio controllato dall'Ucraina". "Non avevamo sofferto bombardamenti di questa entità da inizio anno", ha scritto Moskal sulla pagina web dell'amministrazione della regione di Lugansk.

Intanto, Ash Carter, segretario alla Difesa Usa, conferma: gli Stati Uniti inizieranno a posizionare carri armati, artiglieria e altri equipaggiamenti militari in Paesi del centro e dell'est Europa.  Carter, lo ha detto nel corso di una visita a Tallinn, in Estonia.

A ospitare gli equipaggiamenti difensivi saranno Estonia, Lituania e Lettonia, quindi Bulgaria, Romania e Polonia, a cui si aggiungerà anche la Germania.
La mossa, annunciata nei giorni scorsi ma non ancora confermata ufficialmente da Washington, ha già fatto innervosire Mosca.
Un ufficiale della difesa russo ha definito il posizionamento di armi pesanti e carri armati negli Stati della Nato al confine con la Russia come l'atto più aggressivo da parte degli Usa dalla fine della Guerra fredda.

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19 giugno 2015 - Il ministero degli Esteri russo ha annunciato che Mosca sta preparando un'iniziativa giudiziaria per rispondere alla decisione Ue di congelare gli assett russi in Europa per rappresaglia alla crisi ucraina.

18 giugno 2015 - Otto militari della compagnia ucraina "Tornado" sono stati arrestati nel Donbass perchè accusati di diversi reati, tra cui sequestro di persona, tortura e omicidio. Lo ha detto il ministro dell'Interno Arsen Avakov, secondo cui tra gli arrestati c'è il comandante dell'unita', Ruslan Onishchenko, e che la compagnia è stata sciolta.

Sul fronte delle sanzioni, invece, la Russia potrebbe rafforzare la sua risposta alle sanzioni imposte dall'Unione europea, se queste ultime fossero estese come annunciato. Lo ha dichiarato il consigliere economico del Cremlino, Andrei Belousov, dopo che ieri i governi europei hanno concordato di estendere le misure imposte nei confronti di Mosca in relazione alle sue azioni nella crisi in Ucraina.

È improbabile che la Russia introduca nuove sanzioni, in risposta alle decisioni sulle misure imposte dall'Ue a Mosca, mentre più probabilmente estenderà l'embargo sui prodotti alimentari, ha detto il ministro dell'Economia russo, Alexei Uluykayev, parlando all'agenzia stampa Ria.

17 giugno 2015 - Gli ambasciatori dei 28 Paesi dell'Unione europea hanno concordato di estendere fino al 31 gennaio 2016 le sanzioni economiche contro la Russia in scadenza a fine luglio. Lo ha riferito una fonte qualificata della presidenza lettone dell'Ue. La proroga di sei mesi dovrebbe consentire di valutare lo stato d'attuazione degli accordi di pace di Minsk per l'Ucraina firmati nel febbraio scorso e che scadono alla fine di dicembre.

L'accordo sarà formalizzato lunedì 22 giugno dai ministri degli Esteri dell'Ue a Lussemburgo, nel corso della loro riunione mensile. L'intesa raggiunta dagli ambasciatori sarà formalizzata senza ulteriori discussioni dai ministri, riferisce la fonte diplomatica. I leader Ue potrebbero tuttavia discutere la questione al vertice del 25-26 giugno. Intanto una nuova riunione dei ministri degli Esteri del cosiddetto "'Quartetto Normandia" (Ucraina, Russia, Francia e Germania) è stata fissata per il 23 giugno a Parigi, ha annunciato il ministero degli Esteri francese. Da Mosca giunge invece notizia di un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, e il collega tedesco Frank-Walter Steinmeier, durante il quale "è stata sottolineata l'importanza di fermare immediatamente i combattimenti nelle regioni sud-orientali ucraine, in particolare gli attacchi a colpi d'artiglieria contro le aree abitate dai civili"

12 giugno 2015 - Almeno 68 bambini sono stati uccisi e 180 feriti dal marzo dell'anno scorso a causa del conflitto nell'est dell'Ucraina, ha affermato l'Unicef oggi a Ginevra. Il Fondo dell'Onu per l'infanzia teme che i dati sulle vittime siano in realtà più alti poichè a causa del conflitto molte zone non sono accessibili, ha osservato il portavoce dell'Unicef Christophe Boulierac. Il portavoce ha aggiunto che benchè non si disponga di informazioni di bambini morti uccisi nell'ultima escalation del conflitto nei pressi della città di Marinka, all'ovest di Donetsk, vi sono resoconti di bambini feriti da armi pesanti.

5 giugno 2015 - "Gli accordi di Minsk sono la base fondamentale per rendere possibile una soluzione politica del conflitto" in Ucraina. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, difendendo gli accordi siglati fra il governo di Kiev e i separatisti filorussi nell'est del Paese. Stoltenberg, parlando in conferenza stampa a Oslo a fianco della premier Erna Solberg, ha ribadito "l'importanza di dare appoggio totale" agli accordi applicando il cessate il fuoco, il ritiro degli armamenti pesanti, l'accesso degli osservatori internazionali nele zone di conflitto.

I soldati ucraini hanno catturato ieri a Marinka 12 "sabotatori" che "hanno opposto resistenza armata" alle truppe ucraine, e tra loro c'è "un cittadino della Federazione russa". Lo ha affermato il presidente ucraino Petro Poroshenko in una conferenza stampa a Kiev. "La Russia - ha risposto a distanza il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov - "non ha soldati nell'est dell'Ucraina".
"Non ci sono le forze armate della Russia, come affermano tutto il tempo i nostri colleghi in Ucraina, Europa e a Washington", ha dichiarato Peskov.

Al prossimo summit del G7, in programma per domenica in Germania, si discuterà della proroga delle sanzioni contro la Russia. Lo hanno detto oggi fonti europee qualificate, secondo cui le sanzioni dovrebbero continuare per altri sei mesi dopodiché "ci riuniremo ancora per considerare il da farsi". Le misure, imposte contro Mosca per il suo intervento nella crisi ucraina, dovrebbero scadere il prossimo luglio.

3 giugno 2015

10:26 - Attivisti del gruppo estremista pro-Kiev 'Settore destro' (Pravi Sektor) hanno smantellato una statua di Lenin che sorgeva nel centro di Sloviansk, ex roccaforte dei separatisti filorussi adesso controllata dal governo ucraino. Ne dà notizia su Twitter il ministro dell'Interno di Kiev, Arsen Avakov, ostentando soddisfazione per l'iniziativa dei nazionalisti. "Diffondiamo la cultura tra le masse!", ha scritto Avakov riprendendo sarcasticamente un vecchio slogan sovietico e aggiungendo anche una faccina che fa l'occhiolino.

Su YouTube è stato pubblicato un video della rimozione del monumento, eseguita con un'autogru. Nel filmato la statua appare imbrattata di vernice rossa e con una bandiera ucraina attorno al collo. I nazionalisti della destra ucraina prendono di mira le statue di Lenin perchè considerano il padre dell'Urss un simbolo del dominio di Mosca.

8:30 - Una coppia di anziani coniugi di 67 e 64 anni è stata uccisa stamane da un proiettile di mortaio che ha colpito l'auto sulla quale viaggiavano nel sud-est ucraino tra i villaggi di Kapitanovo e Novoaktirka, a circa 20 chilometri dalla "linea di contatto" tra le truppe governative e i ribelli. Lo riferisce il governatore pro-Kiev della regione di Lugansk, Ghennadi Moskal, sul suo sito internet. Finora nel conflitto del Donbass hanno perso la vita almeno 6.400 persone.

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22 Maggio 2015 - Amnesty International ha pubblicato oggi un lungo documento relativo alla pratica della tortura nel conflitto in Ucraina orientale. 

In "Breaking Bodies: Torture and summary killings in eastern Ukraine" ci sono molte indicazioni sull'uso di violenze e altri tipi di abusi ai danni dei prigionieri da parte di entrambe le parti del conflitto in corso nel Donbass.

Amnesty ha raccolto le testimonianze di oltre 30 ex prigionieri, sia dei filo russi sia dell'esercito ucraino e delle milizie pro Kiev, ha spiegato John Dalhuisen, Europe and Central Asia Programme Director di Amnesty International.

Emerge una pratica quotidiana di pestaggi che arrivano alla rottura delle ossa, scariche elettriche, ma anche ferite da lama, privazione del sonno per giorni interi. E ancora prigionieri lasciati penzolare al soffitto, cure mediche urgenti negate, esecuzioni simulate.

Ore 13:00 - Hanno confessato ai rappresentanti dell'Osce i due soldati russi catturati dall'esercito ucraino a metà maggio. 

"Siamo membri dell'esercito russo - hanno detto e siamo in una missione di ricognizione". L'Osce lo ha comunicato in uno dei consueti rapporti di monitoraggio della situazione del conflitto in Ucraina.

I due militari russi - Alexander Alexandrov ed Evgeny Erofeyev - feriti, sono detenuti in un ospedale militare a Kyev.

Secondo Novaia Gazeta, l'unico giornale russo - per il quale lavorava Anna Politkovskaia - al quale è stato consentito di incontrare i due militari,  i due soldati  erano convinti di eseguire un ordine del loro comando russo.

Entrambi negano le accuse di terrorismo e sperano di essere riconosciuti come prigionieri di guerra.

Uno dei due, il capitano Ievgheni Ierofeiev, ha detto di essere amareggiato dalla situazione: "Siamo stati dimenticati, abbandonati, vogliono cancellarci", ha detto.

Il sergente Alexander Alexandrov, invece, secondo Novaia Gazeta, si sarebbe messo a piangere quando ha saputo che la moglie aveva sostenuto davanti alla tv russa che lui si era già congedato dall'esercito russo, confermando la versione ufficiale del Cremlino. E le ha mandato un messaggio, dicendo che la ama e spera di tornare presto.

Intanto la Russia continua a negare il coinvolgimento nel conflitto nell'est dell'Ucraina. E, attraverso il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall'agenzia di stampa Ria, dice che "Mosca sta facendo tutti i passi necessari per liberare i due cittadini russi catturati dall'Ucraina".

12:00 - L'Unione europea ha accordato un prestito da 1,8 miliardi di euro all'Ucraina.

Nell'ambito del vertice sul partenariato orientale a Riga, il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, il ministro delle Finanze ucraino Natalie Jaresko e la governatrice della Banca centrale ucraina Valeria Gontareva hanno siglato un accordo per il terzo programma europeo di assistenza macrofinanziaria a Kiev.
L'intesa stabilisce le condizioni alle quali l'Ucraina potrà beneficiare del finanziamento.

20 maggio 2015 - L'Ucraina sta combattendo "una vera guerra con la Russia". Lo ha detto il presidente ucraino Petro Poroshenko in un'intervista alla Bbc.

"Questa - ha dichiarato il capo di Stato, citato sul sito internet della tv - non è una lotta con i separatisti sostenuti dalla Russia, questa è una vera guerra con la Russia. Il fatto che abbiamo catturato soldati delle forze speciali russe ne è una prova evidente", ha aggiunto Poroshenko riferendosi alla cattura di due presunti militari russi nel Donbass nei giorni scorsi.

"Credo che stiano preparando un'offensiva e penso che dovremo essere pronti e non concedere loro la minima possibilità di provocazione", ha aggiuntoPoroshenko rispondendo a una domanda su una possibile offensiva da parte dei separatisti filorussi in estate.

Cfr: Ukraine crisis: President Poroshenko talks of 'real war' with Russia

Pronta la risposta russa: l'Ucraina non è in guerra con la Russia ma "con i suoi stessi cittadini, i cittadini dell'Ucraina" che "vengono bombardati e muoiono". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.

19 maggio 2015 - Il ministero della difesa russo ha ammesso la cattura da parte dell'esercito ucraino di due cittadini russi, Alexander Alexandrov ed Evgeny Erofeyev, nel Donbass.

I funzionari però dicono si tratti di "ex militari". Il che formalmente potrebbe essere vero e confermare però quanto detto dagli attivisti e oppositori di Putin: Mosca manda in congedo gli uomini delle sue forze armate prima di spedirli a combattere nell'Est dell'Ucraina con i ribelli filorussi.

Igor Konashenkov, portavoce del ministero, ha dichiarato che Alexandrov e Erofeyev "non erano in servizio al momento della loro cattura il 17 maggio". Il portavoce ha poi ammesso che i due avevano servito "in una delle unità militari russe e hanno un addestramento militare".

In Ucraina però dicono che i due cittadini russi avrebbero confessato di far parte delle forze speciali dei servizi segreti militari esteri russi (Gru) di stanza a Togliatti, nel sud del Paese.
Nel video girato dai militari che li hanno catturati, i due, feriti, si identificano anche con i gradi, raccontando che la loro divisione è in Ucraina dai primi dell'anno.

Il video è stato diffuso anche dalla tv indipendente russa Dozhd, anche se non ne è stata confermata l'autenticità da nessuna fonte indipendente.

Valentyn Nalyvaichenko, capo del servizio di sicurezza ucraina, ha detto che i due saranno processati per "atti di terrorismo". Il consigliere del ministero degli Esteri ucraino, Anton Gerashenko, ha ipotizzato che, dopo il processo, Alexandrov e Erofeyev possano essere scambiati con la top gun ucraina Nadia Savchenko, in carcere da mesi a Mosca, e ritenuta da Kiev una prigioniera politica.
L'ipotesi è stata smentita dai vertici militari ucraini, mentre il quotidiano Kommersant, citando sue fonti, ha scritto oggi che la Russia sta "cercando per tutti i canali una via d'uscita a questa situazione".

18 maggio 2015 - L'esercito dell'Ucraina ha annunciato di avere catturato due soldati russi durante i combattimenti contro i separatisti filorussi nell'est del Paese. 

In un video, che sarebbe nelle mani dei militari di Kiev, uno dei due afferma di far parte di una missione di spionaggio delle forze speciali di Mosca.
Il soldato, ferito, nel video afferma di essere un sergente del reparto speciale 'spetsnaz' proveniente dalla città russa di Togliatti e di far parte di un gruppo di 14 uomini attivi vicino a Luhansk.

Al momento non è possibile stabilire l'autenticità del filmato, ma un'eventuale conferma dell'appartenenza del soldato alle forze russe confermerebbe le accuse di Kiev a Mosca sul coinvolgimento diretto della Russia nel conflitto in Ucraina orientale.
Sulla questione, proprio la scorsa settimana era stato pubblicato un dossier al quale aveva lavorato Boris Nemtsov, e nel quale vengono riportate testimonianze di soldati russi inviati in Ucraina.

Il Cremlino, che in passato ha ammesso che dei "volontari" potrebbero trovarsi in Ucraina per combattere con i filorussi, dopo la diffusione del video ha nuovamente negato di avere inviato soldati nel Paese. L'esercito ucraino aveva annunciato ieri di avere catturato due soldati russi durante una battaglia con i separatisti a Shchastya, vicino a Luhansk, in cui è morto un militare di Kiev.



12 maggio 2015 Tre soldati ucraini sono stati uccisi e uno è rimasto ferito nelle ultime 24 ore nel Donbass nonostante la fragile tregua sancita dagli accordi di Minsk di febbraio. Lo riferisce il portavoce delle forze armate governative, Andrii Lisenko. Prima il ministro degli Esteri di Kiev Pavlo Klimkin aveva denunciato la morte ieri di almeno tre ucraini.

Nel frattempo il Parlamento ucraino ha approvato in prima lettura un progetto di legge per consentire ai cittadini stranieri di arruolarsi nelle file delle truppe governative di Kiev come militari di truppa o ufficiali inferiori. Le forze armate ucraine sono impegnate in un conflitto nel Donbass contro i separatisti filorussi in cui hanno finora perso la vita almeno 6.100 persone. Degli stranieri hanno già combattuto nei battaglioni di volontari pro-Kiev, spesso composti da nazionalisti.

Mappa guerra Ucraina orientale La mappa con la linea del conflitto nell'Ucraina orientale ad aprile 2015. Credits: The New York Review of Books

11 maggio 2015 La Nato: preoccupati per la costante attività militare russa in Ucraina

Mentre le diplomazie attendono l'esito dei colloqui fra il segretario di Stato Usa, John Kerry e il presidente russo Putin e il suo ministro degli esteri Lavrov, previsti per domani 12 maggio a Sochi, parole d'allarme sulla situazione ucraina arrivano dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Esprime la "forte inquietudine" dell'Alleanza per la "costante espansione militare" della Russia "tanto al confine" quanto "all'interno stesso dell'Ucraina orientale", in appoggio ai ribelli separatisti. In una conferenza stampa a Bruxelles, l'ex premier norvegese ha lamentato che questo sostegno costituisce una "violazione degli accordi di Minsk 2" per il cessate il fuoco entrato in vigore a metà febbraio.

"Nelle ultime settimane, negli ultimi mesi", ha denunciato Stoltenberg, "abbiamo osservato un sostegno russo continuo ai secessionisti", concretatosi in un "flusso regolare di armi pesanti, mezzi corazzati, pezzi di artiglieria, munizioni, sistemi sofisticati di contraerea", come pure con la fornitura di "addestramento diffuso" agli insorti, che ora dispongono "delle capacità, del potenziale per lanciare nuovi attacchi", per di più "con un preavviso minimo".

10 maggio 2015 Soldati russi inviati in Ucraina che lasciano l'esercito per non dover combattere

Reuters ha pubblicato ieri un reportage, firmato da Maria Tsetkova, nel quale vengono riferite le testimonianze  di cinque soldati dell'esercito regolare russo che hanno combattuto nel Donbass, due dei quali hanno anche lasciato i ranghi per non andare a combattere in Ucraina.
Un altro invece racconta di essere stato inviato nella Russia meridonale per esercitazioni, salvo poi ritrovarsi in un convoglio blindato della divisione Kantemirovskaya, inviato oltre il confine ucraino.

6 maggio 2015 - Nuovi scontri nell'est dell'Ucraina nonostante l'incontro del gruppo di contatto di oggi a Minsk. "La situazione nella zona di conflitto è peggiorata", spiega il portavoce dell'esercito ucraino Andriy Lysenko, secondo il quale cinque soldati governativi sono morti nelle ultime 24 ore nei combattimenti con i ribelli filo-russi.
Dal canto loro i militanti pro-Mosca riferiscono che l'esercito di Kiev ha colpito le loro postazioni 60 volte.
Oggi si tiene un incontro tra rappresentanti di Ucraina, Russia e Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) a Minsk, capitale della Bielorussia, per valutare lo status del rispetto degli accordi e cercare di mettere fine alle violenze in corso.

Per l'Osce presente Heidi Tagliavini, per l'Ucraina l'ex presidente Leonid Kuchma, per la Russia Azamat Kulmukhametov. Ai colloqui prendono parte anche i rappresentanti delle repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk, Denis Pushilin e Vladislav Deynego. L'incontro a porte chiuse si tiene al President Hotel nel centro di Minsk.

Intanto il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni oggi era in visita a Kiev. Gentiloni ribadisce la delicatezza della situazione nell'est dell'Ucraina con la tregua sempre più fragile.
Gentiloni ha portato al governo di Kiev "il sostegno italiano all'integrità territoriale dell'Ucraina", ma ha chiesto il rispetto degli accordi: il cessate il fuoco innanzitutto, ma anche le riforme istituzionali, anche se difficili, ovvero uno 'Statuto Speciale delle regioni del Donbass', magari sulla scorta del modello del Sud Tirolo, in Trentino Alto Adige, e anche quelle economiche, che possano stabilizzare il Paese.

5 maggio 2015 - In un lungo articolo pubblicato dalla New York Review of Books, 7 maggio 2015, Tim Judah (@timjudah1) prova ad analizzare i possibili sviluppi del conflitto nell'Ucraina orientale.

In sostanza, l'autore - che è anche corrispondente dell'Economist - sostiene che molto probabilmente la tregua firmata a Minsk in febbraio verrà presto accantonata e il conflitto riprenderà. "I soldati in entrambi i campi sono tutt'altro che stanchi della guerra".

Tre i possibili sviluppi nel caso la guerra dovesse davvero riprendere.
Il primo è che i filorussi guadagnino molto terreno verso nord, verso ovest e verso sud: in questo caso molto dipenderà dall'entità del sostegno da parte dell'esercito russo.
Il secondo scenario vede gli ucraini che riconquistano molto dei territori ora nelle mani dei nemici: ma questo può avvenire solo se Putin decide di abbandonare i ribelli.
Il terzo - il più probabile, vede una ripresa del conflitto ma in una sostanziale parità fra i due schieramenti: il che porterebbe a un congelamento del fronte, pur con piccoli e parziali spostamenti della linea.

Il pezzo di Judah, molto dettagliato e scritto percorrendo il paese e interpellando alcuni protagonisti, è un'ottima sintesi della situazione attuale e degli umori delle parti in causa, degli obiettivi dichiarati e di quelli, più realistici che hanno in mente, il tutto con un'attenta considerazione anche delle "narrazioni" delle rispettive parti.

4 maggio 2015 - Due soldati ucraini sono morti ed altri tre sono rimasti feriti in seguito all'esplosione di una mina vicino al villaggio di Yekaterinivka, nella regione orientale di Lugansk. Lo rende noto il capo dell'amministrazione regionale - filo Kiev - Ghennadi Moskal. La mina è esplosa dopo essere stata colpita da un veicolo militare di ricognizione.

I diritti umani calpestati nell'Ucraina orientale

17 aprile 2015 - Secondo l'Alto commissariato per i diritti umani dell'Onu sono almeno 6.116 i morti, militari e civili, nel conflitto in Ucraina, da aprile 2014. I feriti sono 15.474.

Soprattutto, ha detto oggi Ravina Shamdasani, la portavoce dell'organismo delle Nazioni unite, ci sono buoni motivi per temere una nuova escalation del conflitto armato.

Arrivano infatti rapporti relativi all'intensificarsi degli scontri a fuoco nei pressi dell'aeroporto di Donetsk e attorno al villaggio di Shyrokine, nella regione di Donetsk. In questi scontri sono impiegate anche armi pesanti, artiglieria e carri blindati, tutto in violazione degli accordi di Minsk.

In effetti, nei giorni scorsi sia i ribelli filorussi, sia i governativi di Kiev hanno denunciato morti fra le proprie truppe.

I civili continuano a pagare un prezzo durissimo. Nel solo 2015 sono circa 400 i morti civili causati dai bombardamenti indiscriminati di aree residenziali o dall'esplosione di mine antiuomo o proiettili inesplosi, sia nei territorio dei filorussi, sia in quelli leali al governo di Kiev.
Ma pesano sulla possibilità di godere dei diritti civili anche la diffusione delle armi, la mancanza di opportunità di lavoro, la difficoltà di accedere a cure mediche e di riabilitazione psicologica. Questo in particolare per gli oltre 20mila ex soldati. Un pesante impatto sulla vita della popolazione è anche causato dall'ansia costante dell'interruzione del cessate il fuoco.

L'Alto commissariato per i diritti umani ha anche sottolineato la preoccupazione per le recenti uccisioni a Kiev, di un ex parlamentare, Oleh Kalashnikov, e di due giornalisti, Oles Buzyna (un filorusso dichiarato) e Serhiy Sukhobok. "Sarebbe necessaria - si legge nel comunicato - un'azione di investigazione indipendente che faccia luce su questi omicidi.
A questo proposito, Ucraina e Russia si stanno scambiando accuse gravi sulle matrici di questi omicidi.
Il responsabile per i diritti umani del ministero degli Esteri russo, Konstantin Dolgov, ha detto oggi che le uccisioni del giornalista filorusso Oles Buzina e dell'ex deputato Oleg Kalashnikov dimostrano che "il terrore politico sta evidentemente crescendo in Ucraina, ed è accompagnato da una campagna stampa sfrenata contro chi osa esprimere il proprio giudizio in contrasto con la posizione ufficiale assunta dalle autorità".

10:20 - Sono arrivati in Ucraina i paracadutisti americani della 173a brigata aviotrasportata incaricati di addestrare i militari ucraini nella base di Iavoriv, nella regione occidentale di Leopoli. Lo scrive su Twitter l'ambasciatore Usa in Ucraina, Geoffrey Pyatt, subito ripreso dalle agenzie russe. A fine marzo il ministro dell'Interno di Kiev, Arsen Avakov, aveva annunciato che 290 soldati americani avrebbero addestrato 900 militari ucraini a partire dal 20 aprile.

14 aprile 2015

19:40 - Un giornalista dell'emittente televisiva russa Zvezda, Andrei Luniov, è finito su una mina nei dintorni del villaggio di Shirokine - nel sud-est ucraino - riportando ferite gravi alla testa e agli arti inferiori. Lo riferisce l'agenzia Interfax.

17:30 - Tensione nel Canale della Manica: dopo l'ingresso di tre navi della flotta russa, monitorate dalla Royal Navy, si sono alzati in volo jet britannici per intercettare due bombardieri di Mosca, vicini allo spazio aereo del Regno Unito.
Le tre navi russe, fra cui il cacciatorpediniere Severomorsk, classe Udaloy, sono controllate dalla fregata Hms Argyll della Royal Navy. Il ministero della Difesa di Mosca ha affermato che sono dirette nelle acque nord atlantiche per un'esercitazione anti-aerea e anti-sommergibile, ma Londra ha smentito, annunciando che "non risultano esercitazioni".

La Manica viene attraversata frequentemente - e in modo legittimo - dalla flotta russa ma la crisi ucraina ha indotto i Paesi della Nato ad alzare il livello d'allerta. Già lo scorso novembre Mosca aveva mostrato i muscoli all'Occidente inviando - ufficialmente per esercitazioni - quattro proprie unità nella Manica; anche allora a guidare la flottiglia era la grande nave Severomorsk.
Nel gennaio scorso, le autorità britanniche avevano convocato l'ambasciatore russo, dopo il sorvolo della Manica da parte di due bombardieri Tupolev Tu-95 che aveva costretto un aereo civile a cambiare rotta.

12:15 Nelle ultime 24 ore, sei soldati di Kiev sono stati uccisi nell'est dell'Ucraina, dove si sono riaccese le tensioni tra ribelli e truppe governative nonostante il cessate il fuoco concordato a febbraio. Lo ha riferito il portavoce militare, Andriy Lysenko, sottolineando che nelle ultime 24 ore le "gravi provocazioni" dei ribelli che hanno portato all'uccisione di sei soldati e al ferimento di alri 12. Queste vittime si vanno aggiungere al soldato ucraino ucciso e un altro ferito nei combattimenti dell'ultimo fine settimana, mentre i separatisti hanno riferito il ferimento di quattro civili.

Ore 8:00 -Intanto ieri Kiev ha accusato i separatisti filo russi di aver usato quelle armi pesanti, per uccidere 1 soldato ucraino e ferirne altri 6.

Secondo 'Minsk 2' le armi di calibro maggiore di 100 mm, inclusa l'artiglieria pesante, mortai e batterie lancia razzi, sarebbero già dovute essere rimosse dalla linea del fronte. Kiev invece sostiene che le armi impiegate nell'attacco di ieri sono proiettili di calibro compreso tra 120 e 122 mm.
Dal fronte opposto, i sepratisti accusano le truppe di Kiev di aver usato carri armati per colpire le loro posizioni
In totale dall'inizio del conflitto nel bacino ucraino del Donbass (dove si trovano le regioni di Donetsk e Lugansk), iniziato un anno fa, si contano 6.000 morti.

13 aprile 2015

Ore 23:30 - I ministri degli Esteri di Germania, Francia, Russia e Ucraina hanno concordato sulla necessità di "procedere con il ritiro non solo delle armi pesanti ma di includere anche altre categorie di armi", includendo i carri armati, dalle regioni separatiste di Donetsk e Lugansk. I carri armati erano infatti rimasti fuori, in questa fase, dall'accordo di cessate il fuoco raggiunto a 'Minsk II' a febbraio.

Lo ha reso noto il capo della diplomazia tedesca, Frank-Walter Steinmeier, al termine del summit nel cosiddetto 'formato Normandia', aggiungendo che "nulla è facile nella crisi Ucraina ma questa non è una novità. Anche nei colloqui di oggi le divergenze d'opinione tra Kiev e Mosca sono emerse in tutta la loro nitidezza".

7 aprile 2015

12:00 - "Mosca crede che gli accordi di Minsk non siano ancora stati completamente attuati da parte di Kiev": lo ha detto Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, citato dalla Tass. "La situazione non richiede alcun commento: basta dare un'occhiata alle previsioni degli accordi firmati e confrontarle con il modo in cui le cose procedono o, meglio, non procedono, in contrasto con gli impegni presi dalla parte ucraina", ha sottolineato.

10:00 - Esplosione nella notte nel centro di Kharkiv, città dell'Ucraina orientale controllata da Kiev: un ordigno è deflagrato alle 03.40 locali davanti ad un obelisco con la bandiera Ucraina senza causare vittime ma mandando in frantumi i vetri degli edifici circostanti. Negli ultimi mesi Kharkiv è stata più volte teatro di esplosioni analoghe.

6 aprile 2015

14:30 - La crisi ucraina e il ruolo "attivo" della Russia nella parte orientale del paese avranno effetto, come noto, anche sulla partecipazione dei capi di stato dell'Unione Europea alle celebrazioni a Mosca per il settantesimo anniversario della vittoria sul nazismo.
Il presidente della Cecoslovacchia, Milos Zeman, andrà a Mosca, insieme alle autorità greche e di Cipro, e questo gli ha provocato le critiche di Andrew Schapiro, ambasciatore Usa a Praga. Per tutta risposta, Zeman, ha detto che Schapiro non è gradito al Castello di Praga, residenza del presidente.

10:00 - "L'ucraino è e sarà l'unica lingua di stato in Ucraina": lo ha affermato il presidente ucraino, Petro Poroshenko, nel suo primo incontro con la commissione costituzionale. Uno dei problemi sorti con le regioni orientali rivendicate dai separatisti filorussi riguardava proprio l'uso anche del russo come lingua di stato. 

8:30 - L'esplosione di una mina ha ucciso due soldati ucraini alla periferia di Shyrokyne, nella regione di Donetsk. Ferito un terzo militar che si trovava assieme alle vittime sul fuoristrada investito dallo scoppio. Lo ha riferito il protavoce presidenziale ucraino per le operazione anti terrorisno, Oleksandr Motuzianyk. I tre soldati coinvolti prestavano servizio in un battaglio di fanteria motorizzata. Il ferito è stato ricoverato in un ospedale di Mariupol.


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