Il governo ha dunque nominato, come previsto, Vasco Errani Commissario straordinario per la ricostruzione delle zone distrutte dal terremoto del 24 agosto.

"La trasparenza delle regole e dei controlli", è la linea guida proclamata da Errani, immediatamente dopo l'annuncio.

Il commissario riferirà direttamente al premier Renzi. "La prima cosa - ha spiegato - è andare nel cratere, vedere e capire. Non sarò un commissario calato dall'alto". Non c'è, ha detto, un modello precostituito, bisognerà ricostruire là dove sono venute giù le case e ridare qualità al sistema". Errani conclude: "non deciderò mai da solo, sempre in raccordo con Cantone (Autorità nazionale anticorruzione) e Curcio(Protezione civile)". Il neo Commissario ha poi smentito possibili interpretazioni politiche del suo incarico: "non sono un uomo del Pd ma un uomo delle istituzioni'.

Amatrice
Giovedì pomeriggio Errani è andato ad Amatrice per un primo sopralluogo nelle zone terremotate del Lazio; poi andrà nelle MArche e in Umbria e Abruzzo.
"La nostra priorità è l'identità del territorio garantendo piena assistenza ai cittadini": così Errani, ha indicato quali saranno le prime mosse del governo dopo l'incontro con il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi.
"Abbiamo fatto un primo incontro e ci rivedremo sabato dopo una serie di verifiche che dobbiamo fare. Abbiamo cominciato a lavorare - ha aggiunto Errani - e l'obiettivo è quello di ridefinire gli interessi che rispondono all'esigenza di garantire piena identità del territorio, vale a dire l'economia, il commercio, le relazioni sociali, le scuole".

Come ricostruire
Il "principio" lo definisce il premier, ha spiegato Errani, ed è "ricostruire com'era, dov'era". Per farlo, il primo impegno del commissario sarà "trasparenza, regole e controlli". Niente speculazioni, insomma. Niente scandalo come all'Aquila. Errani promette "un sistema chiaro, leggibile e meno burocratico possibile".

Chi è Vasco Errani
Vasco Errani, ravennate, 61 anni, quasi tutti passati in politica, arriva a fare il commissario per la ricostruzione dopo l'esperienza analoga fatta con il terremoto in Emilia nel 2012.

Nato e cresciuto nel Pci, Errani è diventato presidente della Regione dopo essere stato uno strettissimo collaboratore di Pier Luigi Bersani: il rapporto con l'ex segretario del Pd è sempre, ed è tuttora, molto stretto, sia dal punto di vista politico, sia personale.

Da presidente della Regione ha adottato uno stile sempre sobrio, facendo della ricerca ossessiva dell'efficienza amministrativa e del dialogo continuo un tratto imprescindibile.

Caratteristiche che lo hanno fatto apprezzare, anche dai colleghi di centrodestra, quando è diventato presidente della Conferenza delle Regioni.

Nel 2012, quando il terremoto ha colpito l'Emilia, ha deciso di impegnarsi in prima persona (formando un tandem collaudato con l'attuale capo della polizia Franco Gabrielli) per la gestione dell'emergenza e della ricostruzione.

Anche se hanno sempre rifiutato l'etichetta di 'modello', Errani e Gabrielli hanno di fatto creato un nuovo sistema di regole e procedure che è stato apprezzato per alcuni effetti immediati, ma anche criticato per alcune lentezze burocratiche.

La carriera politica di Errani si è interrotta nel 2014, quando venne condannato per falso ideologico, dopo che la procura di Bologna lo aveva indagato per i contenuti di una memoria che riguardava un'inchiesta sui finanziamenti alla cooperativa del fratello.

Errani si dimise quando mancava circa un anno alla fine del suo mandato.

Assolto in via definitiva
A giugno, dopo una pronuncia della Cassazione e un nuovo processo in appello, è stato assolto in via definitiva.

Non semplice da definire il suo rapporto con Matteo Renzi: i due hanno uno stile comunicativo opposto e sono sempre stati uno contro l'altro in ogni dibattito, congressuale e no, dentro il Pd.

Eppure il premier non ha mai perso occasione per elogiare, anche pubblicamente, Vasco Errani per le sue capacità e il suo senso delle istituzioni.

A Renzi non sarebbe dispiaciuto coinvolgerlo in qualche modo nella squadra di governo, ma le condizioni politiche non rendevano facile l'operazione. Poi è arrivato il terremoto in centro Italia e, messa da parte ogni questione politica, Errani ha risposto all'appello del governo.

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