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Esteri

Lulo Benitez, dice addio al calcio per salvare il nipotino

Niente più partite per il giocatore della serie C, l'eroe argentino che ha donato parte del suo fegato al figlio malato della sorella

Che cosa fa di una persona qualsiasi un campione? Se si guarda al significato della parola, campione è l’atleta vincitore, è colui che eccelle su tutti gli altri, un leader nel suo settore.

Ecco, se anche  Alejandro "Lulo" Benitez, giocatore della serie C argentina, durante la sua carriera non ha primeggiato sul campo, di sicuro lo ha fatto diventando un campione di generosità e rendendosi protagonista di una storia commovente.

La storia

Per salvare la vita del nipote Milo di 9 mesi ha deciso di donargli il fegato ma, proprio per questo motivo, Lulo ha dovuto lasciare il calcio.

Benitez, ha 30 anni ma è considerato un attaccante storico del Club Central Larroque, una squadra della provincia di Entre Rìos che milita nella terza serie argentina.

Secondo i medici dopo il difficile intervento chirurgico al fegato, e l’altrettanto lungo recupero necessario, Benitez non sarebbe più stato in grado entrare in campo da professionista, di reggere a un allenamento o a una partita. L’operazione Benitez è durata circa sette ore, mentre quella di Milo, dodici.

La malattia del nipotino

E così ha rinunciato per amore alla passione più grande della sua vita. Milo, il figlio della sorella Natalia, aveva urgente bisogno di un trapianto di fegato a causa di una ostruzione biliare. Il piccolo sarebbe morto se non avesse ricevuto un trapianto nel giro di pochi giorni. Ovvero, l’impianto di una parte di fegato adulto per rimpiazzare il suo. E non c’erano altri donatori: la madre non poteva sottoporsi a una nuova operazione, dopo averne subita una di recente al cuore, e il padre non era incompatibile.


L’unione della famiglia Benitez

In Argentina è un "héroe". Lo chiamano "gran ìdolo", un uomo con un "enorme corazon." Ma lui di sé, dice: "Per me la prima cosa era la salvezza di mio nipote e non m'importava nient'altro che mio nipote". Questo ha raccontato Benìtez al quotidiano Diario El Argentino de Gualeguaychú spiegando che "siamo tre fratelli e formiamo una famiglia molto unita". "Quando ho visto Milo sorridere dopo l’operazione, è stato più bello che segnare il gol più importante della mia carriera".

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