Tende a Milano per fronteggiare l'emergenza migranti, aggravata dai respingimenti che la Svizzera ha messo in atto. L'ipotesi, di cui ha parlato il sindaco Giuseppe Sala, ha scatenato le polemiche e spinto il primo cittadino a correggere il tiro: "Nessuna tendopoli, solo qualche tenda per la prima accoglienza".

Ma la bufera politica non si è placata, riaccendendo il dibattito, mai sopito, su come affrontare un fenomeno dalle conseguenze drammatiche - da gennaio sono stati 2.742 gli immigrati morti in mare mentre tentavano di arrivare in Italia, dice l'Oim - e con lo spettro dei tre milioni pronti a trovare nuovi varchi nella 'rotta balcanica' verso l'Europa.

La situazione a Milano

 "Con il prefetto di Milano si sta monitorando la situazione e non è esclusa la possibilità che si usino tende perché di spazi in tempi molto rapidi non ce ne sono in questo momento", ha detto il sindaco di Milano, città dove sono presenti oggi 3.200 migranti, con l'incognita del "reflusso", specie da Como, per la chiusura della frontiera. Riguardo al luogo dove sistemare le tende, "lo sta verificando il prefetto". Passano poche ore e il sindaco, travolto dalle critiche dell'opposizione, precisa: a Milano non è "prevista alcuna tendopoli". Solo "in funzione di ulteriori esigenze si potranno aggiungere alcune tende per la prima accoglienza a quelle gia' sistemate nell'ex Centro di via Corelli e nella caserma Mancini. Nessuna tendopoli altrove".

Maroni: "Governo allo sbando"

 "Milano sta crollando sotto il peso del flusso migratorio", dice il deputato di FI Luca Squeri. "L'idea di realizzare una tendopoli in città è raccapricciante. Evoca scenari alla Sabra e Shatila", aggiunge Silvia Sardone, responsabile Sicurezza. "Governo e sindaco uccidono la città. Dilettanti allo sbaraglio", incalza l'europarlamentare azzurra Elisabetta Gardini. "Milano ridotta a un bivacco di poveri disperati a causa di un governo che non sa affrontare la situazione", dice Mariastella Gelmini, sempre di FI. Anche la Lega, con il deputato Paolo Grimoldi, chiede l'intervento del premier "per evitare che Milano diventi una nuova Calais. Il sindaco Sala non ha più il controllo della situazione e vuole trasformare Milano in un 'hotspot' metropolitano: una follia agostana che Renzi e Alfano hanno il dovere di fermare, trasferendo subito gli immigrati in altre Regioni. Nei Comuni che governiamo non li accoglieremo".

E mentre la Regione fa sapere che non metterà a disposizione le proprie tende di Protezione civile, Maroni attacca il governo: "È ormai allo sbando. I clandestini a casa loro, subito". Anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, interviene duro: "L'unico annuncio che dovrebbe fare il ministro Alfano - dice - è quello della fine dell'arrivo di nuovi immigrati".

L'uso delle caserme

"Ho insistito con il ministro Pinotti che si deve lavorare sulle ex caserme", spiega Sala. Una delle ipotesi al vaglio sarebbe quella di mettere temporaneamente a disposizione per l'accoglienza la caserma Montello. Si tratta di liberare in tempi relativamente brevi la struttura militare (che poi dovrà essere ceduta alla Polizia), trasferendo il personale nella caserma Santa Barbara. Non appena liberata, la Montello potrebbe essere usata per qualche mese per i migranti. C'e' inoltre l'ipotesi di un attendamento nei Magazzini di Baggio, un ex complesso militare alla periferia della città, mentre non c'è ancora una decisione definitiva sull'ex caserma di Legnano, in un primo momento destinata ad ospitare circa 300 migranti, ipotesi poi congelata.

A Como e a Ventimiglia

 Mentre non è stata ancora trovata una sede per ospitare le centinaia di migranti respinti dalla Svizzera e che ormai da un mese a Como si sono accampati nel tentativo di entrare in Svizzera (sono attualmente 500), la situazione al confine con la Francia sembra in via di normalizzazione. "Ci hanno assicurato che il lavoro di alleggerimento su Ventimiglia inizierà nelle prossime ore e sarà serrato, con trasferimenti altrove", dice il Governatore Giovanni Toti dopo aver partecipato ad un vertice con il prefetto e il questore d'Imperia. (ANSA).

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