Un gigantesco incendio nella notte tra il 13 e il 14 giugno ha avvolto la Grenfell Tower a Londra, un edificio degli anni '70 che ospitava numerose famiglie della classe media e della classe operaia. Le fiamme hanno attaccato tutti i 24 piani: circa 200 i vigili del fuoco accorsi per lo spegnimento e per le operazioni di soccorso ed evacuazione.

Sono 79 tra morti accertati e dispersi le vittime. Tra queste anche i due italiani inizialmente dati per dispersi, la giovane coppia veneta, Marco Gottardi e Gloria Trevisan. La polizia teme però che i morti saranno di più rispetto ai 79 del bilancio attuale. Il 23 giugno è resa pubblica la causa del rogo: il cattivo funzionamento di un frigo-congelatore, com'era stato subito ipotizzato da alcuni condomini.


Le cause dell'incendio

A lungo non è stata resa pubblica alcuna ipotesi ufficiale sulle cause dell'incendio. Esclusi, comunque, il dolo e il terrorismo. Le fiamme sono divampate all'una di notte ora locale (le 2 in Italia) del 14 giugno in uno dei piani più bassi. Alcuni inquilini avevano raccontato sin da subito di aver sentito un abitante dell'edificio che diceva che era stato il suo frigorifero all'origine del rogo. 

Il 23 giugno arriva la conferma della polizia: l'incendio è partito da un frigo-congelatore difettoso. Si tratta del modello Hotpoint FF175BP, che non è soggetto a richiamo e su cui i produttori stanno svolgendo ulteriori test. Scotland Yard ha aggiunto che l'isolamento esterno del grattacielo non rispondeva alle norme di sicurezza e che, nell'ambito delle indagini, come reato si sta valutando l'ipotesi dell'omicidio colposo. I test effettuati sono stati su "piccola scala" ma "tegole e isolamento non hanno superato alcun test di sicurezza". 

Il rivestimento del grattacielo era finito sotto accusa sin dalle prime ricostruzioni: i pannelli isolanti, applicati con la ristrutturazione del 2015, non sarebbero del tutto ignifughi e avrebbero causato la rapida propagazione delle fiamme su tutti i lati del palazzo e fino ai piani più alti.    

Il minuto di silenzio

Lunedì 19 giugno alle ore 11 (le 12 in Italia) è stato rispettato un minuto di silenzio in tutto il Regno Unito in segno di lutto. Pompieri e volontari si sono fermati vicino alla torre.

 

La visita della regina Elisabetta

La regina Elisabetta, che già aveva esaltato il coraggio dei pompieri, il 16 giugno insieme al principe William si è recata nella zona della Grenfell Tower per incontrare le persone coinvolte nell'incendio e i tanti volontari che lavorano in un centro di assistenza ricavato nel Westway Sports Centre. 

La premier Theresa May ha invece visitato in ospedale alcuni dei feriti. Il giorno precedente si era invece recata sul luogo del rogo ma non aveva incontrato gli inquilini superstiti e la comunità locale, suscitando polemiche. 

 

Dove si trova e com'è composta la Grenfell Tower

Il grattacielo si trova nella zona ovest di Londra, a North Kensington, all'altezza di Lancaster Road, ai margini di una delle zone più ricche della capitale. Un rogo "senza precedenti", l'ha definito la London Fire Commissioner Dany Cotton, che nei suoi 29 anni di carriera nei vigili del fuoco non ha mai visto qualcosa di simile.  

Il condomonio ospita approssimativamente 450-500 persone, anche se non si sa quante fossero in casa al momento della tragedia. Al suo interno 120 appartamenti. 

Costruito nel 1974, è un esempio di edilizia popolare britannica tipica degli anni Sessanta e Settanta. Al suo interno ci sono famiglie che non si possono permettere gli affitti inarrivabili dei quartieri più a sud, molti stranieri.

La triste profezia del comitato del condominio

Da tempo gli inquilini protestavano per le cattive condizioni di sicurezza. Era stato anche creato un comitato, il Grenfell Action Group, che ha denunciato le forti carenze e il fatto che anche lavori recenti non avevano migliorato la situazione.

L'associazione aveva paventato a novembre che "solo un evento catastrofico" potesse smuovere le acque e lamenta ora di aver trovato "orecchie sorde". Il dito era stato puntato contro la disponibilità di un solo ingresso, a causa dell'avvio di lavori di riqualificazione dello stabile, e contro la presenza di rivestimenti in plastica considerati pericolosi e infiammabili.

Due italiani tra le vittime

All'interno della Grenfell Tower abitavano anche alcune famiglie italiane. 

All'inizio dati per dispersi, ma con poche speranza da parte dei famigliari, tra le vittime ci sono anche due italiani, due giovani veneti. Si tratta di Marco Gottardi e della sua fidanzata Gloria Trevisan, una coppia di architetti, 28 anni lui, 27 lei, che si trovava nella capitale britannica da tre mesi per ragioni di lavoro. I due giovani abitavano al 23° piano dell'edificio andato in fiamme.

Drammatico il racconto fatto dal papà di Marco, Giannino Gottardi, all'Ansa, poco dopo l'incendio: "Siamo stati al telefono con i ragazzi fino all'ultimo istante, poi ci hanno detto che l'appartamento era invaso dal fumo e le comunicazioni si sono interrotte. Speriamo solo in un miracolo...".

Al telefono i due ragazzi hanno raccontato ai genitori in una sorta di diretta disperata la paura per le fiamme che si avvicinavano, e li hanno salutati per l'ultima volta. "Ho sentito la registrazione della telefonata di Gloria alla mamma. Le dice grazie per quello che ha fatto per lei. Stavano dandosi un addio", aveva spiegato ancora l'avvocato Maria Cristina Sandrin. 

Marco Gottardi e Gloria Trevisan

Marco Gottardi e Gloria Trevisan in una foto tratta dal profilo instagram di Gloria. – Credits: Instagram

Le drammatiche testimonianze

Testimoni raccontano di aver visto alcuni residenti di Grenfell Tower saltare dalla finestra per sfuggire alle fiamme

"Sono state le grida della gente a salvarmi, non l'allarme anti-incendio, che non ha funzionato": queste le parole di Paul Munakr, uno dei residenti del palazzo ai microfoni della Bbc. Il superstite viveva al settimo piano ed riuscito a uscire scappando per le scale.

Jody Martin, un residente della zona, ha riferito all'Independent di essere accorso tra i primi e di aver tentato di entrare all'interno, cosa impossibile a causa del denso fumo che bloccava corridoi e scale. "Ho visto una persona che cadeva dalla finestra e una madre che teneva il figlio sospeso nel vuoto", ha raccontato. "Chi si sporgeva dalla finestra raccontava di non riuscire ad uscire a causa del fumo".

Sempre alla Bbc ecco la testimonianza di Tamara: "Si sentiva gente gridare: 'aiutatemi, aiutatemi'. E gente che lanciava i propri bambini urlando, 'Salvate i miei figli'", nonostante i pompieri "dicessero di stare fermi e che sarebbe arrivati loro a prenderli".

Un bambino sarebbe stato salvato proprio dopo essere stato lanciato nel vuoto da una finestra per permettergli di sfuggire alle fiamme. Secondo quanto riferiscono i testimoni una donna, presumibilmente la madre, si è affacciata dal "nono o dal decimo piano" avvertendo che stava per lanciare il piccolo. Un uomo si è posto sotto la finestra, riuscendo a prenderlo al volo.

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