finanza_truffa_carburanti
Cronaca

La truffa di benzina e gasolio: come difendere auto e portafoglio

Il fenomeno è in continua crescita, come spiega un colonnello della Guardia di Finanza. Che dà anche le dritte per tutelarsi

In Italia un distributore su 7 non agisce in maniera corretta e a farne le spese sono tanto gli automobilisti quanto il Fisco. Solo negli ultimi dieci mesi la Guardia di Finanza ha sequestrato 2.642.863 kg di prodotti energetici, accertando al contempo che ne sono stati immessi illegalmente nel circuito commerciale ben 141.016.365: una quantità enorme, consumata totalmente al di fuori dal controllo dello Stato (ovvero senza produrre introiti per le casse pubbliche sotto forma di accise e Iva) e molto spesso finalizzata ad alimentare truffe ai danni di ignari automobilisti.

Il malavitoso giro d'affari è in costante aumento attraverso triangolazioni perfette tra l’Est Europa, l’Italia e Malta, fatte di società cartiere e fatturazioni inesistenti con cui le organizzazioni criminali riescono a introdurre sul mercato olii e basi lubrificanti che prendono il posto di benzina e gasolio, causando poi spesso gravissimi danni alle autovetture.

Solamente con l’Operazione Varsavia, condotta in Puglia dalla compagnia della Guardia di Finanza di Trani, è stata sgominata un’organizzazione criminale (con basi operative in Italia, Polonia, Regno Unito e Repubblica slovacca) che era riuscita a immettere illecitamente in commercio nel nostro Paese oltre 13 milioni di litri di prodotti petroliferi, con un'evasione dell’accisa pari a 8 milioni di euro e quella dell'Iva di 3,5 milioni. Con il colonnello Maurizio Favia, comandante del Gruppo Guardia di Finanza di Barletta, vediamo di inquadrare meglio il fenomeno...

Colonnello Favia, quali sono le truffe più frequenti?
"Le irregolarità più gravi riscontrate presso i distributori disonesti sono principalmente tre. La prima si verifica quando, a fronte di 50 euro di carburante acquistato, ce ne ritroviamo la metà nel serbatoio; la seconda è quella del fermo alla pistola erogatrice, in modo tale da non incastrarla completamente nella sua sede, senza far così scattare l’azzeramento della pompa; la terza è quella più sofisticata, ossia la manomissione della colonnina con una erogazione di circa il 3-4% in meno del carburante preventivato, ovvero pagato".

Possiamo entrare nei dettagli?
"Certo. Nel primo caso si tratta di una truffa che i gestori mettono in pratica attraverso un telecomando che modifica il prezzo del carburante e di conseguenza l’erogazione. In sostanza, viene rallentato lo scorrere delle cifre indicate sul display e riferite ai litri erogati, mentre viene lasciato andare quello che indica il valore monetario in euro. Il secondo, invece, è quello più diffuso e punta sul fatto che l’automobilista distratto non controlla se vi è stato un azzeramento della colonnina e questo fa sì che non vi sia una erogazione completa. Il terzo metodo di truffa, quello più sofisticato, prevede la complicità tra gestore e tecnico della manutenzione dell’impianto: la colonnina viene modificata in modo da trattenere un quantitativo di carburante che sarà così sottratto completamente al Fisco, oltre che ai clienti”.

Esistono metodi per poterle evitare?
"Più che metodi, direi degli accorgimenti. Il primo in assoluto è quello di rifornirsi sempre dallo stesso distributore. In questo modo si riesce a capire se vi sono alterazioni e problemi di mal funzionamento dell’auto. Un altro suggerimento è quello di andare a fare rifornimento sempre quando si è in riserva: questo permette, ad esempio, a fronte di un costante rifornimento di 50 euro, di vedere se vi sono enormi differenze".

Cosa si può fare nel caso in cui si abbiano danni all’auto per l'immissione di carburanti allungati con acqua o comunque alterati?
"Bisogna chiedere al meccanico di conservare la benzina contenuta nel serbatoio e quindi rivolgersi alla Guardia di Finanza, che con il campione prelevato può effettuare le analisi e riscontrare se vi è stato addizionato olio lubrificante, un quantitativo eccessivo di biodiesel oppure acqua".

Meglio poi pagare in contanti o con le carte?
"Preferibilmente con le carte, perché in caso di controversia con il distributore l rifornimento viene tracciato dal pagamento e così si dissipa ogni dubbio sul dove e quando è stato introdotto carburante alterato".

© Riproduzione Riservata

Commenti