A piedi. Rigorosamente nudi. Un migliaio a Venezia, al Lido fino al Palazzo dove è in corso il Festival del Cinema. Sono gli "Uomini e le Donne Scalzi" che si sono messi in marcia per chiedere attenzione per un'accoglienza degna, umana, un sistema unico di asilo in Europa e per la certezza dei corridoi umanitari.

La "marcia degli Uomini Scalzi" partita oggi da Venezia, ha abbracciato in un unico percorso umanitario quasi tutte le città italiane.

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''Ciascuno fa la sua parte, tutto serve per chiedere un'Europa unita, una regolamentazione comune se no cosa abbiamo insieme a parte l'euro?'' ha dichiarato all'ANSA Alessandro Gassman tra i promotori dell'iniziativa a Venezia "mentre sui giornali dominano le notizie di Putin che invia armi alla Siria e la Danimarca chiude tutto. L'Europa continua a dimostrarsi un'utopia - aggiunge - lo stesso pur generoso gesto della Merkel quando è arrivato? Quando i profughi li aveva alle porte, ai gridi di allarme italiani non hanno mai reagito''.

Eppure c'è la percezione che qualcosa ci stia svegliando e tutto a partire da una foto o meglio dalla scelta di pubblicarla. ''La foto di Aylan è come quella di Kim Phuk, la bambina nuda che fuggiva dai bombardamenti al Napalm. È la foto-simbolo della guerra in Vietnam, fece scendere in strada gli americani. Il bambino di Kobane che sembra dormire come i nostri figli ma invece è morto, è la foto che ci ha dato la sveglia'', prosegue.

Milano, Firenze e la Toscana tutta

La "marcia degli Uomini scalzi" a Milano si svolgerà dalle 21 dalla Stazione di Porta Genova fino alla Darsena. A Firenze, invece, è partita alle 18 da piazza S. Maria Novella per raggiungere piazza San Giovanni a piedi scalzi "come chi ha perso - si spiega in una nota del comitato "Basta morti nel Mediterraneo" - le scarpe nella traversata in mare o le ha consumate in una lunga marcia in fuga dalla guerra".

Davanti al Battistero, un flash mob "di forte impatto emotivo, che poco per volta ha riempito la piazza di scarpe, cio' che resta di quanti in questi anni hanno perso la vita mentre cercavano la salvezza in un paese straniero".

A Pisa l'appuntamento era alle 18 in piazza Garibaldi; a Livorno il corteo è aprtito sempre alle 18 da piazza Repubblica; a Prato presidio-flash mob con speaker's corner dalle 18 alle 20 nella piazza del Comune; a Carrara alle 16.45 in piazza Matteotti, a seguire corteo fino a piazza d'Armi dove c'è stato un dibattito con Gad Lerner (una delegazione sarà presente a Venezia); a Lucca, nell'auditorium di piazza San Romano, dibattito organizzato da Comune e Cgil alle 16 mentre alle 18.30 corteo in città con partenza da piazzale Verdi; ad Arezzo il corteo si è mosso alle 18 da piazza San Jacopo per proseguire fino alla Casa delle Culture in piazza Fanfani.

Roma "in prima linea"

Anche Roma ha aderito alla manifestazione. La Marcia degli Uomini Scalzi è partita alle 17 da via Cupa diretta alla Stazione Termini.
"Saremo in marcia idealmente con e per le donne, gli uomini e i bambini in cammino - hanno spiegato in questi giorni in una nota congiunta il sindaco di Roma Ignazio Marino e l'assessore alle Politiche sociali e abitative del Campidoglio Francesca Danese - assieme alle associazioni e ai movimenti della società civile per promuovere l'esigenza di cambiamenti nelle politiche migratorie europee e globali. Purtroppo - aggiungono - proprio nell'ora della marcia saremo impegnati a Castelporziano, assieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell'accoglienza di centinaia di romani disabili".

"Va sicuramente rivisto il sistema europeo sul diritto d'asilo e il regolamento Dublino - continua la nota -, e in questo senso sono già indirizzate le politiche dell'accoglienza del Comune di Roma che ospita circa diecimila tra rifugiati, minori stranieri non accompagnati e richiedenti asilo e, solo negli ultimi sei mesi, si è trovato a fronteggiare un flusso di decine di migliaia di persone straniere temporaneamente presenti, i cosiddetti transitanti". Accanto agli strumenti ordinari e istituzionali, Roma "si sta dotando di una Cabina di regia capace di intercettare e coordinare le energie del volontariato, laico e cattolico, del III settore e dei tantissimi romani che non vogliono restare in finestra", concludono Marino e Danese.

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