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Esteri

Corea del Nord: espulso un reporter della Bbc, ma "apertura" sul nucleare

Il giornalista stava seguendo il VII Congresso del Partito del Lavoro, in cui Kim Jong-un ha escluso di usare per primo i missili in futuro

Rupert Wingfield-Hayes, reporter della Bbc inviato in Corea del Nord per seguire i lavori del VII Congresso del Partito del Lavoro con a capo il dittatore Kim Jong-un, è stato prima tenuto in stato di fermo nel suo hotel e quindi espulso dal Paese, venendo accompagnato all'aeroporto insieme con la sua troupe televisiva.

Espulso perché "poco rispettoso"
Le autorità nordcoreane hanno motivato la decisione affermando che la copertura giornalistica di Wingfield-Hayes, che di solito lavora come corrispondente da Tokyo per l'emittente inglese, è stata "poco rispettosa". Da parte sua, la Bbc ha invece reso noto che il suo inviato (in Corea del Nord anche per realizzare un reportage su una delegazione di premi Nobel fatti entrare nel Paese per per un lavoro di ricerca) è stato interrogato da solo per otto ore da funzionari nordcoreani, venendo quindi costretto a firmare una dichiarazione. 

Una "distensione" sul nucleare?
Durante i lavori del Congresso, tra l'altro, il leader Kim Jong-un una volta tanto non ha minacciato di colpire i Paesi confinanti con missili nucleari, affermando invece che la Corea del Nord non farà mai ricorso a tali armi per prima.

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Una sorta di "distensione", che - alla luce dei fatti - viene però vissuta con grande diffidenza da Stati Uniti e Corea del Sud, che da tempo chiedono che Pyongyang inizi un percorso di completa denuclearizzazione. In termini più ampi, invece, le parole di Kim Jong-un paiono una risposta alla Cina, il cui ministero degli Esteri aveva chiesto proprio venerdì scorso e proprio in relazione dell'imminente Congresso che la Corea del Nord "presti attenzione ai richiami della comunità internazionale e salvaguardi la stabilità e la pace duratura dell'Asia nord-orientale". 

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