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Esteri

Erdogan attacca l'Occidente: "State con i terroristi"

Il presidente turco critica la Ue e l'Italia, che indaga sul figlio "invece di occuparsi della mafia". Renzi: "Da noi vige lo stato di diritto"

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha deciso di parlare. A due settimane dal golpe fallito in Turchia a cui ha fatto seguito una durissima repressione militare (leggi qui tutti i numeri delle epurazioni in corso) ha rilasciato un'intervista a Rai News 24.

Durissime le parole contro Fethullah Gulen (qui la storia dell'ex presidente turco oggi in asilo negli USA), durissime le parole contro l'Occidente che sta "dalla parte dei terroristi", contro la Ue e Federica Mogherini, l'alto commissario dell'Unione Europea per gli affari esteri e la sicurezza. E durissime le parole contro l'Italia, rea ai suoi occhi di aver aperto un'indagine contro il figlio "invece di occuparsi di mafia".

I rapporti con l'Italia
"La vicenda dell'indagine su mio figlio a Bologna potrebbe mettere in difficoltà le nostre relazioni con l'Italia, che dovrebbe occuparsi piuttosto della mafia" ha dichiarato Erdogan a Rai News 24, facendo riferimento all'indagine avviata dalla Procura di Bologna sul figlio Bilal, accusato di riciclaggio dopo un esposto presentato alla fine dello scorso anno da Murat Hakan Huzan, oppositore politico del presidente turco rifugiatosi in Francia.

Il presidente turco ha ricordato che il figlio, "se tornasse in Italia potrebbe essere arrestato, perchè c'è un'inchiesta aperta nei suoi confronti". "Perchè? Non c'è una risposta. E quando tu chiedi perchè non ti rispondono. Mio figlio dovrebbe tornare a Bologna per terminare il dottorato. In quella città mi chiamano dittatore e fanno cortei per il Pkk. Perchè non intervengono? È questo lo stato di diritto? La sua vicenda potrebbe mettere in difficoltà persino le nostre relazioni con l'Italia. Mio figlio è un uomo brillante e viene accusato di riciclaggio di denaro. Che si occupino di mafia in Italia e non di mio figlio".

Immediata la risposta del premier Matteo Renzi con un tweet.

Subito dopo quella della Farnesina: "In Italia è in vigore lo stato di diritto e il pieno rispetto dell'autonomia della magistratura - si legge in una nota - che insieme alle forze dell'ordine è impegnata con successo nel contrasto alla mafia e non ha certo bisogno per farlo dell'incoraggiamento da parte di alcuno". "Quanto ai rapporti tra Europa e Turchia la Farnesina ribadisce la ferma condanna del tentativo di colpo di stato del 15 luglio e conferma la preoccupazione comune all'intera Europa per gli accadimenti in corso".

Fethullah Gulen, "peggio della mafia"
Peggio della mafia sarebbe anche Fethullah Gulen. "Questa struttura (di Gulen) assomiglia alla loggia P2. Spiegherò al presidente del Consiglio d'Europa (che sarà questa settimana in Turchia) che è peggio della mafia" ha detto Erdogan, che attraverso il ministro della Giustizia Bekir Bozdag, ha inviato una seconda richiesta di estradizione agli Stati Uniti per il magnate e imam accusato da Ankara del fallito golpe e che dal 1999 vive negli Usa.

La convinzione di Erdogan e il baricentro della sua propaganda interna ed esterna, è che il fallito golpe "non sia stato pianificato all'interno della Turchia, ma orchestrato dall'estero" come dichiarato in un discorso tenuto ad Ankara davanti a un gruppo di investitori e citato dall'agenzia statale Anadolu.

Da qui l'ondata di epurazioni che ha praticamente cambiato il volto della Turchia nella scuola, nell'esercito, nella giustizia, nella sanità. E la volontà di reintrodurre la pena di morte.

- LEGGI ANCHE: Tutti i numeri della repressione

L'Occidente dalla parte dei terroristi
Erdogan, nell'intervista a Rainews24, è stato lapidario. "Se il Parlamento turco la voterà, siamo pronti a reintrodurre la pena di morte dopo il fallito golpe in Turchia. Il popolo chiede la pena di morte, i sondaggi dicono che il 57% dei turchi la vuole", ha aggiunto ed è tornato ad accusare l'Unione Europea e il suo capo della diplomazia, Federica Mogherini, per come hanno reagito al golpe in Turchia. "In Turchia c'è stato un golpe contro la democrazia che ha fatto 238 martiri e nessuno è venuto qui", ha detto il presidente turco.  

"E Mogherini - ha aggiunto - non avrebbe dovuto parlare da fuori: Mogherini prima di tutto - ha detto idealmente rivolto alla diplomatica italiana - saresti dovuta venire in Turchia. Se viene bombardato il Parlamento italiano che cosa succede? La Mogherini, che è italiana, come reagisce? Dice che hanno fatto bene, che è preoccupata dai processi che ne deriverebbero? Ora vi chiedo una cosa: l'Occidente è dalla parte della democrazia o del golpe?"

L'Occidente sostiene il terrorismo e sta dalla parte dei golpisti. Quelli che avevamo pensato fossero amici stanno invece dalla parte dei golpisti e dei terroristi", ha aggiunto.

Un'accusa a cui il segretario generale del Consiglio d'Europa, l'organismo di Strasburgo che tutela i diritti dell'uomo e del quale fa parte anche la Turchia (e che da domani sarà ad Ankara) aveva già risposto. Subito dopo il tentativo di colpo di stato del 15 luglio scorso, Thorbjørn Jagland aveva espresso la sua condanna nei confronti del dibattito sulla reitroduzione della pena di morte in Turchia: "Nessuno dei paesi del Consiglio d'Europa ha il diritto di farlo - aveva detto in un'intervista - e la Turchia ha ratificato due risoluzioni che vietano in ogni caso la pena di morte".


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