Cronaca

Terremoto: Errani riconosce il fallimento del Governo

Su Panorama le parole del commissario alla ricostruzione post terremoto. Le reazioni e la sua accusa di "strumentalizzazioni politiche" - AUDIO ESCLUSIVO

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Il Commissario Vasco Errani – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

UPDATE: Panorama riporta fedelmente le parole del commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani, il quale nel corso di un incontro con i sindaci riconosce che la ricostruzione non è mai partita, ed Errani come reagisce? Parla di "strumentalizzazioni politiche".
Già ieri era apparsa scivolosa la precisazione che per suo conto faceva l'ufficio stampa del commissario, quando affermava che Errani "non ha mai parlato né di drammi né tantomeno di fallimenti dello Stato, assolutamente inesistenti".
Ma oggi lo stesso commissario supera se stesso quando afferma che "non mi interessano le polemiche sui giornali ma lavorare per risolvere i problemi, accelerare per superare definitivamente la fase dell'emergenza".
Incredibile ma vero, nella smentita Errani ripete in buona sostanza quello che già aveva detto ai sindaci e che
Panorama riportava fedelmente: ovvero che "questa non è la ricostruzione, questa è la logica dell'emergenza".
Siamo ancora in piena emergenza, la ricostruzione non è mai partita, e chi lo dice questo? Il responsabile massimo per la ricostruzione. Ma chi si limita a riportare le sue parole sta facendo una strumentalizzazione politica. Ecco come sono andate le cose.

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Sono passati sei mesi dalla prima scossa di terremoto che non ha ancora smesso di martoriare il centro Italia. Sei mesi di lacrime e lutti, morte e resurrezioni, coraggio e burocrazia, eroi e persone dimenticate, speranze e delusioni.

Sei mesi di promesse non mantenute. Come quelle dei politici, presidenti, ministri, in visita tra le macerie con il caschetto. Con una mano tenevano il fazzoletto e asciugavano le lacrime, con l'altra sventolavano la bandiera della celerità e dell'efficienza garantendo "state tranquilli, prima dell'inverno avrete le casette".

- LEGGI ANCHE: A che punto sono le casette

Ne erano state chieste 1881 di casette di in legno dai terremotati di tutti i comuni devastati dalle scosse. Prima dell'inverno non è arrivato nulla, poi la Befana ha portato in dono solo 18 abitazioni provvisorie che sono state assegnate come fosse un vanto, senza neppure un briciolo di vergogna, con quella indecorosa lotteria del disonore.

Sei mesi dopo, di casette con famiglie dentro se ne contano ancora 18, a Norcia, che ne aveva chieste 191. Altre 25 sono state consegnate ad Amatrice, ma rimangono vuote, mentre gli altri comuni aspettano con invidia e rabbia.

 

Sei mesi di una ricostruzione che non esiste, come ha ammesso lo stesso commissario straordinario Vasco Errani durante un incontro a porte chiuse con i sindaci dei comuni terremotati, che Panorama riporta fedelmente anche nel contenuto audio.


Il massimo responsabile della ricostruzione ha sancito il fallimento della ricostruzione e della macchina dei soccorsi che a distanza di 6 mesi non riesce a uscire dalla logica dell'emergenza.

Proprio Errani ha stigmatizzato i ritardi sulle casette, le stalle, le macerie. Panorama è partita dalla sua inaspettata e inconsueta denuncia, e punto per punto è andata a verificare lo stato dell'arte. Ne viene fuori una fotografia impietosa della situazione, descritta nel dettaglio nel numero da oggi in edicola con il titolo di copertina "Crepate".

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La copertina del numero 10/2017 di Panorama

Dopo il lancio dell'inchiesta, la Protezione Civile contesta la previsione sui tempi per ultimare i sopralluoghi, che secondo i nostri calcoli effettuati con l'ausilio di ingegneri specializzati, non sarà inferiore a un anno.

Scrive sul punto la Protezione Civile: "In riferimento all’anticipazione di Panorama in edicola domani, si precisa che le verifiche di agibilità sugli edifici privati coordinate dalla Dicomac e dalle Regioni, salvo imprevisti, dovrebbero concludersi in circa due mesi, a differenza di quanto riporta il settimanale a seguito di propri calcoli".

Dunque, a parte gli "imprevisti" (speriamo che non siano gli stessi delle casette), la Protezione civile ricorre al condizionale "dovrebbero" per fissare in due mesi la conclusione delle verifiche e rettificare le previsioni di Panorama, che sono state realizzate sulla base dei dati ufficiali pubblicati nei comunicati stampa.

Nello specifico, al 16 gennaio risultavano ancora 91 mila sopralluoghi da effettuare. Il 18 gennaio però arriva la nuova serie di scosse, la più forte delle quali è di magnitudo 5,5 che provoca altri crolli e numerosi aggravamenti del patrimonio edilizio.

Infatti con il comunicato del 14 febbraio la Protezione Civile parla di incremento di richieste di sopralluogo, e di   "stima dei sopralluoghi in aggiornamento in seguito ai nuovi eventi sismici". Difficile pensare a un aggiornamento in diminuzione, tanto che la stessa Protezione civile segnala: "In seguito ai nuovi eventi sismici registrati il 18 gennaio, infatti, il Dipartimento ha emesso il 12 febbraio una circolare che prevede che per i Comuni di Montereale, Capitignano, Campotosto, Pizzoli, Barete, Cagnano Amiterno, Scoppito, in provincia di L'Aquila, Amatrice, Accumoli, Antrodoco e Borbona, in provincia di Rieti e Arquata, in provincia di Ascoli Piceno, sia prorogata alla data del 28 febbraio la scadenza per la richiesta di primo sopralluogo o revisione di un precedente sopralluogo con scheda Fast con esito utilizzabile o scheda Aedes con esito 'Agibile' (A)".

In breve: Panorama sulla base del numero dei sopralluoghi effettuati da ottobre ad oggi, su quelli restanti e su quelli da rifare ha chiesto ad alcuni tecnici una stima ed è stato risposto che ci vorrà ancora un anno.
La Protezione Civile invece sostiene che, salvo imprevisti, ci dovrebbero volere "circa due mesi". C'è da agurarsi che abbiano ragione. Ma ad oggi, tanto per tornare alle casette, le stime sulla consegna delle case non si segnalano come un brillante precedente. 

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