Questo sito contribuisce alla audience di TGCOM24
News

Dall'elmo di Scipio al sangue polacco: ma come parlava Mameli?

Pomposo, retorico, arcaico. E piuttosto arcano nel significato testuale. Ecco l'esegesi dell'Inno per capirne il significato ora che è diventato materia di studio

Arcaico, pomposo, marziale. E anche piuttosto arcano. Eppure obbligatorio sui banchi di scuola secondo quanto ha stabilito il Senato della Repubblica, a ben 162 anni dall'Unità d'Italia. È l'Inno di Mameli, il cui testo gli alunni dovranno  mandare a memoria cercando (magari) di capirne anche il significato. Scritto da Goffredo Mameli, un poeta-patriota mazziniano morto a  22 anni a causa di un'infezione procurata da una ferita di guerra mentre difendeva nel maggio 1947 la Repubblica Romana, il significato dell'Inno di Mameli appare ancora oggi alla stragrande maggioranza dei nostri concittadini un grande mistero che richiede un qualche esegesi.

Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.

L'Italia ha di nuovo sulla testa l'elmo di Scipio, ovvero Scipione l'Africano, il generale romano che nel 202 avanti Cristo sconfisse a Zama, nell'attuale Algeria, il cartaginese Annibale. Il significato: l'Italia è tornata a combattere

Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.

La Vittoria sarà di Roma, cioè dell'Italia. Nell'antica Roma alle schiave venivano tagliati i capelli. Così la Vittoria dovrà porgere la sua chioma affinché sia tagliata, perché la Vittoria è appunto schiava di Roma. Il significato: l'Italia vincerà.

Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!

Nell'esercito romano le legioni (cioè l'esercito), era diviso in molte coorti. Stringiamoci a coorte significa  restiamo uniti fra noi combattenti che siamo pronti a morire per il nostro ideale nazionale.


Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popoli,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.

Calpesti significa calpestati. Raccolgaci, nella lingua di Mameli, che è poi la lingua poetica dell'Ottocento, sarebbe ci raccolga.

Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!

Uniamoci, uniamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?

Per Dio è un francesismo che significa da Dio. Ma per Dio può essere anche una  imprecazione, secondo un'altra interpretazione più atea e risorgimentale del testo. Che  Mameli abbia voluto giocare sul doppio senso? In fondo è morto  proprio a Roma dove combatteva per la Repubblica contro lo Stato pontificio.

Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!

Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.

Ogni città italiana, qui, è Legnano, il luogo dove nel 1176 i comuni lombardi  sconfissero l'Imperatore tedesco Federico Barbarossa. Ogni uomo è come Francesco Ferrucci, l'uomo che nel 1530 difese Firenze dall'imperatore Carlo V. E Balilla è il soprannome del bambino che con il lancio di una pietra nel 1746 diede inizio alla rivolta di Genova contro gli Austro-piemontesi.

Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
 
Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò.

Nel 1282 i siciliani si ribellano ai francesi invasori all'ora del vespro. La rivolta si è poi chiamata la  rivolta dei Vespri siciliani. Le spade vendute sono i soldati mercenari che si piegano come giunchi e l'aquila, simbolo dell'Austria, perde le penne. Il riferimento al sangue polacco è invece tipico dell'epoca: L'Austria, alleata con la Russia (il cosacco), ha bevuto il sangue polacco, cioé ha diviso e smembrato la Polonia. Ma quel sangue bevuto avvelena il cuore degli oppressori

Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!

© Riproduzione Riservata

Commenti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>