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Russiagate: come Trump ha difeso Donald Jr

Concordato un comunicato trasparente sull'incontro con l'avvocatessa del Cremlino, il Tycoon lo corresse puntando sull'adozione di bambini russi

Fuori Scaramucci, la Casa Bianca tenta di voltare pagina sperando sulla nuova gestione del generale John Kelly, nuovo capo di gabinetto, e invece viene messa di nuovo alla prova con l’ennesima pezza sul caso Russiagate.

Qui, gli attori sono sempre gli stessi, ma cambia un po' il copione. In sostanza, la novità consiste nel fatto che sull’incontro tra Donald Jr e la legale russa fu proprio il presidente a dettare quella che sarebbe poi stata la versione ufficiale dei fatti. Ovvero, nel comunicato si spiegava, falsamente, che la riunione tenuta tra il figlio maggiore e l'avvocatessa l'argomento campagna presidenziale non era stato toccato, e che la conversazione avava riguardato l’adozione di bambini russi.

I fatti

Il presidente “non dettò, ma intervenne come farebbe qualsiasi padre per il figlio", la Casa Bianca spiega così quanto riferito dal Washington Post, secondo cui dietro alle dichiarazioni rilasciate da Don jr, sull’incontro avuto nel giugno del 2016 con Natalia Veselnitskaya, ci sarebbe l’ingerenza diretta del presidente Donald Trump che, a bordo dell'Air Force One di ritorno dalla Germania l'8 luglio, aiutò nella stesura del comunicato incriminato.

Chi c’era all’incontro con l’avvocatessa

In realtà all’incontro erano presenti oltre a Trump jr. anche il cognato Jared Kushner, marito di Ivanka Trump e consigliere speciale, e Paul Manafort, all’epoca a capo della campagna.

Cosa rivela il Washington Post

Per il quotidiano americano a margine del G20 i consiglieri del presidente discussero su come rispondere alle rivelazioni che, una volta uscite e pubblicate, potessero nuocere all’amministrazione.

La stesura del comunicato

A scrivere la prima stesura del comunicato furono Ivanka e il marito. Sempre secondo il Washington Post risulta collaboratori e consiglieri del presidente avevano fin da subito concordato di reagire in maniera trasparente e veritiera per evitare problemi successivi dal punto di vista legale.

Poi però la versione definitiva, inviata al New York Times, fu corretta da Donald Trump (padre) che ne stravolse il contenuto. Nella nota del presidente Donald jr dichiarava infatti che nell’incontro con l’avvocatessa russa l’argomento principale, appunto, era stato “un programma legato alle adozioni” non toccando mai il tema relativo alla campagna elettorale.

Dichiarazione che, come noto, si è poi rivelata fuorviante alla luce di successivi chiarimenti e ammissioni.

L'intervento del presidente

Con l'intervento del presidente la linea cambiò. Così quella dettata - letteralmente - dal tycoon fu la prima reazione ufficiale allo scoop del New York Times che rese noto l'incontro alla Trump Tower con Natalia Veselnitskaya. Reazione però poi rettificata e da Donald Jr in persona, sia nella diffusione dello scambio di mail in preparazione di quell'incontro sia in una intervista-verità concessa a Fox, per spiegare.

E soprattutto dalle mail emergeva, nero su bianco, che a motivare l'incontro fu la possibilità che l'avvocatessa, di cui si indicavano legami con il Cremlino, fosse in possesso di materiale leviso per l'allora candidata e rivale Hillary Clinton. Che nella vicenda ci sia la pistola fumante per le accuse di collusione con la Russia come qualcuno dall'opposizione sostiene è tutto da provare, resta però quell'intervento diretto del presidente che non si può liquidare come la prova del tratto decisionista del tycoon.

La dichiarazione di Donald Jr

Donald Jr ha ripetuto a più riprese di non aver informato il padre dell'incontro perché non era emerso nulla di interessante, con "non c'era nulla da dire". Ha detto di essere disposto a ripeterlo agli inquirenti, però poi l'audizione alla commissione Giustizia del Senato che doveva essere pubblica, prima è diventata una testimonianza a porte chiuse e poi è stata rinviata.

Inoltre ci sono le dichiarazioni dei legali di Donald Trump, l'avvocato Jay Sekulow in particolare, il quale nei giorni scorsi aveva affermato che il presidente non aveva avuto nulla a che fare con quel comunicato. Trump da parte sua si limita a un tweet di protesta contro i Fake Media, ribadendo che non intende rinunciare ai social media, "Unico modo per me di diffondere la verita'!".

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