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Iraq: Nimrud, l'Isis distrugge il sito archeologico

I miliziani attaccano con i bulldozer il luogo degli scavi della città assira, capitale dell'impero di Assurbanipal II

I miliziani dell'Isis hanno raso al suolo con i bulldozer il sito archeologico di Nimrud, nei pressi di Mosul, città roccaforte del Califfato islamico in Iraq.

La notizia dello scempio è stata diffusa dal ministero del Turismo e delle Antichità irachene con un post sulla sua pagina Facebook.
Non ci sono dettagli sull'estensione dei danni, ma si afferma che l'Isis continua "a sfidare la volontà del mondo e i sentimenti dell'umanità".


 

Nimrud, la biblica Calah, è un sito assiro che si trova a sud di Mosul, seconda città irachena, sulle sponde del Tigri, identificata come l'antica Ninive, sotto il contro dei miliziani dal giugno scorso.

Nimrud fu fondata dal re Shalmaneser (1274-1245 avanti Cristo) e divenne capitale dell'impero assiro sotto Assurbanipal II (883-859 avanti Cristo) arrivando ad avere 100.000 abitanti. I primi scavi risalgono al 1845 e proseguirono fino al 1873.

Ripresero poi nel 1949 e andarono avanti fino alla metà degli anni '70 portando alla luce resti del palazzo reale, basamenti, sculture, statue.

In eccellente stato di conservazione fu quindi trovata una statua di Assurbanipal II ed enormi sculture alate con la testa di uomo e il corpo di animale oltre oggetti di avorio. Ebbe fortuna anche il cosiddetto "tesoro di Nimrud", composto da 613 pezzi di gioielli d'oro e pietre preziose "sopravvissute" al saccheggio seguito all'offensiva americana contro Baghdad nel 2003, durante la seconda guerra del Golfo, grazie al fatto di essere conservato nel caveau della Banca centrale della capitale irachena.

La distruzione dell'antica capitale assira Nimrud da parte dei militanti dell'Isis "costituisce un crimine di guerra". Lo ha detto la direttrice generale dell'Unesco, Irina Bokova, che fa "appello a tutti i responsabili politici e religiosi della regione a sollevarsi contro questa barbarie". 

L'Isis considera le statue di Nimrud "falsi idoli". Secondo il governo iracheno, i camion potrebbero essere stati usati dai miliziani anche per portar via i reperti. Impossibile comunque, almeno finora, misurare l'entità del danno.
Molti artefatti erano stati già portati nei musei di Baghdad, ma altri rimanevano sul posto; e anche se alcuni erano solo repliche, altri erano di inestimabile valore. Secondo un esponente della comunità assiro-cristiana, Yonadam Kanna, la distruzione di Nimrud potrebbe anche essere stato il tentativo di coprire il fatto che i miliziani avevano già saccheggiato il sito e trafugato i reperti.

Il ministero del turismo e delle antichità irachene ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di riunirsi e discutere come proteggere la ricchezza culturale irachena.

All'inizio di quest'anno gli uomini di Abubakr al Baghdadi avevano annunciato l'intenzione di distruggere i reperti archeologici con la motivazione che secondo loro offendevano l'Islam.

E il 26 febbraio erano arrivate, con un video di cinque minuti, le immagini della devastazione del museo di Mosul, della distruzione di statue e manufatti.

(ANSA-AP).

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