Cronaca

Terremoto, attenzione alle truffe mascherate da raccolte di fondi per le vittime

L'Anpas Sicilia ha denunciato sottoscrizioni false a suo nome. Arrivano anche le prime segnalazioni di raggiri con collette porta a porta

Accanto alla tristezza per la devastazione e la morte, c’è la rabbia per chi non ha rispetto per il dolore e il dramma che stanno vivendo intere comunità. Anzi, un intero Paese.

A poco più di 48 ore dal terremoto che ha messo in ginocchio l’Italia centrale e procurato oltre 250 morti, si susseguono gli episodi di sciacallaggio e di truffe.

Solo poche ore fa l’Anpas Sicilia ha denunciato false raccolte fondi a suo nome per l'emergenza sisma.
Il comitato regionale ha sporto denuncia alla polizia postale e specificando che si dissocia da sottoscrizioni diverse da quelle di Anpas Nazionale.

"Il progetto di ricostruzione, cui saranno destinati i fondi, sarà individuato solo dopo la fase dell'emergenza- ha spiegato il presidente regionale Anpas, Lorenzo Colaleo - Anpas, che è impegnata con le squadre di protezione civile sin dalle prime ore del terremoto, non ha attivato nessun tipo di raccolta alimentare perché nei campi di accoglienza della popolazione tutti gli alimenti devono essere certificati, per cui é possibile accettare solo donazioni da parte di aziende e non da singoli cittadini".

Alimenti e vestiario

I truffatori non avevano puntato a raccogliere tonnellate di provviste alimentari, quali pasta, tonno in scatola, farine e altri generi di prima necessità ma anche vestiario.
"In questa fase, su indicazione del Dipartimento Protezione Civile – conclude Colaleo - non è stata avviata alcuna raccolta vestiario o di altri beni per i problemi di stoccaggio e per la gestione dei materiali nei campi".

Dunque attenzione alle truffe se non è possibile tracciare in modo chiaro e trasparente l’ente che ha indetto la sottoscrizione di fondi. Ancora più diffidenza a chi si presenta per la raccolta “porta a porta”. Sta accadendo nella città dell’Aquila, devastata dal terremoto del 2009.

Truffe "porta a porta"

Ai carabinieri dell'Aquila, intanto, sono arrivate alcune segnalazioni di persone ben vestite che hanno suonato casa per casa chiedendo soldi per l'emergenza sisma di Amatrice.
Al momento non è stata denunciata nessuna persona. Non solo raccolta di soldi ma anche furti perpetrati con la scusa di poter entrare nell’abitazione per verificarne la stabilità. È accaduto sempre all’Aquila.

Arrestato un "sciacallo"

Ieri, tra le macerie del paesino di Amatrice è avvenuto il primo arresto per sciacallaggio.

I carabinieri hanno arrestato un 45enne originario di Napoli, pluripregiudicato, che tentava di introdursi in un'abitazione forzandone la porta con un cacciavite. L'uomo, quando ho visto i carabinieri, è fuggito poi una volta raggiunto ha ingaggiato una colluttazione, al termine della quale i militari lo hanno arrestato. Sempre ad Amatrice, pressi del centro di coordinamento dei soccorsi, un uomo è stato fermato e identificato dalla polizia perché sospettato di aver sottratto oggetti da alcune abitazioni. L'uomo, quando é stato bloccato, aveva con sé un trolley e ha rischiato di essere linciato dalla folla prima dell'arrivo di alcuni poliziotti.

Gli sciacalli in azione poche ore dopo il sisma

Stessa drammatica situazione anche nel paesino di Arquata.
Soccorritori e forze dell'ordine segnalano il moltiplicarsi di episodi di sciacallaggio nel comune di Arquata, e in particolare nella frazione di Pescara del Tronto spazzata via dal terremoto. Secondo i soccorritori, in molti casi, si sono verificati episodi già nel corso della prima notte del sisma.

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