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L'Imperatore giapponese pronto ad abdicare - Il discorso

Preoccupato per le sue condizioni di salute, Akihito si presenta in tv e alla nazione dice: "Potrei avere difficoltà a esercitare le mie funzioni"

Akihito-imperatore-giappone

L'imperatore giapponese Akihito mentre parla alla nazione del Palazzo imperiale di Tokyo - 7 agosto 2016 – Credits: EPA/IMPERIAL HOUSEHOLD AGENCY

L'imperatore giapponese Akihito ha manifestato la disponibilità ad abdicare data la sua età. Lo afferma lo stesso sovrano giapponese in un rarissimo e atteso video messaggio alla nazione, il secondo dopo il "richiamo all'unità" seguito al devastante sisma/tsunami dell'11 marzo 2011, alla base della crisi nucleare di Fukushima.

In un messaggio di 10 minuti che ha di fatto bloccato il Paese, Akihito, 82 anni, esprime i timori sulle difficoltà future nell'esercizio delle funzioni imperiali nel caso si verifichi una situazione di incapacità con pesanti e negativi effetti sulla società. E lo fa senza mai menzionare direttamente l'abdicazione, guardandosi bene dall'assumere un ruolo politico, inadatto al ruolo di garante e in assenza di una normativa specifica che la disciplini nell'ordinamento nipponico.

"Riflettendo l'attuale stato dei doveri pubblici dell'imperatore, la sua età e il peso dei suoi impegni, dobbiamo considerare cosa è possibile fare": è il breve commento del premier giapponese Shinzo Abe.

Ma ecco il discrso di Akihito che ha commosso il giappone con la traduzione.

"Se penso che il mio livello di forma fisica sta gradualmente diminuendo, mi preoccupo del fatto che possa diventare difficile per me svolgere i miei doveri con tutto me stesso, come fatto dinora, in quanto simbolo dello Stato. Dato che siamo nel bel mezzo di una società in rapido invecchiamento, avrei forse dovuto parlare di quello che sarebbe stato un ruolo dell'imperatore in un momento in cui anche l'imperatore va avanti negli anni. Mentre, essendo nella posizione dell'imperatore, devo astenermi dal fare qualsiasi commento specifico sul sistema imperiale esistente e dunque mi limiterò a parlare nella veste di individuo".

È stato alcuni anni fa, "dopo i due interventi chirurgici, che ho cominciato a sentire un calo nel mio livello di forma fisica a causa della mia età che avanza e ho iniziato a pensare al futuro, a come avrei dovuto comportarmi qualora fosse risultato difficile per me portare avanti le mie pesanti mansioni, a cosa sarebbe meglio per il Paese, per il popolo e anche per i membri della famiglia imperiale che seguiranno dopo di me".

Nel far fronte all'invecchiamento, aggiunge Akihito "penso non sia possibile continuare a ridurre continuamente le presenze dell'imperatore nelle questioni di Stato e dei suoi doveri come il simbolo dello Stato. Una reggenza può essere introdotta qualora l'imperatore non possa adempiere le funzioni per mancanza della maggiore età o per grave malattia. Anche in questi casi, tuttavia, non cambia il fatto che l'imperatore continui a essere tale fino alla fine della sua vita, anche se non in grado di svolgere pienamente le funzioni".

Quando l'imperatore ha problemi di salute e la sua condizione diventa grave, "è preoccupante pensare che, come accaduto in passato, la società possa fermarsi e la vita delle persone esserne influenzata in vari modi. La pratica della famiglia imperiale è stata che la morte dell'imperatore da il via a eventi di lutto che durano ogni giorno per due mesi seguiti da altri eventi funebri per un intero anno. Questi diversi eventi si verificano in concomitanza con altri legati alla nuova era imperiale e mettono a dura prova coloro che sono coinvolti, in particolare, la famiglia. Viene di tanto in tanto chiedersi se sia possibile evitare una situazione del genere".

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