Esteri

È un serio test politico il razzo del Nord Corea

Perché ora Pyongyang fa più paura

Corea del Nord

CHE COSA È SUCCESSO
Nonostante le proteste e le minacce ricevute, il razzo a corto raggio Unha-3 che è stato lanciato dalla base nordcoreana di Shoae, alle 9.49 del mattino del 12 dicembre, seguendo la traiettoria stabilita ha sorvolato il Giappone per poi completare lo sganciamento del satellite Kwangmyongsong-3 al largo delle Filippine. Il fatto che Pyongyang sia riuscita a mettere in orbita il suo primo satellite ha stupito, alla luce dei fallimenti precedenti, la comunità internazionale: ci si era illusi che pure questo test si sarebbe rivelato un flop, ma non è rimasto che minacciare sanzioni e ritorsioni. La popolazione, invece, ignara del fatto che il giovane Kim Jong-un stesse preparando il lancio, si è radunata nella piazza principale di Pyongyang per festeggiare «un traguardo degno di una grande potenza». E ha chiesto a gran voce altri test.

CHE COSA HANNO SCRITTO
«Dal punto di vista coreano il lancio dell’Unha-3 è stato un successo» scrive il South China Morning Post di Hong Kong. «Kim Jong-un è riuscito in una manciata di minuti a dimostrare di essere il leader che guiderà la nazione verso la “vittoria finale” (la riunificazione con la Corea del Sud, ndr), a festeggiare in maniera esemplare il primo anniversario della morte del padre Kim Jong-il e a fare tremare la comunità internazionale provando la capacità di Pyongyang di raggiungere (anche con una testata nucleare) le coste della California». Diversi i toni della stampa sudcoreana. Il quotidiano Chosun Ilbo ha ammesso l’imbarazzo di Seul per essere stata battuta dal peggiore rivale nella corsa per piazzare un satellite nello spazio. Aggiungendo che esperti sudcoreani avrebbero già finito di raccogliere i residui dell’Unha-3 per studiarli.

CHE COSA SUCCEDERÀ?
La comunità internazionale degli esperti già sapeva che la Corea del Nord aveva ormai raggiunto le capacità necessarie per effettuare con successo un test missilistico. Quindi lo stupore si giustifica solo tra i non addetti ai lavori. Non credo che la Penisola coreana sia più instabile di prima, perché la messa in orbita del satellite non aumenta l’entità della minaccia per Seul e Tokyo. Con questo test Kim Jongun ha però dimostrato di essere all’altezza di guidare il regime ereditato dal padre e ha mano libera per farlo come meglio crede.

Il parere di Ramon Pacheco Pardo
docente di politiche asiatiche presso il King’s College di Londra

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