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Esteri

Anonymous: la cyberwar continua. 1100 e-mail date in pasto al web

Dal suo account di twitter Anonymous continua l'elenco dei siti oscurati. E rende pubbliche migliaia di e-mail legate alla jihad: "Fatene ciò che volete”

Anonymous

– Credits: Anne-Christine Poujoulat/AFP/Getty Images

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Anonymous ha violato il sito islam-army.com e ha reso pubbliche le e-mail legate al sito e identificate come vicine alla jiad, su Pastebin. Con un messaggio: "Here is the users dump from www.islam-army.com. Do whatevere you want with it” ovvero: "Ecco i nomi dei rifiuti dal sito www.islam-army.com. Fate ciò che volete con loro”.

Non solo, Anonymous non si ferma e dal suo account di Twitter rende pubblico il bollettino di guerra. 

Già tra mercoledì 14 e giovedì 15 gennaio erano stati oscurati 73 tra i principali siti jihadisti. E aveva pubblicato su Pastebin un elenco di oltre 900 account twitter (trovati da loro o segnalati dalla rete) da analizzare per poi arrivare a oscurarli se legati alla jihad. E 200 sono già stati sospesi.

Non solo, avvisa anche che in alcuni paesi è stato oscurato Charlie Hebdo. Per chi volesse leggerlo, è stato creato un account apposta dove poterlo visualizzare:


Anonymous ribadisce la possibilità di tutti di aiutarli con segnalazioni di siti o account sospetti di essere vicini alla jihad:


Dopo l'attacco alla democrazia e alla libertà di espressione con la strage dei giornalisti di Charlie Hebdo, il gruppo Anonymous, che racchiude gli hacker più esperti del mondo,aveva dichiarato guerra all'Isis e al Qaida e lanciando l'hashtag: #OpCharlieHebdo (Operazione Charlie Hebdo).


 


I loro intenti sono quelli di scovare e attaccare tutti i siti legati a questi gruppi islamici per neutralizzarli: Attaccheremo e metteremo offline tutti i siti della galassia jihadista” e ancora "vi scoveremo a uno a uno.

Il messaggio è stato letto da un rappresentante di Anonymous con la maschera di Guy Fawkes e la voce camuffata: impossibile riconoscere il protagonista del video del ramo belga del collettivo hacker.

E ancora:“Vi prendete la libertà di uccidere persone innocenti, e noi vendicheremo la loro morte”... “Non imporrete la legge della sharia sulle nostre democrazie, non permetteremo alla vostra stupidità di uccidere i nostri diritti, la nostra libertà di espressione. Vi rintracceremo ovunque voi siate, nessun posto sarà sicuro. Noi siamo Anonymous, noi siamo la legione. Noi non perdoniamo. Noi non dimentichiamo. Aspettateci”.

La prima "vittima”: il gruppo aveva annunciato su Twitter, all'indomani della loro dichiarazione di guerra informatica, di aver violato il sito ansar-alhaqq.net. Sito descritto dai giornali francesi come il sito jihadista francese. Cercandolo sul web , si attiva infatti solo la pagina Duckduckgo.com e il sito risulta irraggiungibile.

Lo avevano detto e stanno mantenendo la promessa: Il gruppo di hacker più famoso al mondo sta dunque attaccando i siti e gli account jihadisti con lo scopo di mapparli, bloccarli e fornire alle autorità tutte le informazioni utili (sui proprietari e sugli utenti) che riescono a trafugare.

Entrano, carpiscono più informazioni possibili e, in alcuni casi, oscurano i siti.

Inoltre stanno dando la caccia a tutti gli account Twitter utilizzati dai terroristi in modo da oscurarli (e per far questo hanno anche chiesto l'aiuto alla rete).

Sul canale IRC di Anonymous (pubblico) sono collegati quasi 500 utenti che collaborano tra di loro per coordinarsi sulle operazioni. 
Al momento nel mirino di Anonymous c'è il sito vicino all'estremismo islamico Kavkazcenter.com, che ha definito Charlie Hebdo "un volgare fogliaccio”. Dichiarato down anche il sito www.profetensummah.com

Gli attacchi si svolgono in due modi: o i siti vengono resi irraggiungibili saturandone la connessione (DDOS) oppure vengono modificati inserendo diversi contenuti nella home page (defacement), in genere pubblicando le vignette satiriche del giornale francese.

Ma dove Anonymous può colpire nel cuore l'organizzazione jiadista sul web è nel cosidetto “deep web”: ovvero quella parte di Internet accessibile solo attraverso il circuito Tor (software per la navigazione anonima). Ma di questa operazione, per ovvie ragioni, non si riesce ancora a sapere molto.


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Nel frattempo alcuni siti islamici, non legati ad azioni terroristiche, stanno cercando di cautelarsi dalla valanga creata da Anonymous. 


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