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Apocalypse now: in Russia esplode la psicosi-Maya

In migliaia temono che il 21 dicembre il mondo finisca e fanno incetta di cibo, vodka e kit di sopravvivenza. Le autorità sono costrette a intervenire, ma la paura dilaga

Una statua Maya al centro del villaggio turistico di Playa del Carmen, nella penisola dello Yucatan, in Messico (Credits: Ap Photo/Israel Leal)

In Russia è esplosa la psicosi da apocalisse Maya. Migliaia di persone in tutto il Paese stanno accumulando generi di prima necessità e poi candele, fiammiferi e l'immancabile vodka, per paura che il mondo finisca il 21 dicembre 2012, come da profezia degli antichi sacerdoti messicani.

Secondo un sondaggio pubblicato da Reuters a metà anno, circa il 15% della popolazione mondiale crede che il mondo stia per finire e che le date più "papabili" siano proprio quelle definitie dai Maya. La maggior parte di questa quota di catastrofisti globali risiede proprio nei Paesi dell'Est, con la prevalenza di Russia e Polonia.

Soprattutto nelle aree rurali della Siberia, o ai confini con la Cina - scrive il New York Times -  il popolo russo in questi giorni sta dando il meglio di sé in termini di superstizione di stampo medievale.

Per calmare dei detenuti in una prigione vicina al confine cinese, le autorità russe sono state costrette a chiedere l'aiuto di un prete, che ha confessato i carcerati vittime della psicosi da fine del mondo. Mentre, in una fabbrica poco fuori Mosca, gli operai in preda al panico si sono dati al saccheggio di fiammiferi, cherosene, zucchero e candele. E c'è anche chi ha costruito un monumento in ghiaccio in stile Maya lungo Karl Marx Street, nel villaggio meridionale di Chelyabinsk.

A Ulan-Ude, capitale della regione Buryatiya e noto centro sciamanico-esoterico, i cittadini stanno accumulando da settimane cibo e candele, per poter sopravvivere a un lungo periodo in cui - secondo loro e secondo i Maya - il mondo resterà al buio. Altri si sono dati alla meditazione tibetana e hanno cominciato a seguire le indicazioni di un sedicente monaco, chiamato l'Oracolo di Shambhala, che non si è negato alle telecamere dei principali talk-show post-sovietici.

E la psicosi è così dilagante che sono dovute intervenire le autorità governative e rassicurare (invano) la popolazione terrorizzata. Il ministro delle emergenze (a capo della Protezione Civile), Vladimir Puchkov, è stato costretto a tenere un discorso pubblico per "confermare" che il 21 dicembre non accadrà nulla di quanto temuto, poiché il ministero "ha accesso a metodi scientifici per monitorare quello che succede sul Pianeta Terra".

Ma i catastrofisti fanno orecchie da mercante e della scienza non si fidano nemmeno un po'. Anzi, c'è anche chi sulla fine del mondo ha messo in piedi un florido business. E' il caso - si legge sul sito di Russia Today - di una compagnia siberiana, che ha messo in vendita il "kit della sopravvivenza" con medicine, un mini apparecchio per il cuore, sapone, candele e fiammiferi, una bottiglia di vodka e lattine di carne e pesce. In più, il kit offre un quaderno per appunti con apposita matita e un mazzo di carte, per ingannare il tempo mentre si aspetta che la lunga notte del mondo passi.

Finora sono stati venduti circa 1.000 kit, ma richieste arrivano alla compagnia da tutta la Russia. E non è difficile immaginare quello che direbbe Karl Marx se fosse ancora in vita: la religione (in questo caso) sembra proprio essere l'oppio dei popoli.

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