Oltre all'enorme ricchezza e al pragmatismo, Donald Trump e il genero, Jared Kushner - che dal 20 gennaio si insiederà con lui alla Casa Bianca come alto consigliere del presidente - hanno poco in comune. Esuberante, amante della ribalta il primo; elegante e discreto il secondo. E se il primo ha un uso compulsivo di Twitter, l'altro - che pure ha un account dal 2009 - da allora nonostante i 184mila follower e i 41 following, non ha mai fatto neppur un tweet.

Eppure pochi altri hanno aiutato Trump nell'inatteso trionfo politico quanto il genero, marito di Ivanka, la figlia prediletta. Calmo e composto, poco amante della ribalta, straordinariamente ambizioso, Kushner, che sovrintendeva la campagna on-line, ha esercitato finora la sua influenza da dietro le quinte: alla guida di un centinaio di persone da un ufficio in Texas ha creato il data hub che ha massimizzato gli sforzi sulle reti sociali: sono stati geolocalizzati 20 diversi tipi di votanti a cui venivano mandati messaggi customizzati che hanno garantito a Trump la vittoria negli Stati chiave.

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Ricchissimo, erede di un'estesa fortuna nel campo immobiliare, è il proprietario di The New York Observer, un giornale conservatore tra i pochi a sostenere Trump fin dall'inizio. Forbes stima che, insieme al fratello e ai genitori, abbia una fortuna valutabile in 1,8 miliardi di dollari.

È figlio di ebrei ortodossi, scampati all'Olocausto. Si è laureato ad Harvard (dove è entrato nonostante i voti non brillanti grazie alla mega donazione all'università, 2,5 milioni di dollari, del padre, Charles). Ma a 24 anni dovette farsi carico dell'azienda familiare, The Kushner Companies, perchè la sua famiglia venne travolta da uno scandalo: nel 2005, il padre Charles Kushner, presidente dell'azienda e per lunghi anni tra i principali donatori del Partito Democratico, fu condannato a due anni di prigione per evasione fiscale, donazioni illegali alla campagna elettorale, persino ostruzione alla giustizia.

Lo scandalo assunse aspetti sordidi quando si scoprì che Charles Kushner aveva pagato una prostituta per sedurre il cognato in un motel; una telecamera nascosta registrò tutto e lui mandò il video hard alla sorella, facendo in modo che arrivasse il giorno di un festa di famiglia, per dissuaderla dal testimoniare contro di lui. All'epoca il procuratore del New Jersey era Chris Christie, oggi governatore, che nei mesi scorsi dopo i dubbi iniziali, si è schierato con Trump.

A distanza di anni il risentimento dei Kushner non è passato. Dopo 14 mesi trascorsi in carcere in Alabama, Charles Kushner, nei mesi scorsi è entrato a pieno titolo nella campagna elettorale, stavolta repubblicana, come donatore; e ora Kushner jr. ha regolato i conti con Christie: prima non lo ha voluto come vice del suocero, preferendogli Mike Pence, e a novembre lo ha definitivamente defenestrato da capo del transition team.

Quando nel 2009 ha sposato Ivanka Trump, la figlia maggiore di Donald, si sono unite due fortune immobiliari e lei, di famiglia cattolica, si è convertita all'ebraismo. I due hanno avuto tre figli. Sostanzialmente privo di esperienza politica, Kushner ha accompagnato l'ascesa politica di Trump: gli ha scritto i discorsi, ha organizzato le risposte giuste nei momenti di difficoltà: quando il suocero fu accusato di antisemitismo per aver twittato un'immagine della rivale, Hillary Clinton, con una stella a sei punte simile alla Stella di David, e la scritta "la più corrotta di sempre", ha pubblicato una lettera sul sito dell'Observer: "Mio suocero è una persona estremamente amorevole e tollerante, che ha accettato la mia famiglia e il nostro ebraismo. E da quando ècominciata la mia relazione con sua figlia, il suo sostegno è stato costante e sincero".

Pare inoltre abbia un effetto calmante su Trump, abituato invece a sfuriate con i suoi collaboratori nei momenti di tensione: secondo il New York Times, avrà lo stesso ruolo alla Casa Bianca, accanto a Stephen Bannon, che fornirà al futuro presidente la linea strategica e di comunicazione, Reince Priebus, il presidente del Comitato nazionale repubblicano, che gestirà l'amministrazione giorno per giorno nella West Wing. Nato "liberale", potrebbe dunque avere un'influenza moderatrice alla Casa Bianca, dominata da conservatori. Lo ha ventilato il sindaco di New York, Bill de Blasio, lunedì dopo l'annuncio ufficiale della nomina: "Lo rispetto tantissimo: lo conosco da anni e trovo che sia una persona molto ragionevole". (AGI)

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