Il 2017 è un anno cruciale per le relazioni fra Europa e Africa e di conseguenza per l’esodo di migranti e profughi. A sostenerlo è l’Amref che, riferendosi anche ai problemi di stabilità politica e terrorismo, punta il dito non più solamente contro Somalia e il Corno d'Africa, paesi storicamente instabili, ma anche su Libia, Mali, Nigeria, Burundi del Centro Africa, Repubblica del Congo e Sud Sudan. Che sono diventate realtà esplosive. Lo dimostrano gli sbarchi (e i naufragi) che hanno ricominciato a macchiare di sangue il mar Mediterraneo (e non solo). L'ultimo, quello avvenuto nel weekend di Pasqua con 8 cadaveri recuperati e quasi 7 mila persone tratte in salvo.

Aggiornamento: → Gli sbarchi più recenti

Nel mese di novembre 2017, avrà luogo in Costa d'Avorio un vertice fra Unione Europea e Unione Africana, il quinto da quando, nel 2007, venne formalmente istituita una partnership fra le due organizzazioni.

“Da allora non molto è stato ottenuto in rapporto ai diversi 'pilastri' sui cui si è basata la cooperazione", precisa l'Amref, segnalando nel frattempo che "il settore dove si è più investito è quello relativo a “pace e sicurezza”".

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Allarme Libia e Mali

Tuttavia, rileva ancora l’associazione Amref, "nonostante le ingenti risorse messe in campo, i problemi della stabilità e del terrorismo sono ben lungi dall'essere risolti. Anzi, alle ferite aperte ormai da anni come ad esempio l’area somala si sono aggiunte altre situazioni forse ancor più problematiche e pericolose come quella libica o del Mali.

Situazioni di forte instabilità e scontri interni che contribuiscono a frenare la positiva dinamica economica che aveva indotto molte istituzioni a prevedere il 'miracolo africano'.

“Al contrario- puntualizza Amref - siamo di fronte ad una realtà dove, accanto ad aree di potenziale sviluppo, coesistono situazioni ormai incancrenite, con effetti devastanti".

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Oltre mille migranti al giorno

L’allarme per la difficile situazione che riguarda le partenze dei migranti dal Nord Africa arriva anche dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). Circa 6.000 migranti e rifugiati sono stati salvati in solamente cinque giorni.

Dall'inizio del 2017 a oggi, 21.903 persone hanno attraversato il Mar Mediterraneo dalla Libia diretti in Italia.

Nello stesso periodo del 2016, 18.777 persone avevano intrapreso lo stesso pericolosissimo viaggio. Finora sono 587 le persone morte nell'impresa di attraversare il Mediterraneo verso l'Europa. Il 2016 era stato l'anno con il maggior numero di morti di sempre, 5.096.

Con l’arrivo della bella stagione si intensificano ulteriormente gli sbarchi di profughi e migranti sulle coste italiane ma anche i naufragi nel Mediterraneo.


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GLI ULTIMI SBARCHI

19 giugno 2017: Da questa mattina, oltre mille migranti stanno sbarcando alla banchina Quattro Venti del porto di Palermo, dove ha attraccato una nave della Guardia costiera italiana.

Si tratta, per l'esattezza, di 751 uomini, 160 donne (di cui undici incinte), 185 minori, che stanno ricevendo l'accoglienza e i soccorsi dalla task force coordinata dalla prefettura di Palermo, dai sanitari dell'Asp e del 118 e dai volontari della Caritas e della Croce Rossa.

I migranti dovevano arrivare a Trapani, ma sono stati dirottati a Palermo. 

12 giugno 2017: La nave Vos Prudence sbarca al porto di Palermo 724 migranti salvati nel Mar Mediterraneo. Si conta anche la salma di un uomo morto nel canale di Sicilia. 

10 giugno 2017: Sono 52 i dispersi in mare al largo della Libia per l'ennesimo naufragio di un gommone che trasportava migranti diretti verso le coste italiane ma che non ha retto più di alcune miglia dopo la partenza. Secondo il racconto dei 78 sopravvissuti il gommone era carico di 130 persone quando, ad alcune miglia al largo, molti dei passeggeri sono finiti in acqua. 

Una nuova tragedia alla quale si aggiungono gli 8 cadaveri recuperati a bordo di altri gommoni soccorsi nella stessa giornata. Nel corso di questa operazione 356 migranti sono invece stati tratti in salvo e condotti al porto di Catania, il 12 giugno, dalla nave militare svedese dell'assetto Frontex.

24 maggio 2017: Si aggrava il bilancio del naufragio di un barcone carico di migranti diretto verso l'Italia, avvenuto questa mattina a largo del porto libico di Zuara: i cadaveri finora recuperati sono 31 e si temono dispersi. Lo si apprende da fonti della Guardia Costiera italiana, che sta coordinando i soccorsi.

Trenta dei 31 cadaveri sono stati trasferiti a bordo di nave Fenix, uno su nave Fiorillo. Nella zona proseguono le ricerche. In tutta l'area del Mediterraneo centrale, dove oggi, per le favorevoli condizioni meteorologiche, si registra un "traffico" intenso di imbarcazioni dirette verso l'Italia, la Guardia Costiera, che sta coordinando tutte le operazioni di soccorso, sta impiegando 14 navi: quattro - un pattugliatore e tre motovedette - sono della stessa Guardia Costiera.

8 maggio 2017: C'è anche lo scafista del gommone che due giorni fa si è rovesciato dopo avere imbarcato acqua tra le circa ottanta vittime del naufragio avvenuto a largo della Libia. Lo hanno raccontato i sopravvissuti, sentiti su disposizione della Procura di Ragusa, che sono sbarcati il 7 maggio a Pozzallo dal cargo danese Alexander Maerks e non dal pattugliatore Fiorillo, come si era appreso. La tragedia sarebbe avvenuta intorno alle 8, quando il gommone ha cominciato a imbarcare acqua e si è rovesciato. I superstiti sono riusciti a sopravvivere restando aggrappati al natante. Sono rimasti in acqua per molte ore. Il sostituto procuratore Marco Rota ha disposto gli atti urgenti dell'inchiesta, per naufragio colposo, delegando le indagini alla squadra mobile della polizia di Stato di Ragusa. Accertamenti sono in corso anche per accertare se la tragedia è avvenuta in acque libiche o internazionali.

È inoltre approdata questa mattina nel porto di Vibo Marina la nave "Vos Hestia" di Save The Children con 548 migranti a bordo. Il gruppo e' composto da 501 maschi e 47 donne, 12 delle quali incinte. Dei migranti, inoltre, 43 sono minori, 39 dei quali non accompagnati. C'e' anche un neonato. I migranti provengono in prevalenza da alcuni Paesi africani e dal Medioriente. La nazionalita' numericamente piu' consistente, con 128 persone, e' quella bengalese. Si segnalano diversi casi di scabbia ed uno di grave denutrizione. Si sospetta, inoltre, che uno dei migranti abbia la tubercolosi. I migranti, ad eccezione dei minori, saranno trasferiti in strutture d'accoglienza fuori dalla Calabria. Tra quelli giunti ieri a Reggio e quelli approdati stamattina a Vibo a bordo della "Vos Hestia", i migranti arrivati tra ieri e oggi in Calabria sono stati, complessivamente, 1.279.

16 aprile 2017: 8 cadaveri recuperati, circa 2000 migranti tratti in salvo: è il bilancio, ancora provvisorio, di un'altra giornata "di passione" vissuta nel tratto di mare tra la Libia e l'Italia. Lo si apprende da fonti della Guardia Costiera, che ha coordinato gli interventi di numerose navi schierate nell'area. Secondo la testimonianza di un fotografo di un'agenzia di stampa internazionale, altri migranti potrebbero essere dispersi.

15 aprile 2017: In una sola giornata sono stati fatti 33 interventi, con 4.500 persone recuperate. In azione anche pescherecci e mezzi delle organizzazioni non governative che continuano nel loro lavoro umanitario in mare. Proprio da una di queste queste ong, la Moas dei coniugi Chris e regina Catrambone, è arrivata la drammatica testimonianza degli interventi in atto, "una maratona di 24 ore - spiegano - dove si sono susseguite continue operazioni di soccorso, tuttora in pieno svolgimento, nell'assistenza a 9 imbarcazioni, fra cui 7 gommoni e 2 barche di legno". La Phoenix ha cosi' preso a bordo ben 490 migranti ed ha recuperato anche sette cadaveri: 4 uomini, due donne ed un bambino di 8 anni. "Immagina di portare il corpo senza vita di un bambino di 8 anni nella tua casa a Pasqua. Non dimenticherò mai questo giorno", ha scritto su twitter Chris Catrambone.

13 aprile 2017- La Guardia costiera libica ha segnalato che nel naufragio di un gommone al largo della Libia ci sono quasi 100 dispersi su un numero totale dei migranti a bordo di 120: stamattina ne sono stati "salvati 23 e 97 sono dispersi", tra cui "alcune donne (15) e cinque bambini". I migranti era tutti di "nazionalità africana", ha precisato l'ufficiale. Il naufragio è avvenuto a sei miglia nautiche al largo di Tripoli (sul lato della zona di Qerqarish o Gargaresh) e i naufraghi sono stati salvati verso le 10. Il fondo del loro gommone era "completamente distrutto".

24 marzo 2017. Affonda barcone tra Turchia e Grecia, 7 le persone soccorse. Ci sono almeno 11 migranti morti e altri 4 risultano dispersi nel naufragio di un barcone nel mar Egeo, al largo della località costiera turca di Kusadasi. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, a bordo del natante, diretto alle isole greche, c'erano 22 persone.

23 marzo 2017. Recuperati i corpi di cinque persone a nord di Sabrata. La Ong spagnola Proactiva Open Arms teme almeno 240 migranti morti in un doppio naufragio avvenuto davanti alle coste libiche, dopo il recupero di cinque corpi senza vita. I gommoni ritrovati possono contenere 120 persone. I trafficanti di uomini di solito li riempiono a dismisura e non si esclude che le due imbarcazioni possano avere avuto a bordo almeno 240 persone. L'ong ha confermato il doppio naufragio avvenuto a 21 km a nord di Sabrata.

23 marzo 2017. È approdata questa mattina al molo Ichnusa del porto di Cagliari la nave norvegese Siem Pilot con a bordo 900 migranti: 740 sono uomini, 102 donne (di cui otto in gravidanza) e 58 minori. A bordo vi era anche la salma di un uomo.

21 marzo 2017. Uno sbarco di 958 migranti a Catania dove è approvata nave 'Aquarius' di Sos Mediterranee, organizzazione umanitaria italo-franco-tedesca che opera in partnership con Medici senza frontiere. Erano su undici piccole imbarcazioni soccorse nei giorni precedenti al recupero, nel Canale di Sicilia.

19 marzo 2017. Sbarca nel porto di Augusta la nave Dattilo della Guardia costiera con a bordo 3.315 migranti recuperati in mare in 25 operazioni di soccorso.

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