“Tre milioni di pellegrini che ogni anno vanno a pregare al santuario di Medjugorje rappresentano una realtà pastorale” che la Santa Sede non intende sottovalutare. E questo è chiaro.

Mano chiara, invece, è la posizione vaticana sulle presunte apparizioni mariane nello stesso santuario, sulle quali i risultati finali della commissione dottrinale cardinalizia presieduta da Camillo Ruini sono al vaglio della Congregazione per la Dottrina della Fede, l'ex Sant'Uffizio e, finora, non c'è stato nessun pronunciamento in merito.

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Come dire, in Vaticano l'unica certezza sull'affaire Madjugorje sono i tre milioni di pellegrini, per i quali Papa Francesco a fine mese invierà nella cittadina bosniaca nell'ex Jugoslavia un suo visitatore apostolico, l'arcivescovo di Varsavia-Praga Henryk Hoser, non per indagare sulla veridicità delle apparizioni della Madonna, ma per studiare una pastorale più “mirata” per disciplinare l'afflusso dei pellegrini.

È lo stesso vescovo polacco a parlarne, in maniera inusualmente aperta e senza remore, rompendo quella tradizionale forma di riserbo che contraddistingue gli inviati pontifici alla vigilia dell'avvio delle loro missioni. Monsignor Hoser, invece, parla – con una ampia intervista concessa al sito cattolico internazionale Aleteja – quasi a voler rassicurare proprio quei tre milioni di fedeli che temono che il Vaticano possa mettere la parola fine alle “avventure” mariane nell'ex Jugoslavia, non riconoscendo l'autenticità delle apparizioni.

"A Medjugorje il culto mariano si rafforzerà"
"Non dovremmo affatto preoccuparci! - assicura infatti Hoser - La Chiesa non si è ancora espressa sull'autenticità delle apparizioni. Dovremmo attendere con calma la posizione definitiva. Non è certo la prima volta in cui la Chiesa è lenta nel prendere una decisione soprattutto per il fatto che la forma delle apparizioni mariane a Medjugorje è significativamente diversa da quella delle apparizioni precedenti ben note".

"La questione poi - spiega il presule - non cambierà nulla dell'insegnamento della Chiesa. Se a Medjugorje si è sviluppato il culto mariano, se vi arrivano folle così imponenti, è un posto in cui il culto mariano si rafforzerà: la Madre di Dio può essere venerata ovunque, soprattutto nei luoghi in cui questa venerazione è così feconda, come sentiamo da tante testimonianze".

"Il Santo Padre ne è consapevole - aggiunge -, e quindi non solo vorrebbe esaminare la situazione pastorale a Medjugorje, ma anche, se necessario, trovare dei metodi per migliorare l'assistenza pastorale offerta ai pellegrini in questo luogo tanto dedicato alla Madonna. Di recente - racconta mons. Hoser, nominato l'11 febbraio scorso da Papa Francesco suo inviato speciale per Medjugorje - ho sentito dire che sarei già lì e sarei stato guarito miracolosamente dalla Beata Vergine Maria... Scherzi a parte, la mia prima visita a Medjugorje, una visita orientativa, inizierà alla fine di marzo... Incontrerò in primo luogo il nunzio apostolico in Bosnia-Erzegovina e l'arcivescovo di Sarajevo. Poi, ovviamente, incontrerò l'ordinario locale, il vescovo di Mostar, e i frati francescani che lavorano nel santuario. Come prima cosa, ad ogni modo, ascolterò con attenzione le varie opinioni ed esaminerò la situazione pastorale locale".
 
Le conclusioni della commissione Ruini
Sulle apparizioni mariane e la loro autenticità, l'inviato papale ricorda che "nel 2010 la Santa Sede ha nominato una commissione dottrinale speciale guidata da Sua Eminenza il cardinale Camillo Ruini. Nel 2014 la commissione ha concluso i suoi lavori ed ha sottoposto le proprie conclusioni al Santo Padre, che ha poi girato la questione alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Finora la Congregazione non ha adottato una posizione definitiva".

Dalle scarse notizie filtrate Oltretevere sembra che la commissione Ruini non abbia gradito l'eccessivo movimento commerciale che si è sviluppato intorno al santuario, pur prendendo atto che “all'inizio qualche cosa forse vi è avvenuto”, ma occorre prudenza e riserbo. Quanto alla missione che gli è stata affidata dalla Santa Sede, dice Hoser, "è ausiliare rispetto a ciò che ha svolto la commissione dottrinale. Ogni anno il santuario viene visitato da due milioni-due milioni e mezzo di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

È diventato un luogo carismatico. Il fatto che Medjugorje venga visitata da tanti fedeli, che senza dubbio ne traggono un arricchimento personale, è una cosa da tenere bene a mente. C'è una forte richiesta di assistenza pastorale in questo luogo. Ci sono ben 50 confessionali. Il problema è che spesso non ci sono abbastanza confessori che parlino lingue diverse - conclude l'arcivescovo -. La mia missione, secondo quanto stabilito nel comunicato diffuso dalla Santa Sede, è quella di esaminare da vicino la situazione pastorale locale, in particolare le necessità dei pellegrini e indicare nuove possibili iniziative".

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