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Cronaca

Terremoto in Centro Italia: a che punto siamo con le casette

Sembra ancora lontana la fine del censimento delle case danneggiate dal sisma. Intanto, però, i costi per i rilievi sono arrivati a 27 milioni

La lentezza costa ed è pure cara. Sì perché, a quasi un anno dal terremoto del 24 agosto 2016, i sopralluoghi sono ancora lontani dall'essere ultimati e si stanno anche rivelando economicamente dispendiosi: secondo i calcoli di Panorama, finora siamo a 27 milioni di euro soltanto per consulenze e rilievi tecnico-professionali.

Prima di procedere con il computo, occorre tuttavia avanzare una premessa. Con la seconda scossa pesante, quella di ottobre, i danni si sono aggravati e da allora i tecnici della Protezione civile, tutti volontari, non sono più bastati per ispezionare gli edifici lesionati.

Per risolvere il problema è stato quindi introdotto un metodo per tentare di accelerare i sopralluoghi, basato sulle schede Fast; cioè una ricognizione veloce, utile a stabilire soltanto se un edificio è agibile. Ma i tempi non si sono accorciati.

Se infatti un immobile risultava non abitabile, bisognava comunque procedere con un secondo sopralluogo (con le cosiddette schede Aedes) per stabilire l'entità del danno. Doppio lavoro con lo stesso numero di volontari.

Il Commissario alla ricostruzione, Vasco Errani, ha perciò deciso di affidare il secondo giro di verifiche a tecnici privati incaricati dal proprietario dell'immobile danneggiato. La situazione, comunque, non migliora poiché i vari passaggi burocratici rimangono inalterati: l'unica differenza è che i tecnici privati vanno pagati.

Siamo arrivati al punto. Errani ha fissato compensi che variano da un minimo di 470 euro a un massimo di mille euro per scheda. Finora i sopralluoghi effettuati dai professionisti sono stati, tra Marche e Umbria, circa 37 mila (6 mila in Umbria e 31.361 nelle Marche). Nelle Marche ne mancano ancora più di 17 mila, di cui circa 8 mila nel cratere dove tutti gli edifici sono inagibili e richiedono le certificazioni Aedes.

Considerando un costo medio di 600 euro a scheda per 45 mila sopralluoghi (i 37 mila già fatti più gli 8 mila nel cratere), risulta che i costi per i tecnici privati ammontano a circa 27 milioni di euro, una cifra certamente destinata a crescere perché il numero dei sopralluoghi non è definitivo. Quanto al completamento delle ispezioni, basterà aggiungere che la legge prevede anche un ulteriore controllo a campione delle schede compilate dai professionisti privati per verificare eventuali illeciti. Altro tempo che se ne va, insomma.

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