Ecco il filmato che inchioda Massimo Bossetti: il suo furgone bianco gira attorno alla palestra la sera del 26 novembre 2010, dentro la quale si trova Yara Gambirasio, che è andata a portare lo stereo alle maestre di ginnastica. Per gli inquirenti il filmato è una prova schiacciante contro il muratore accusato dell’omicidio della tredicenne di Brembate, perché smentisce in maniera clamorosa la sua versione su quella sera.

 


Massimo Bossetti viene arrestato il 16 giugno del 2014. Tre giorni dopo, davanti al gip Ezia Maccora, durante l’interrogatorio per la convalida del fermo, si proclama innocente. Il giudice gli chiede se ricorda cosa ha fatto il 26 novembre 2010. Bossetti risponde sì "sono andato al lavoro e poi la sera sono rimasto in casa con mia moglie e i miei figli". Stupita di fronte a tanta sicurezza su eventi datati, Maccora chiede come fa a essere certo. Risposta: "Faccio sempre le stesse cose, sono un abitudinario", per poi affermare senza esitazione "passavo dalla zona del centro sportivo perché tornavo dal cantiere di Palazzago e andavo a casa".

La sua versione è stata smontata su tutti i fronti. Prima di tutto perché è stato accertato che il muratore si era assentato dal cantiere quel pomeriggio, come hanno testimoniato i suoi colleghi di lavoro. Poi perché le telecamere piazzate nei dintorni della palestra, come documenta questo video diffuso dagli investigatori, lo riprendono mentre fa avanti e indietro. Non un semplice passaggio per andare a casa, come da lui raccontato, ma un furgone che gironzola in attesa di qualcuno. Per tre quarti d’ora, dalle 18 alle 18,47, proprio nei minuti in cui Yara esce dalla palestra, per poi sparire fino alle 19,51, quando il furgone bianco ripassa sotto le telecamere.  

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