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Esteri

Iran, ombre sull'accordo nucleare

Il capo negoziatore di Teheran a Losanna, a poche ore dalla scadenza per la firma dell'intesa con i 5+1, dice che il suo paese non intende trasferire in Russia l'uranio arricchito

Mancano ormai poche ore alla scadenza del 31 marzo, data fissata per raggiungere un accordo quadro sul nucleare dell'Iran, fra Teheran e i cosiddetti 5+1.

Questa mattina, nella prima sessione plenaria, il segretario di Stato Usa, John Kerry, i ministri degli Esteri di Germania, Frank-Walter Steinmeier, Francia, Laurent Fabius, Gran Bretagna, Philip Hammond, Russia, Serghei Lavrov, Cina, Wang Yi, oltre all'alto rappresentante della politica estera dell'Ue, Federica Mogherini tenteranno di completare il complicato puzzle dell'intesa con il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif.

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L'uranio arricchito all'estero
Il capo negoziatore iraniano, Abbas Araqchi, parlando ieri con i media del proprio paese, ha - secondo France-Presse - però escluso che Teheran possa accettare di immagazzinare le sue scorte di uranio arricchito all'estero, come richiesto dagli occidentali, definendo l'accordo "complesso" ma comunque "fattibile".

"L'invio all'estero di uranio arricchito non è nel nostro programma: questo è fuori questione", ha affermato riferendosi alla possibiltà, prevista in precedenza, di trasferirlo in Russia.

"Siamo qui perché crediamo che un accordo si possa raggiungere ma deve essere un'intesa che porta l'atomica fuori dalla portata dell'Iran. Su questo non ci può essere compromesso", ha puntualizzato Hammond, l'ultimo dei ministri dei 5+1 ad arrivare ieri sera a Losanna.

Soluzioni alternative
Secondo il New York Times, anche gli esponenti diplomatici e tecnici occidentali presenti a Losanna hanno confermato la ritrosia dell'Iran nell'accettare il trasferimento dell'uranio arricchito all'estero. Anche se, sottolineano gli esperti, si possono trovare modi differenti per trattare il materiale. Il più probabile prevede una sua trasformazione in forma più diluita, in modo che il processo di arricchimento per uso militare sia molto più lungo, o forse, addirittura impossibile.

Comunque, la presa di posizione iraniana potrebbe rappresentare un ostacolo al raggiungimento dell'intesa, in un momento decisivo. E la prospettiva di lasciare in Iran grandi quantità di combustibile nucleare, in qualsiasi forma, rischia di offrire agli oppositori di Obama al Congresso, a Israele e ad alcuni paesi arabi sunniti, primo fra tutti l'Arabia Saudita, un argomento forte alla loro politica che fa di tutto per sabotare gli accordi di Losanna.

Netanyahu insiste: accordo pericoloso
Mentre i negoziatori lottano contro il tempo, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha denunciato il profilarsi di un "pericoloso accordo" che conferma "tutte le preoccupazioni israeliane" e che, ha avvertito, "sarà anche peggiore di quanto Israele ha finora temuto".

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