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Cronaca

Si chiama Irpef il sisma che sta distruggendo l'Emilia

Stipendi azzerati dalle trattenute per migliaia di lavoratori nelle zone terremotate. La Cgil: "Il Governo non ci ha ascoltato"

Terremoto: adesso è l'Irpef a far crollare gli stipendi

– Credits: Busta paga operaio del mantovano

“Il 10 per cento delle buste paga dei terremotati hanno importo 0. Zero euro. Neppure un centesimo di stipendio. Vuote. Per migliaia di cittadini residenti in 34 comuni, quelli rientrati nel cratere del terremoto di maggio scorso che ha colpito Emilia Romagna e parte della Lombardia, il totale delle trattenute in busta paga è pari al totale delle competenze.

Insomma, nel mese di settembre nelle zone colpite dal sisma si è scatenato un altro terremoto: l’Irpef.

“Dallo stipendio di settembre è stata decurtata l’Irpef di quattro mesi che era stata sospesa (giugno, luglio, agosto e della quattordicesima) - spiega a Panorama.it, Massimo Marchini, segretario generale della Cgil di Mantova-  azzerando, su stipendi modesti, l’intero importo”.

“Mediamente quattro mensilità incidono su una busta paga circa 700 o 800 euro”, precisa il sindacalista.

A “crollare” sotto il peso dell’Irpef, spiega la Cgil, è la metà del territorio mantovano: 34 comuni su 70. Dunque centinaia di migliaia di lavoratori, di famiglie che nel recupero delle imposte sospese nei mesi scorsi, non hanno incassato neppure un euro.

Ma la Cgil non è certamente sorpresa. “Quando ci è arrivata ad agosto la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate - ci spiega Marchini -  sapevamo che a settembre migliaia di lavoratori non avrebbero guadagnato assolutamente niente e proprio per scongiurare questa situazione, avevamo scritto immediatamente una lettera al ministro Grilli. Ad oggi, però, non ci ha ancora risposto”.

Ma le lettere inviate dalla Cgil e arrivate sulla scrivania del ministro Grilli, sono tre: la prima è stata spedita i primi  giorni di agosto, l’ultima il 17 settembre.

“Avevamo illustrato in modo chiaro e preciso, fin da subito, la situazione in cui ci saremmo trovati a settembre se si fosse proceduto ad recupero totale dell’Irpef - precisa a Panorama.it Danilo Barbi, segretario nazionale Cgil - ma purtroppo non ci è stato dato ascolto e adesso migliaia di persone si ritrovano con una busta paga “vuota””.  

“Nelle comunicazioni successive abbiamo chiesto al Governo di risolvere la  questione in modo strutturare e di applicare alle popolazioni colpite dal sisma dello scorso maggio, lo stesso metodo di riscossione e di agevolazioni applicate ai terremotati dell’Abruzzo e dell’Umbria”.

Ma anche a questa lettera, il Governo non ha risposto.

“Non riusciamo a capire perché davanti ad un terremoto, alla distruzione di case e aziende - continua Barbi- ci debba essere una disparità di trattamento. Ma i cittadini davanti ad un terremoto, non sono tutti uguali?”    

Poi Barbi conclude: “Con l’ultima lettera di due settimane fa, abbiamo chiesto ulteriormente al Governo di rivedere la normativa nel prossimo decreto legge, di venire incontro alle popolazioni ancora provate dal sisma del 20 maggio scorso”.

I sindacalisti sono fiduciosi, i terremotati dell'Emilia Romagna meno.

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